alberto bianchi beniamino gavio

L'AUTOSTRADA DEL RENZISMO - NON SOLO TOTO: L'AVVOCATO BIANCHI AIUTAVA ANCHE GAVIO, CHE CERCAVA LA PROROGA DELLA SUA CONCESSIONE SULL'A4 MILANO-TORINO. LA POSTA ERA ALTA: DAL 2008 AL 2018 LE TARIFFE SONO AUMENTATE DEL 92,8% PORTANDO IL PEDAGGIO A POCO MENO DI 19 EURO PER 130 CHILOMETRI. ECCO CHE PARTE UN SMS ALL'UOMO DI DELRIO, CHE ERA FINITO IN UN'INFORMATIVA DEL ROS NEL 2015, CHE OGGI TORNA DI ATTUALITÀ

 

Marco Lillo per ''il Fatto Quotidiano''

 

C' è un sms del 6 luglio 2015 di Alberto Bianchi che dimostra come si muoveva ai tempi del Governo Renzi l' avvocato presidente della Fondazione Open. Bianchi invia l' sms a Mauro Bonaretti, allora capo di gabinetto del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, la sera prima di un incontro decisivo per il gruppo Gavio a Bruxelles: il governo doveva discutere l' eventuale proroga al gruppo Gavio per la concessione dell' Autostrada A4 Milano-Torino. La scadenza prevista era il 2026, Gavio puntava al 2030 ma Delrio non mollava.

Beniamino Gavio

 

La posta era alta: dal 2008 al 2018 le tariffe sono aumentate del 92,8 per cento portando il pedaggio a poco meno di 19 euro per 130 chilometri.

L' utile netto del 2017 per Gavio è stato di 37 milioni di euro e il margine lordo (Ebitda) del 2018 è arrivato a 212 milioni.

 

Gli sms e le conversazioni intercettate sono contenute in un' informativa del Ros di Firenze depositata il 20 luglio 2015 nell' indagine sulle grandi opere, finita a Roma al pm Roberto Felici e svelata il 17 aprile del 2019 dal Fatto. Quell' informativa non ha portato nessuna conseguenza penale. Oggi però, dopo l' indagine su Bianchi per un presunto traffico di influenze illecite con un altro concessionario autostradale, il gruppo Toto, e dopo l' indagine sui finanziamenti alla Fondazione Open, potrebbe tornare di attualità. Il gruppo Gavio, come il gruppo Toto, è stato perquisito nelle scorse settimane (in qualità di terzo non indagato) perché è stato donatore della Fondazione Open, come il gruppo Toto, ma questa è un' altra storia.

 

ALBERTO BIANCHI

Tornando al 2015, il Ros scopre due incontri nello studio fiorentino di Bianchi con Paolo Pierantoni, presidente della Sias, la holding dei Gavio quotata in borsa. Il 18 giugno 2015 è presente anche l' avvocato e professore Maurizio Maresca, allora consigliere della Presidenza del Consiglio a titolo gratuito che però per i Carabinieri "cura nel contempo (remunerato) gli interessi del gruppo Gavio nel settore delle concessioni autostradali". È il fondatore dello studio legale dove ora lavora il figlio Davide che ha come cliente l' Aiscat, l' associazione dei concessionari autostradali presieduta dall' amico dei Gavio Fabrizio Palenzona. Il secondo incontro a studio Bianchi è il 6 luglio 2015. Stavolta con Pierantoni e Bianchi non c' è Maresca, che ha un impegno, ma c' è il patron del gruppo, Beniamino Gavio.

 

Un' ora prima dell' incontro, alle 13 e 34, c' è una telefonata di Maresca con Bianchi in cui, scrivono i Carabinieri, "Maresca tocca anche il tema dei comuni 'compensi' che Bianchi dovrebbe affrontare con Gavio 'chiaro, tieni conto che io ma non parlando al capo ma parlando a Pierantoni per il tema compensi eccetera un accenno glielo avevo fatto che riguardava entrambi quindi, a mio avviso se ti attacchi là va bene () Bianchi a quel punto chiede: 'Eh sì cioé i 500?'".

 

alberto bianchi maria elena boschi

Maresca conferma: "500 oltre a". Alle 14 e 30 Paolantoni e Beniamino Gavio incontrano Bianchi. Alle 15 e 23, Pierantoni spiega a Maresca che non è soddisfatto di quanto gli avrebbe detto Bianchi: "Siamo usciti adesso sono qui con Beniamino (Gavio, ndr) e niente abbiamo manifestato tutta la perplessità del caso". Alle 21 però c' è il colpo di scena: Bianchi sponsorizza via sms al braccio destro del ministro Delrio, alla vigilia della missione europea, la proroga cara a Gavio. Niente più compromesso al 2028, va bene il 2030.

 

Scrivono i Carabinieri: "Alle ore 21 e 07, l' avvocato Alberto Bianchi gira a Maurizio Maresca l' sms inviato a Mauro Bonaretti dopo l' incontro con Gavio e Pierantoni avvenuto nel pomeriggio".

 

Bianchi scrive: "Ti mando sms mandato ora a Bonaretti.

Visto Gavio. Fa molta fatica a accettare 2028, vorrebbe parlarne con te, è contento del vs appuntam. di mercoledì, ti spiegherà un po' di conti. Mia veramente personalissima impressione, a 2030 chiudereste, e nn mi parrebbe scandaloso, vedete un po' domani. Una soluz. senza contenziosi, comunitariamente scudata, mi sembrerebbe un bel risultato. Informo anche Maresca. Buona serata, A".

Ricapitoliamo: per i Carabinieri Bianchi, alle 13 e 34 discute dei compensi di "500" da chiedere a Gavio con Maresca.

 

GRAZIANO DELRIO RIPASSA DESTRA E SINISTRA DI BOBBIO PRIMA DELL'INCONTRO CON CONTE

Alle 14 e 30, incontra Gavio. Alle 21 inoltra a Maresca un sms appena spedito al braccio destro di Delrio sulla proroga al 2030 che Gavio vuole tanto.

Non è finita. Dopo qualche minuto Bianchi gira a Maresca la risposta ricevuta da Bonaretti a mezzo sms: "E qs è la risposta di Bonaretti.

Proviamo ma mi pare davvero in salita. Domani vedo la Commissione e cerco di capire i margini. Buona serata anche a te.

 

Secondo me se lavorate bene domani lo spazio x chiudere al 2030 lo trovate".

Il giorno dopo Maresca racconta a Pierantoni che Bonaretti è irritato: "ieri sera mi ha mandato un sms Alberto (Bianchi, ndr) che mi ha messo nell' sms quello che ha messo a Bonaretti poi mi chiama Bonaretti.. ieri sera sempre 'ma cosa vuole questo?

Chi si crede di essere già è stato faticoso convincere il ministro su una cosa così .. se questi vogliono la guerra allora avranno la guerra'".

 

Alla fine Delrio trova un accordo e il 27 aprile del 2018 l' Unione Europea approva una "road map" che concede sì la proroga al 2030 (come suggeriva Bianchi) ma lo fa a caro prezzo: Gavio dovrà fare i lavori per costruire un' altra autostrada, la Asti-Cuneo e dovrà accettare una riduzione dei suoi guadagni. L' avvocato Davide Maresca dice: "Non abbiamo mai preso questi 500 mila euro". Anche perché la proroga desiderata da Gavio, senza tante condizioni, non è stata concessa da Delrio. Poi il nuovo ministro, Danilo Toninelli, ha riportato la scadenza al 2026. Gavio, in cambio dei lavori per costruire l' autostrada Asti-Cuneo, nello schema Toninelli otterrà un' altra compensazione: il nuovo concessionario gli dovrà versare per la Torino-Milano un valore di subentro più alto. Ora la palla è in mano alla ministra Paola De Micheli.

DELRIO BICICLETTA

 

Bonaretti al Fatto spiega: "Ricordo una lite con Beniamino Gavio. Non ricordo invece questi sms con Bianchi. Per me è normale che Gavio mi chiedesse 100 e io lo bloccassi a 50. Quello che è fastidioso è scoprire che dietro c' erano interessi privati di altra natura.

 

Anche se devo dire che non ho mai percepito da Bianchi nessun condizionamento". Fonti vicine all' avvocato fiorentino precisano: "Bianchi non ha mai avuto i 500 e non ricorda nemmeno di averne parlato all' epoca. Di sicuro non ha avuto un incarico da Gavio per la proroga della concessione né ha avuto dal 2015 in poi compensi da Gavio". Il professore Maurizio Maresca spiega: "Io seguivo questa vicenda dall' origine per Aiscat. Bianchi è stato associato per seguire la stessa vicenda come mio collega. Il cliente era Aiscat, non Gavio. I compensi di un avvocato non devono essere divulgati. L' importo di 500 mi è nuovo". Ma un compenso di 500 mila euro è una tariffa alta per professori e avvocati come voi? "Assolutamente no. Non li ho presi ma questo non la riguarda".

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”