tinture per capelli

TINTURA CHE FREGATURA! – CAMBIARE COLORE AI CAPELLI PUÒ ESSERE PERICOLOSO? A QUANTO PARE SÌ! - MELANIA RIZZOLI: “UNA RICERCA DEL 'NATIONAL INSTITUTE OF ENVIRONMENTAL HEALTH SCIENCES' HA RILEVATO RISCHI DI CANCRO AL SENO PIÙ ALTI DEL 9% TRA UN CAMPIONE DI DONNE CHE UTILIZZAVA COLORANTI PERMANENTI E ADDIRITTURA DEL 18% TRA CHI USAVA PRODOTTI PER LISCIARE LA CHIOMA, E L'USO PIÙ FREQUENTE DI QUESTE SOSTANZE, OGNI 5-8 SETTIMANE, È STATO ASSOCIATO A..."

Melania Rizzoli per “Libero quotidiano”

 

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Una donna su tre dopo i 18 anni e un uomo su dieci sopra i 40 si colora la chioma, e il numero delle persone, prevalentemente di sesso femminile ma non solo, che fa ricorso alle tinture per capelli è in continuo aumento in tutto il mondo.

 

Nell' 80% dei casi chi ne fa uso acquista o si fa applicare una tintura permanente, che contiene sostanze ossidanti, il restante 20% preferisce coloranti semipermanenti, costituiti per metà da sostanze ossidanti miste ad altri prodotti fissanti, oppure scelgono le colorazioni temporanee, quelle che si lavano via dopo uno o due shampoo.

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Le stesse percentuali valgono per i prodotti liscianti per capelli, molti dei quali sono stati ritirati dal mercato italiano da più di un anno, ma continuano ad essere venduti ed applicati, come il "trattamento alla cheratina", chiamato anche "trattamento stirante brasiliano", composti contenenti sostanze altamente irritanti e pericolose come la formaldeide, la cui tossicità è stata dichiarata fuorilegge, ma che sono ancora molto richiesti da migliaia di persone incuranti o ignoranti dei rischi, e sostenuti dal mondo della moda che esalta il look ultra-liscio della capigliatura.

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Una ricerca del prestigioso National Institute of Environmental Health Sciences (Istituto Nazionale delle Scienze Ambientali), pubblicato sull' International Journal of Cancer, ha rilevato rischi di cancro al seno più alti del 9% tra un campione di donne che utilizzava coloranti permanenti e addirittura del 18% tra chi usava prodotti per lisciare la chioma, e l' uso più frequente di queste sostanze, ogni 5-8 settimane, è stato associato ad un incremento dei rischi di neoplasia della mammella di ben il 31%.

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Lo studio naturalmente ha osservato il "legame" senza provare la relazione di causa-effetto, ma i dati provengono dall' analisi di 46.709 donne seguite per 8 anni che si tingevano o lisciavano i capelli con regolarità, che erano tutte sorelle di donne che avevano avuto il tumore al seno, e particolarmente colpite sono risultate le afro-americane, il cui aumento del rischio legato all' uso di coloranti e liscianti è risultato addirittura del 45%.

 

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SERVONO PROVE SICURE Fino ad oggi però la Food and Drug Administration non ha inserito le tinte permanenti per capelli nella lista delle sostanze cancerogene, sostenendo che mancano ancora "prove affidabili", ed è necessario sottolineare che lo studio è stato sviluppato negli Stati Uniti, dove la legislazione, differente da quella dell' Unione Europea, consente l' utilizzo di sostanze che in Europa non sono permesse.

 

Gli stessi autori della ricerca succitata, chiamata Sister Study, consigliano prudenza nell' interpretazione dei risultati, poiché tutte le donne del mondo sono esposte a molti fattori che potrebbero potenzialmente contribuire al tumore della mammella, come quello della familiarità o quello genetico, ed è improbabile che un singolo fattore spieghi il rischio per il genere femminile, e di conseguenza i risultati dei ricercatori usa non sono stati giudicati da molti esperti trasferibili ai prodotti europei.

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Nel nostro Paese, a commento dell' allarme pubblicato dallo studio americano, è intervenuta Cosmetica Italia dichiarando «l' assoluta sicurezza di tinture e stiranti per capelli presente sul mercato dell' Unione Europea che, come tutti i cosmetici, sono prodotti regolamentati da una severa normativa che ne garantisce la massima sicurezza, priorità fondamentale per le aziende del settore, assieme alla tutela della salute degli utilizzatori».

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In realtà alcune delle sostanze contenute nelle tinture per capelli sono classificate come cancerogene quando sono utilizzate ad alte concentrazioni e per periodi di tempo prolungati, ed i risultati degli studi suggeriscono un aumento del rischio neoplastico (in particolare per i colori più scuri) soprattutto per le tinture di vecchia concezione, quelle prodotte prima del 1980, ed un possibile aumento di alcuni tumori (vescica e seno) per i professionisti del settore, parrucchieri e operai addetti alla preparazione dei colori.

 

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La pubblicazione dei dati di questo mega-studio ha sollevato notevoli preoccupazioni, ma gli specialisti non ritengono che tali numeri siano sufficienti a sconsigliare l' uso della tintura per capelli, piuttosto eventualmente solo a suggerirne un uso non eccessivo, anche se non è possibile definire cosa sia davvero "eccessivo" in termini di rischio a livello individuale.

 

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Una delle ragioni che rendono difficile studiare la relazione tra questi cosmetici e l' eventuale rischio di sviluppare il cancro è la complessità della composizione di tali prodotti, che hanno oltre 5mila diverse molecole, alcune delle quali sono già state elencate tra le sostanze cancerogene per animali, sebbene a concentrazioni più elevate e per esposizioni più lunghe di quelle previste per l' uso umano, ed inoltre molto dipende dall' evoluzione delle tecnologie e dai tempi di sviluppo dei tumori.

 

Le prime tinture per capelli infatti contenevano alcune ammine aromatiche sicuramente cancerogene, eliminate dai produttori tra la metà degli anni '70 e '80 del secolo scorso, e poiché i tumori impiegano anche decine di anni per svilupparsi, gli studi epidemiologici effettuati oggi rilevano verosimilmente casi che possono essere dovuti all' uso delle vecchie formulazioni, mentre non possono dirci nulla sui rischi di quelle attuali, che saranno eventualmente osservabili tra qualche decina d' anni.

 

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Nel 2017 il famoso chirurgo della mammella Kefah Mokbel, esperto di cancro al seno e autore di molti studi di genetica molecolare, ha annunciato una sua metanalisi, ovvero una revisione statistica di tutti gli studi esistenti in materia, sulla relazione tra tinture di capelli e il rischio di sviluppare un carcinoma mammario, pubblicando la sua analisi nel 2018 sulla rivista Anticancer Research, concludendo che il rischio neoplastico aumenterebbe del 19% circa in caso di uso mensile della colorazione della chioma, per cui la sua raccomandazione era di non tingere i capelli più di sei volte l' anno.

 

I suoi dati epidemiologici infatti, permettono di osservare un' associazione tra i due fenomeni (uso delle tinture e rischio relativo), mentre non sono in grado di chiarire la causa ultima, ed è bene ricordare che si sta parlando di aumento del rischio relativo, ovvero l' aumento di rischio rispetto al rischio base di chi non usa mai o quasi mai le tinture.

 

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Lo stesso studio però evidenzia un aumento della comparsa di neoplasia mammaria consistente tra le professioniste del settore, confermando i sospetti di quello americano succitato, ed inoltre lo Iarc di Lione, l' ente che classifica le sostanze cancerogene, ha da tempo stabilito che le tinture per capelli rientrano nella categoria 2A, ovvero tra i probabili carcinogeni.

 

COLPA DELLA FORMALDEIDE Per quanto riguarda i prodotti liscianti a base di formaldeide, anche se la quantità di questa molecola è oggi in Europa ridotta al minimo, questo non significa che si tratti di una metodica consigliabile, perché tuttora si possono ancora reperire prodotti contenenti la sostanza incriminata in concentrazioni più elevate, anche del 6%, di quelle richieste dalla legge, ed è bene sapere che la formaldeide, a differenza di quanto si crede, non rafforza affatto la chioma, poiché una volta applicata liscia il capello in quanto disgrega le sue squame cheratiniche, indebolendone e rovinandone il fusto, facendo perdere irrimediabilmente la sua lucentezza e la sua robusta struttura, con la conseguenza di renderlo fino e fragile, cosa che facilita la sua frattura al primo colpo di spazzola o di aria calda del phon.

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Questo mio articolo non vuole confermare che ci sono evidenti o urgenti ragioni per eliminare l' uso delle tinture a livello individuale, ma, alla luce di dati scientifici elencati, consiglia eventualmente di ridurne la frequenza di utilizzo, in particolare dei prodotti che hanno anche un potere lisciante sul capello, soprattutto per le persone con familiarità neoplastica, e ovviamente nei mesi successivi ad una chemioterapia.

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