TESORO, CHE C'È PER CENA? IL COVID - CHI È POSITIVO INFETTA LA METÀ DEI FAMILIARI. GLI ADULTI HANNO UNA PROBABILITÀ DI CONTAGIARE DI POCO MAGGIORE RISPETTO AI BAMBINI. LO RIVELA UNO STUDIO DEL CDC, IL CENTRO PER IL CONTROLLO DELLE MALATTIE AMERICANO - SOLO MENO DELLA METÀ DEI CASI, PERÒ, CHI È STATO INFETTATO DA UN FAMILIARE HA RIPORTATO SINTOMI RELATIVI AL CORONAVIRUS

-

Condividi questo articolo

Da www.blitzquotidiano.it

 

Le persone che hanno il Covid infettano circa la metà dei loro familiari, con gli adulti che hanno una probabilità solo di poco maggiore rispetto ai bambini di diffondere il virus.

 

coronavirus isolamento bambini coronavirus isolamento bambini

Lo evidenzia uno studio dei Centers of Disease Control and Prevention (CDC) americani.

 

Lo studio

La ricerca ha preso in esame casi di pazienti cosiddetti “indice”, pazienti iniziali, con infezione da coronavirus confermata in laboratorio a partire da aprile 2020.

 

Sia loro che i familiari sono stati addestrati a distanza per completare diari dei sintomi e fornire ai ricercatori esiti di tamponi nasali e campioni di saliva, per 14 giorni.

 

La totalità dei 191 contatti familiari dei 101 pazienti presi in esame ha riferito di non avere sintomi il giorno della comparsa della malattia del loro caro.

 

Nel corso dei giorni, però, la situazione è mutata e 102 di loro hanno contratto il virus.

 

Complessivamente, il tasso di queste infezioni cosiddette secondarie era del 53%, e oscillava tra il 57% degli over 18 e il 43% degli under 18.

coronavirus bambini 1 coronavirus bambini 1

 

Solo meno della metà dei casi, però, chi è stato infettato da un familiare ha riportato sintomi relativi al coronavirus.

 

In termini di caratteristiche della famiglia, il 69% dei pazienti da cui ha avuto inizio l’infezione ha riferito di aver trascorso quattro o più ore nella stessa stanza con uno o più familiari il giorno prima e il 40% il giorno dopo l’insorgenza della malattia.

 

Il 40% ha riferito di aver dormito nella stessa stanza con uno o più familiari prima dell’inizio della malattia e il 30% dopo l’esordio.

 

Interpretando i risultati, gli autori dell’articolo scrivono che “in questo studio prospettico in corso che include un follow-up sistematico e quotidiano, la trasmissione di Sars-CoV-2 tra i membri della famiglia risultava comune e i tassi di infezione secondaria più alti di quanto precedentemente riportato”.

 

Gli autori rilevano anche che altri Paesi hanno riportato tassi di contagio in famiglia diversi.

La coppia di anziani coniugi separata dal coronavirus La coppia di anziani coniugi separata dal coronavirus

 

Condividi questo articolo

media e tv

politica

business

SALVA STATI O SALVA BANCHE? – LA RIFORMA DEL MES DI CUI SI PARLA IN QUESTI GIORNI RIGUARDA PRINCIPALMENTE GLI ISTITUTI DI CREDITO (DEGLI ALTRI) E NON C’ENTRA NIENTE CON IL MECCANISMO “SANITARIO” – IL RISCHIO PRINCIPALE A CUI HANNO ALLUSO GALLI E VISCO (MICA BORGHI & BAGNAI) È AVVICINARE UNA RISTRUTTURAZIONE “ALLA GRECA” DEL DEBITO PUBBLICO. IL MES E LA COMMISSIONE EUROPEA AVREBBERO IL COMPITO DI MONITORARE PREVENTIVAMENTE LA SITUAZIONE FINANZIARIA DEGLI STATI MEMBRI, INDIPENDENTEMENTE DALLE RICHIESTE DI SOSTEGNO…

cronache

sport

cafonal

viaggi

salute