paura

NON ABBIATE PAURA DELLA PAURA – IL SAGGIO DI DANIEL T. BLUMSTEIN “PAURA. LEZIONI DI SOPRAVVIVENZA DALLA NATURA SELVAGGIA” SPIEGA COME QUESTO SENTIMENTO ABBIA INSEGNATO AI NOSTRI ANTENATI A ESSERE CAUTI, A FIUTARE I PERICOLI E A ELABORARE STRATEGIE DI SOPRAVVIVENZA – SEBBENE I NOSTRI TIMORI NON SIANO PIU’ GLI STESSE DEI PROGENITORI PREISTORICI, IMPIEGHIAMO GLI STESSI MECCANISMI FISIOLOGICI E PSICOLOGICI CHE 250 MILIONI DI ANNI FA ASSICURAVANO LA SALVEZZA AI NOSTRI ANTENATI – QUINDI, LA PROSSIMA VOLTA CHE VI SENTITE SPAVENTATI, SAPPIATE QUANTO CI HA PORTATI LONTANI…

 

Marino Niola per “Robinson - la Repubblica”

PAURA. LEZIONI DI SOPRAVVIVENZA DALLA NATURA SELVAGGIA

 

La paura fa novanta. E da molto prima che gli uomini imparassero a contare. E inventassero il gioco del lotto. Secondo filosofi come Thomas Hobbes è lei la grande levatrice della storia, quella che ha fatto nascere le istituzioni umane. Soprattutto quelle politiche. Che mettono fine a quella lotta senza quartiere di tutti contro tutti che trasforma le origini dell'umanità in un teatro di guerra. 

 

In una lotta fra predatori feroci e prede in balia del terrore. La pensa così anche Daniel T. Blumstein, direttore dell'Evolutionary Medicine Program dell'Università della California di Los Angeles e autore di Paura. Lezioni di sopravvivenza dalla natura selvaggia, appena tradotto da Serena Placidi per Raffaello Cortina. Blumstein, che è una star dell'etologia, famoso per i suoi studi sulle marmotte, sostiene l'utilità della paura. Che ha insegnato ai nostri antenati ad essere cauti, a fiutare i pericoli a evitarli e a elaborare strategie di sopravvivenza. 

paura

 

Consegnandoci un'eredità evolutiva affinata in milioni di anni di brividi. Da oltre un trentennio, Blumstein studia le risposte degli animali al pericolo. E sulla base delle sue ricerche è giunto ad affermare che la paura per milioni di anni ha tenuto in vita i nostri antenati umani e non umani. È vero, infatti, che le nostre paure non sono più quelle elementari dei nostri progenitori preistorici. Subire un furto d'immagine o l'hackeraggio dei nostri dati sensibili non è come essere azzannati da un tirannosauro.

 

paura

 O come vedersi sottrarre il cibo e le risorse necessarie alla sussistenza. Eppure, di fronte allo spavento i nostri contemporanei impiegano gli stessi meccanismi fisiologici e psicologici che 250 milioni di anni fa assicuravano la salvezza ai nostri antenati. In fondo, che si tratti di un'aggressione fisica o di un'opa ostile, di una lotta tra scimpanzé per il dominio sul branco, o della guerra politico-finanziaria tra gruppi economici, alla fine resta sempre la paura di perdere, se non la vita, almeno la posizione sociale e la capacità di accesso alle risorse necessarie alla sopravvivenza propria e del proprio gruppo. 

 

paura

Apparentemente siamo lontani dai comportamenti di fuga delle marmotte e delle antilopi, o delle strategie di attacco dei leoni o degli squali, ma l'evoluzione lavora sempre con quello che ha, non crea ex novo. Come diceva Elias Canetti, nulla al mondo si evolve e si trasforma meno della paura. Non a caso quando siamo spaventati da qualcuno o da qualcosa, le nostre risposte neuroendocrine, sudore, peli ritti, occhi sbarrati, respirazione affannosa, ipersalivazione, pallore e tremore, sono più o meno le stesse da duecento milioni di anni a questa parte. 

 

paura

Perché il kit di sostanze chimiche e di risposte allo stress che abbiamo in dotazione è ancora quello che abbiamo ricevuto in eredità dai primati. Ma anche da altre specie che ci hanno trasmesso i dispositivi difensivi e offensivi di base che noi adattiamo alla nostra epoca e alle situazioni della nostra vita. Api, pangolini, canguri, iene, serpenti, roditori, pavoni, pinguini, termiti, iguane, macachi, bonobo, gatti. 

 

A proposito se al lavoro il vostro capo vi tormenta, vi opprime, vi molesta, dategli pure della cornacchia. E sarete scientificamente nel vero. Perché il mobbing lo hanno inventato questi rumorosi pennuti, insieme ad altre specie animali, per difendersi dagli assalitori assordandoli, molestandoli, facendo rumore. 

 

paura

E la parola fu usata per la prima volta dal Premio Nobel Konrad Lorenz. Ma anche lo svenimento causato dallo spavento, dallo stress, dall'emozione è la versione umana della cosiddetta brachicardia da paura. L'abbiamo ereditata dai pesci che riducono quasi a zero il battito cardiaco per sfuggire agli squali che posseggono speciali rilevatori delle pulsazioni. 

 

Insomma, per capire fino in fondo i nostri timori dobbiamo interrogare le nostre radici evolutive. Perché di fronte alla paura, bipedi o quadrupedi, siamo tutti sulla stessa barca, o meglio sulla stessa Arca. Anche se le differenze ci sono ed è utile conoscerle per imparare a convivere con i nostri fantasmi, con i nostri spaventi. Intanto noi umani le paure le comunichiamo, le raccontiamo, le sublimiamo, le condividiamo. 

 

paura

Fabbrichiamo antidoti etici, politici, pedagogici. E proprio osservando le risposte animali possiamo imparare a adottare comportamenti più vantaggiosi. Sia per noi che per i nostri fratelli non umani la paura salva la vita, ma un eccesso di paura paralizza. Oltre ad avere un impatto devastante sulla salute, sulla produttività, sulla felicità.

 

le paure 3

 Come dire che il fight and flight ( combatti o scappa), è un'alternativa troppo secca per un'umanità sempre più interconnessa e complessa come la nostra. Che a fronte di numerose ragioni di allarme individuale e sociale produce fattori di rassicurazione ancor più numerosi. Primo tra tutti la solidarietà. Che abbatte i costi psicologici, sociali ed economici di un allarme perenne. Insomma, per dirla con Massimo Troisi, fra un giorno da leone e cento da pecora, meglio cinquanta da orsacchiotto

Ultimi Dagoreport

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

monte dei paschi di siena mps banco bpm luigi lovaglio giuseppe castagna hugues brasseur

DAGOREPORT - LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE - INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA - CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE - IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM - VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO - MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN'OPAS SU SIENA CONTRO L'OPAS DI INTESA…

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…