carlo cimbri alberto nagel ligresti

IL ''COMANDANTE'' E ''CARLONE''. COSÌ SI CHIAMANO TRA DI LORO NAGEL E CIMBRI, I DUE CABALLEROS CHE DALL'OPERAZIONE LIGRESTI IN POI SONO GRANDI AMICI - DETERMINANTI PER L'OPS DI INTESA SU UBI. L'AD UNIPOL RACCONTA COME SIANO RIUSCITI A MANTENERLA SEGRETA: ''POCHISSIME PERSONE COINVOLTE. INTESA È UNA NOSTRA CONCORRENTE NELLE ASSICURAZIONI, E L'HO AIUTATA A CRESCERE? VERO, MA IO SONO INTERESSATO A RAFFORZARE IL SISTEMA ITALIA''

 

1. CIMBRI: «UNA SCELTA DI MERCATO VEDRETE, IL SISTEMA SI RAFFORZERÀ»

Fabrizio Massaro per il “Corriere della Sera

 

carlo cimbri 4

È il co-protagonista del grande riassetto del sistema finanziario italiano: da numero uno di Unipol e, a cascata, di primo socio di Bper, Carlo Cimbri ha orchestrato con il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, la complessa operazione su Ubi Banca, varata lunedì notte dal colosso milanese. Se andrà in porto, una parte di Ubi - più o meno 400-500 sportelli - sarà venduta all' istituto emiliano, che così diventerà il quarto gruppo in Italia. E Unipol potrà offrire le proprie polizze agli 1,2 milioni di clienti di quelle filiali, rafforzandosi ulteriormente.

Cimbri, ieri ospite di Corriere Tv, racconta la sua visione.

 

Com' è maturata l' operazione? E come siete riusciti a tenerla segreta?

CARLO CIMBRI

«Nasce dal positivo incrocio di due visioni strategiche e industriali, quella di Intesa Sanpaolo - da cui è partita l' idea -, che era orientata su un ulteriore investimento nel Paese Italia, e la nostra, come azionisti di Bper, che da sempre crediamo che dimensioni maggiori delle banche medie siano un elemento imprescindibile nel mercato di oggi che richiede economie di scala, una base ampia di clienti per assorbire investimenti importanti e maggiore solidità di patrimonio.

 

 L' incrocio tra Messina e me è quello che ha originato un progetto che è stato condiviso con Bper e trattato da pochissime persone delle tre organizzazioni coinvolte, e che non ha visto il supporto degli advisor se non nella fase terminale, e con avvocati di assoluta fiducia e già sperimentati nel passato per riservatezza. Questo cocktail di poche persone responsabili e pochissime persone coinvolte ha garantito la impermeabilità dell' operazione e la sua proposizione secondo logiche anglosassoni».

 

Messina ha ringraziato pubblicamente Francesco Canzonieri di Mediobanca...

guido barilla carlo cimbri

«Mediobanca è l' advisor di Intesa Sanpaolo e ha supportato Messina nella elaborazione del progetto».

 

Intesa Sanpaolo è già la più grande compagnia assicurativa italiana nel Vita. Non avrete aiutato un concorrente a diventare ancora più forte?

«Sarebbe sbagliato cercare di opporsi alla concorrenza. Loro fanno la loro attività, noi la nostra. Messina e io abbiamo ottimi rapporti personali e condividiamo il modo di far crescere le imprese e la solidità che devono avere, e se c' è fiducia tra le persone è più semplice che le cose avvengano, come questa operazione.

 

Ma avere una buona relazione non significa che non ci possa essere competizione leale ma serrata. Competiamo, e competevamo anche prima. Penso sia un bene per la qualità dell' offerta e per il mercato».

 

Operazione di sistema?

ALBERTO NAGEL SALVATORE LIGRESTI

«Penso sia un segnale importante anche in chiave europea. Dimostra che c' è un' Italia che nel silenzio, lavorando, costruisce nuove opportunità di lavoro per i cittadini e costruisce un pezzo del sistema in grado di essere più competitivo a livello europeo.

 

Guardi i protagonisti dell' operazione: sono aziende con stabilità azionaria da anni, Messina è lì da anni, io lo stesso, Bper ha Unipol e la Fondazione Banco di Sardegna come soci forti che danno stabilità ai manager. Si possono quindi fare progetti di largo respiro che non devono per forza dare risultati immediati».

 

Come funziona l' accordo assicurativo con Unipol?

«Ubi oggi distribuisce prodotti assicurativi con tre diverse compagnie, una al 100% che era di Etruria, le altre sono joint venture con Cattolica e Aviva che scadono a fine dicembre a meno di un rinnovo.

 

alberto nagel carlo messina

Ubi ha la possibilità di esercitare la call e rilevarle. Quando Intesa avrà acquisito Ubi, noi potremo rilevare il ramo d' azienda assicurativo con le polizze dei clienti che saranno stati trasferiti a Bper nel ramo d' azienda bancario. Si tratta per noi di un investimento marginale. Come stima grossolana, intorno ai 300 milioni di euro. Molto meno delle cifre circolate».

 

Bper ha rilevato Unipol Banca, ora parte di Ubi. E poi? Il risiko vien mangiando...

«Questa operazione impegnerà sia Intesa Sanpaolo sia Bper per tutto il 2020. Poi le filiali dovranno essere integrate nella macchina Bper. E starà a Bper far sì che tutto questo si trasformi in maggiori e più solidi utili e maggiore remunerazione per gli azionisti che hanno investito e creduto in questo progetto. Prendiamo il caso Unipol Banca.

 

Dal 7 febbraio 2019, data di annuncio dell' acquisizione, Bper ha guadagnato il 51%, più delle altre banche quotate. Era una operazione guardata con sospetto, perché era nostra. Ma l' abbiamo ceduta al 40% del valore di libro, cioè a condizioni che non mettevano in difficoltà nessuno. Ci abbiamo creduto e i risultati si sono visti. Ora ci sarà un grande lavoro da fare e non penso che il management di Bper avrà tempo di pensare ad altro».

 

Nel 2021 che succederà? Bper punterà su Mps?

carlo messina giovanni bazoli

«Bper è impegnata su questa operazione. Questa mossa fa aprire a tutti gli operatori un occhio diverso sull' Italia, e forse potranno discenderne altre combinazioni bancarie».

 

Ma per lei l' offerta di Intesa Sanpaolo sarà accettata?

«Noi amministriamo 60 miliardi e siamo un operatore di mercato. E questa è una proposta al mercato forte, ben strutturata, ben studiata e che crea valore per gli azionisti di Ubi. C' è un premio consistente sulla quotazione di Ubi e la possibilità di confluire in un gruppo bancario che ha garantito negli anni, e anche in futuro lo farà, dividendi importanti, con rendimenti più del doppio di quelli di Ubi.

 

Non so come la valuterà il board: si possono fare tanti piani, si può dire che Ubi capitalizzerà dieci volte di più, ma i piani vanno realizzati. Intesa ha dimostrato in passato che i piani li realizza e i dividendi che promette, li paga».

 

 

2 – QUELL'ASSE CON PIAZZETTA CUCCIA CHE FA CRESCERE L'UNIPOL DI CIMBRI

Da “la Stampa”

 

Quando martedì scorso, durante la conferenza stampa di presentazione dell' offerta su Ubi Banca, è stato chiesto a Carlo Messina del «ruolo inedito» di Mediobanca a fianco di Ca' de Sass, il numero uno ha precisato che il ruolo non era tanto di piazzetta Cuccia, quanto «di Francesco Canzonieri, sono un uomo di relazioni personali». Il riferimento al capo della divisione di corporate and investment banking di Mediobanca più che all' intero istituto basterebbe da solo a smontare ogni retroscena giornalistico sul grande abbraccio tra finanza laica e finanza cattolica, storica dicotomia italica.

 

Quella di Messina è però solo una mezza verità. L' altra metà è che l' offerta su Ubi Banca non sarebbe stata possibile senza un' altra «relazione personale» molto forte, che passa anche questa da piazzetta Cuccia. Quella tra Alberto Nagel e il numero uno di Unipol, Carlo Cimbri.

IL PAPELLO TRA NAGEL E LIGRESTI

Il ruolo di Unipol - e per il suo tramite di Bper, dove la compagnia bolognese ha il 20% ed è il primo socio - è determinante per superare senza troppi danni il vaglio antitrust. E il ruolo di Unipol c' è proprio in virtù del rapporto personale tra i due top manager.

 

Nato a Cagliari 55 anni fa, nel 1990 entra in Unipol e scala tutte le posizioni fino a diventare amministratore delegato. Cresciuto al fianco dell' ex dominus Giovanni Consorte, che ne apprezzava le capacità tecniche e l' abilità d' esecuzione, è sopravvissuto al suo mentore ed è riuscito dove Consorte aveva fallito: trasformare Unipol dalla «compagnia delle Coop» in un' operatore pienamente di mercato, leader nelle assicurazioni e radicato anche nel settore bancario.

 

E proprio a Nagel, Cimbri deve il suo successo. Tra i due - rispettivamente «Comandante» e «Carlone» - il rapporto è nato e si è consolidato con l' operazione Fondiaria-Sai. Grazie a quella operazione, partorita dentro Mediobanca, Unipol è diventata la seconda compagnia assicurativa del paese e Carlo Cimbri è diventato uno dei protagonisti della scena finanziaria nazionale.

Dal consiglio di Mediobanca a quello di Rcs, fino allo Ieo.

 

Se l' operazione Intesa-Ubi andrà in porto, uno dei «big gainer» sarà proprio Cimbri.

Unipol acquisirà direttamente una parte degli asset assicurativi della banca bergamasca-bresciana. Non è chiaro il perimetro, di certo ci saranno quelli relativi alle circa 500 filiali Ubi che saranno acquisite da Bper, con una base di 1,2 milioni di clienti. L' operazione costerà a Unipol circa 200 milioni, il proquota dell' aumento tra 800 milioni e un miliardo annunciato da Bper per acquisire gli sportelli Ubi.

 

alessandro vandelli bper 1

Per Cimbri, si tratta di «investimenti sostanzialmente marginali rispetto alle dimensioni». E se il mercato vede rischi considerevoli per Bper, venduta molto forte tra martedì e ieri, Unipol è al contrario salita di oltre il 5% in due sedute. Su Bper pesano le incognite sull' esecuzione dell' operazione. Su Unipol al contrario fa premio la crescita nel settore assicurativo, in aree ricche del Paese. Secondo gli analisti di Equita, «l' operazione potrebbe avere senso dal punto di vista industriale sia per rafforzare la propria presenza sul canale vita che per acquisire un nuovo canale bancassicurativo nella raccolta danni, permettendo una maggiore diversificazione rispetto al business Motor''.

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