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Fabrizio Massaro per il “Corriere della sera

 

Era l' ultimo tassello estero della vecchia Unicredit su cui Jean Pierre Mustier non era intervenuto: ieri, a pochi giorni dalla presentazione del piano industriale «Team23» il 3 dicembre, è arrivata la conferma del tavolo con il partner Koc Group per una «evoluzione» della partecipazione nella banca turca Yapi Kredi.

 

Mustier Mustier

Attualmente l' istituto, in cui Unicredit è dal 2005, è controllato all' 82% da Koc Financial Services, joint venture tra la banca italiana e Koc Holding, dell' omonima famiglia di imprenditori turchi. La crisi economica di Ankara e le incertezze sull' evoluzione politica e anche finanziaria (la stessa Unicredit nella semestrale riteneva necessario un sostegno da parte del Fmi) hanno spinto Mustier a rivedere la partecipazione, a causa della volatilità del mercato e del forte costo del credito.

 

Ora Unicredit potrebbe sciogliere la jv e cedere in tutto o in parte il suo 41% diretto. Il titolo ha reagito con +2,89% a 12,8 euro. Comunque Koc ha smentito la possibilità di prendere il controllo della banca, terzo istituto del Paese, che in Borsa vale 3,7 miliardi.

JEAN PIERRE MUSTIER JEAN PIERRE MUSTIER

La partecipazione nella holding era stata svalutata per circa 800 milioni, mentre il valore di carico (1,3 miliardi) «è coerente con i prezzi di mercato del sottostante», scrive Equita in una nota.

 

Mediobanca - da cui Unicredit è uscita a fine ottobre cedendo il suo 8,4% - ha evidenziato la possibile uscita di Unicredit dalla Turchia come un volano per il valore della banca, dato che liberebbe 2 miliardi di capitale. In un' inedita analisi scritta sotto forma di lettera a Babbo Natale, l' analista Andrea Filtri sottolinea come ora il compito di Mustier sia di «fare felici» gli investitori che lo hanno appoggiato nei tre anni di ristrutturazione seguendo anche un aumento di capitale da ben 13 miliardi. Come? Con più dividendi o un buyback.

 

Il report si sofferma anche sulle opzioni strategiche per Mustier: non potendo fare una operazione estera per i troppi vincoli regolamentari, Unicredit potrebbe acquistare una banca in Italia - ma non vuole crescere su questo mercato - o sviluppare una banca-assicurazione. Oggi Unicredit rende il 5% ma con pochi interventi tecnici potrebbe arrivare al 7% (fino in teoria all' 11%) pur valendo il 10% in meno di istituti comparabili.

Mediobanca critica invece la creazione di una sub-holding per le partecipazioni estere: comporterebbe mezzo miliardo di costi in più l' anno.

MEDIOBANCA MEDIOBANCA

 

Sarebbe un' assicurazione per isolare il gruppo da un' eventuale tempesta sullo spread italiano: ma perché renda, stima Mediobanca, lo spread deve impennarsi fino a 400 punti sul Bund tedesco, evento che in 10 anni si è verificato solo per 208 giorni. Per di più, se Mustier la realizzasse, farebbe ipotizzare operazioni all' estero, comportando per il titolo uno «sconto-fusione» di circa il 30%. Meglio premiare i soci, è la conclusione.

 

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