ospedale vuoto

SANITÀ RICOVERATA D’URGENZA – GABANELLI: I 300 REPARTI DA EVITARE IN ITALIA - GLI OSPEDALI CHE HANNO POCHI ACCESSI SONO SICURI? – SENZA UN ADEGUATO VOLUME DI ATTIVITÀ SI SPRECANO DENARO PUBBLICO E SOPRATTUTTO SI PERDE L’ATTENZIONE ALLA QUALITÀ – PER I PRONTO SOCCORSO CI VUOLE UNA MEDIA DI 54 INGRESSI AL GIORNO: E ALLORA PERCHÉ SONO ANCORA IN FUNZIONE OSPEDALI CHE RIMANGONO DESERTI PER ORE?

GABANELLI E GLI OSPEDALI ITALIANI - I REPARTI DA EVITARE

Simona Ravizza per “Dataroom – Corriere della Sera”

 

gabanelli e gli ospedali italiani – i reparti da evitare 9

L’ospedale non è una boutique, dove il «poco e caro» equivale a cura del dettaglio e qualità. Secondo le direttive scientifiche internazionali, per curare bene, gli ospedali devono avere un determinato volume di attività: in medicina più casi tratti meglio lo fai perché hai un’adeguata esperienza, inoltre, lavorando su economie di scala, non sprechi denaro pubblico. Per i Pronto soccorso la media è di almeno 20 mila pazienti l’anno, per i parti di 500.

 

Cosa prevede la legge

gabanelli e gli ospedali italiani – i reparti da evitare 4

Questi criteri sono recepiti dal decreto ministeriale 70 del 2015 voluto dall’allora ministro della Salute Beatrice Lorenzin: «Per numerose attività ospedaliere – viene spiegato – sono disponibili prove, documentate dalla revisione sistematica della letteratura scientifica, di associazione tra volumi di attività e migliori esiti delle cure».

 

Il provvedimento s’intitola: Definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera. I reparti che non stanno nei parametri devono essere chiusi o riconvertiti. Questi criteri riguardano le metropoli e le aree dove l’offerta sanitaria è vasta, e non sono ovviamente applicabili all’alta montagna o alle zone geograficamente disagiate. Dove non c’è alternativa, piuttosto che nulla è meglio piuttosto.

PRONTO SOCCORSO SAN CAMILLO ROMA

 

Pronto soccorso con meno di 54 pazienti al giorno: sono sicuri?

La legge parla chiaro: per i Pronto soccorso ci vuole una media di 54 al giorno. Eppure sono ancora in funzione Pronto soccorso con meno di un caso all’ora: all’ospedale di Agropoli (Campania) vengono assistiti 16 pazienti al giorno, al Soveria Mannelli (in provincia di Catanzaro, Calabria) 20, persino in Lombardia a Morbegno non si arriva a 24 casi in media.

letto ospedale

 

Invece a Ostuni, in Puglia, dove vengono fatte 2 visite al giorno e a Scicli, in Sicilia, dove sono 11, al centralino ammettono: «È rimasto un punto di primo intervento, se ha qualcosa di grave vada altrove». Complessivamente, a quattro anni di distanza dal decreto 70, su 635 Pronto soccorso 103 – di cui 2 privati accreditati – risultano senza i requisiti minimi previsti e sarebbero da chiudere.

 

gabanelli e gli ospedali italiani – i reparti da evitare 8

I dati sono stati raccolti da Dataroom Regione per Regione sulla base delle schede di dimissioni ospedaliere (Sdo) del 2017, le ultime ufficiali. La Regione dove ci sono più Pronto soccorso senza i requisiti è la Lombardia con 24 (su 101), seguono Sicilia con 23 (su 62), Campania con 12 (su 50), Calabria con 7 (su 22) e Umbria sempre con 7 (su 17) , Puglia 4 (su 41), Provincia autonoma di Trento 4 (su 7), Lazio 3 (su 48), Abruzzo 3 (su 16), Provincia autonoma di Bolzano 2 (su 7) e Veneto 2 (su 51). Nessun Pronto soccorso fuorilegge, invece, in Regioni come Emilia Romagna, Toscana, Piemonte e Liguria.

gabanelli e gli ospedali italiani – i reparti da evitare 3

 

I punti nascita sotto i 500 parti

In Emilia Romagna il punto nascita di Pavullo nel Frignano (Modena), 155 bambini nel 2017, è stato giustamente chiuso: «Non c’è più dal 17 ottobre 2017», chiariscono gentilmente al telefono. Ma all’ospedale San Giacomo di Licata, 11 nascite nel 2017, la sala parto è ancora in funzione: «L’abbiamo rinnovata», spiegano soddisfatti dal centralino. Si continua a fare nascere bambini anche a Portogruano in Veneto nonostante i 107 parti del 2017, e al Moriggia Perlascini di Gravedona dove viene alla luce solo un bebè al giorno. Su 442 reparti di ostetricia, 84 – di cui 9 privati accreditati – non raggiungono il minimo di 500 nascite, considerato la soglia per un parto in sicurezza in caso di complicazioni.

 

gabanelli e gli ospedali italiani – i reparti da evitare 2

I reparti d’alta specialità: i bacini d’utenza

Per aumentare la qualità dell’assistenza, la sicurezza delle cure e l’uso appropriato dei soldi pubblici, per specialità come cardiochirurgia e neurochirurgia la legge prevede che ci sia un reparto al massimo ogni 600 mila abitanti. E per la chirurgia vascolare uno ogni 400 mila. Complessivamente risultano 115 strutture in più: 12 (su 100) per la cardiochirurgia, 51 (su 160) per la neurochirurgia, 52 (su 207) per la chirurgia vascolare.

 

gabanelli e gli ospedali italiani – i reparti da evitare 1

Perché succede

Chiudere reparti per le Regioni è impopolare perché ogni volta che c’è da toccare qualcosa i cittadini insorgono al fianco di sindaci e politici locali, che nel caso di strutture pubbliche difendono la nomenclatura medica e nel caso di privati accreditati tutelano gli interessi degli imprenditori della Sanità. Nessuno spiega ai pazienti che è meglio ricoverarsi in un grande ospedale un po’ più lontano che in uno sotto casa, ma senza i requisiti minimi.

pronto soccorsogabanelli e gli ospedali italiani – i reparti da evitare 7gabanelli e gli ospedali italiani – i reparti da evitare 11gabanelli e gli ospedali italiani – i reparti da evitare 10gabanelli e gli ospedali italiani – i reparti da evitare 5gabanelli e gli ospedali italiani – i reparti da evitare 6

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…