gianni mion benetton

''LE MANUTENZIONI LE ABBIAMO FATTE IN CALARE, GILBERTO E I BENETTON ERANO CONTENTI PERCHÉ COSÌ DISTRIBUIVAMO GLI UTILI'' - LE INTERCETTAZIONI TREMENDE DI GIANNI MION, PER 20 ANNI PLENIPOTENZIARIO DELLA FAMIGLIA VENETA, E DEL PROFESSORE EMERITO DELLA BOCCONI GIORGIO BRUNETTI, CON CUI AVEVA SCRITTO UN LIBRO

 

https://www.editorialedomani.it/

 

GIANNI MION 1

Il 2 febbraio  del 2020 un professore emerito della Bocconi, Giorgio Brunetti, dialoga al telefono con con Gianni Mion, da sempre il manager di riferimento della famiglia Benetton, quello che amministra Edizione Holding, la cassaforte del gruppo di Ponzano Veneto a cui fa capo tutta la catena societaria che include il controllo di Atlantia e, a cascata, quello di Autostrade per l’Italia (Aspi). I due si conoscono, hanno pubblicato insieme un libro qualche anno fa, Manager oggi, per Egea. Sono abbastanza in confidenza da dirsi cose che in pubblico non si sono mai sentite. 

 

Quelli sono giorni difficili, il negoziato infinito con il governo Conte dopo la caduta del ponte Morandi nell’estate del 2018 sta peggiorando. Anche se la revoca della concessione pare esclusa, si studiano altre soluzioni. Molto dipende da come verrà rinegoziato il Piano economico e finanziario che stabilisce la redditività futura di Autostrade e dunque il prezzo al quale i Benetton possono vendere la loro quota di controllo (88 per cento)

sabrina e gilberto benetton ermanno boffa

La telefonata è intercettata e contenuta nell’inchiesta della procura di Genova che ha portato a misure cautelari per vari dirigenti attuali e passati di Autostrade, incluso l’ex ad Giovanni Castellucci. 

 

Ecco il testo

 

Mion: mentre il management.. che si era impossessato della loro testa...

Brunetti: appunto ...

Mion: pensava dì fare lui... ...

Brunetti: era già nel 2007, ti ricordi sto discorso?

Mion: esatto...

Brunetti: 2007 quindi sono passati 12 anni, 12 anni ...

Mion: ti ricordi poi, poi Castellucci… allora diceva “facciamo noi!” e Gilberto (Benetton, l’esponente della famiglia che si è sempre occupato di Autostrade, ndr) eccitato perché lui guadagnava e suo fratello di più… (il fratello è Luciano, quello che ha da poco ripreso in mano il ramo abbigliamento, ndr)

luciano giuliana gilberto benetton

 

Brunetti: ma veramente, allora  tu eri consapevole mi ricordo fin dall’inizio…

Mion: (incomprensibile)

Brunetti: quando hanno acquistato quella roba, era una roba che loro non potevano neanche governare…

Mion: esatto ..

Brunetti: come concetto, non gestire ma governare, non avevano il fisico del governo giusto?

Mion: chiaro .. chiaro ..

Brunetti: pacifico che bisognava arrivare.. dicevi sempre.. un discorso di minoranza e di liquidabilità della quota.. 

 

Mion: Sì ...

giovanni castellucci foto di bacco (3)

Brunetti: lo so, è ben chiaro sto discorso qua, ben chiaro e non è mai stato recepito...

Mion: No ma perché, non ho trovato Gilberto ..

Brunetti: assolutamente Gilberto ...

Mion:· no no guarda l’ la responsabilità...

Brunetti: si erano innamorati di sta roba senza sapere… 

Mion: glielo dicevano... 

Brunetti: I rischi che c’erano in sta roba...

 

Mion: esatto

Brunetti: questo era il problema ...

Mion: si ma però poi il vero grande problema è che le manutenzioni le abbiamo fatte in calare, più passava il tempo meno facevamo ...

Brunetti: Sì daiii ....

Mion: cosi distribuiamo più utili ...

Brunetti: Utili ...

Mion: Esatto.. e Gilberto e tutta la famiglia erano contenti …

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?