dinastie italiane

AFFARI DI FAMIGLIA: I NUOVI MESTIERI DELLE FAMIGLIE PIU' RICCHE DEL BELPAESE CHE NEGLI ANNI, HANNO VENDUTO I LORO IMPERI INDUSTRIALI - DAI PESENTI AI MARZOTTO, DAI FUMAGALLI AI FALCK, DAI LORO PIANA AI BULGARI E AI GARRONE, ECCO IN COSA HANNO REINVESTITO IL MALLOPPO GUADAGNATO DALLA CESSIONE DEL BUSINESS TRADIZIONALE DI FAMIGLIA - IL CASO MORATTI: DOVE REINVESTIRA' LA DINASTIA MILANESE GLI OLTRE 600 MILIONI CHE INCASSERA' DALLA VENDITA DEL 40% DELLA SARAS? I SOLDI VERRANNO DIVISI TRA...

Estratto dell'articolo di Andrea Deugeni per “Milano Finanza”

 

sede della marzotto

Holding d’investimento per rilevare nuove partecipazioni, prender parte a club deal o, ancora, sottoscrivere quote di fondi comuni. Oppure fornitori di capitale di rischio con il private equity e il private debt. E in alcuni casi, reinvestimenti per una partecipazione di minoranza nel business storico. Infine, tanto immobiliare.

 

Venduta la tradizionale attività di famiglia, spesso avviata nel secolo scorso o in alcuni casi anche in quello precedente, i nuovi affari delle storiche dinastie del capitalismo italiano ripartono da qui. Ceduti gli imperi industriali a concorrenti di maggiori dimensioni o ai colossi mondiali del private equity per garantire alle proprie creature una crescita futura in un mercato globale, oppure per gestire un difficoltoso passaggio generazionale, le blasonate famiglie industriali hanno trovato nuove vie per moltiplicare i danari incassati spesso da cessioni miliardarie.

massimo moratti - saras

 

Nuove avventure imprenditoriali che in alcuni casi sono state di grande successo, come il cambio di pelle green operato in casa Erg dalla famiglia Garrone che ha anche puntato forte sul made in Italy di qualità con Minerva Hub (300 milioni di ricavi), oppure la riuscita diversificazione in Zignago Vetro (700 milioni di fatturato) di alcuni rami delle dinastia vicentina del tessile Marzotto.

 

Mentre in altri casi, purtroppo, i soldi incassati si sono trasformati in uno sperpero di ricchezza con pochi uguali in Italia, come l’acquisto nel 2007 del 5% di Telecom da parte della famiglia Fossati. La partecipazione era stata rilevata utilizzando i proventi della vendita della Star alla spagnola Galina Blanca, avvenuta per circa 950 milioni di euro.

 

marzotto group

Fra le ultime dismissioni eccellenti, gli occhi del mercato sono puntati sui Moratti. Dove reinvestirà la dinastia milanese del petrolio gli oltre 600 milioni che (golden power permettendo) incasserà dalla vendita del 40% del colosso italiano della raffinazione Saras? I soldi verranno divisi equamente fra i due rami discendenti del fondatore Angelo Moratti.

 

Da una parte quello che fa capo alla Massimo Moratti sapa (guidata dall’ex presidente dell'Inter), dall’altra Angel Capital Management e Stella Holding, rispettivamente i veicoli di Angelo Moratti e di Gabriele Moratti, i figli di prime e seconde nozze di Gian Marco Moratti, scomparso nel 2018.

 

Oltre al vasto patrimonio immobiliare con residenze sparse in tutto il mondo, sia gli eredi di Gian Marco (in particolare il business angel Angelo Moratti) sia quelli di Massimo hanno già intrapreso strade imprenditoriali proprie. Ed è per questo che probabilmente, con il presidente di Saras che ha ormai superato la soglia degli 80 anni, la terza generazione ha deciso di vendere.

 

MASSIMO MORATTI SARAS

Un’exit riuscita perché effettuata al massimo della taglia internazionale raggiungibile da Italcementi è stata quella effettuata nel 2016 dalla quarta e quinta generazione dei Pesenti, casato bergamasco del cemento. La vendita dello storico asset industriale ai tedeschi di HeidelbergCement (con contestuale reinvestimento di una minoranza nel gruppo teutonico) aveva fruttato alle casse della galassia societaria del padre Giampiero (scomparso nel 2019) e del figlio Carlo 1,67 miliardi, di cui 900 milioni reinvestiti subito. Come? Nella crescita della holding a monte Italmobiliare e per sbarcare nel private equity con Clessidra, nome blasonato del mercato del capitale di rischio.

 

carlo pesenti senior illustra gli impianti a prelati e politici

Un usato sicuro. A suon di incetta di partecipazioni, Italmobiliare è ora un’investment company sul modello Exor degli Agnelli che ha costruito un portafoglio di quote di controllo o minoranza in numerose medie aziende d'eccellenza del made in Italy, che pesano per quasi il 70% del total net asse value. […]

 

Dopo 190 anni la Marzotto, gruppo tessile di Valdagno fondato nel 1836 da Luigi Marzotto e specializzato nella fornitura di tessuti per le grandi griffe, non è più sotto il controllo di uno dei tanti rami della famiglia vicentina. Lo storico manager Antonio Favrin si è appena assicurato l’80% di Trenora, la holding cui fa capo la Marzotto spa. Per la prima volta dalla nascita del Lanificio di Valdagno, nessun rappresentante della dinastia originaria sarà più presente nella tolda di comando.

 

 

bernard arnault con moglie e figli

In realtà i diversi rami, ognuno con una sua ricca holding che in passato hanno avuto pacchetti anche della maison Valentino, si sono separati da circa un ventennio e si contano ora una novantina di eredi riconducibili alle famiglie dei fratelli Giannino, Italia, Laura, Paolo, Pietro, Umberto e Vittorio Emanuele Marzotto. Le principali casseforti nordestine sono la Zignago (a cui fa capo la quotata Zignago Vetro che ha partecipazioni anche nei business vitivinicolo, dell’energia e servizi) e Pfc. Sono entrambe azioniste (al 15%) di Hugo Boss. […]

 

Chi come i Pesenti ha imboccato convintamente la strada del private equity e degli investimenti in startup sono i fratelli Fumagalli. Consapevoli di non poter garantire un futuro stand alone a Candy e con i figli fuori dall’azienda, Aldo e Beppe Fumagalli hanno venduto nel 2018 il gruppo brianzolo degli elettrodomestici alla cinese Qingdao Haier per 475 milioni di euro, trasformandosi da imprenditori a investitori puri.

BEPPE FUMAGALLI

 

 

La nuova vita dei «fratelli Candy» infatti si chiama Koinos Capital, sgr che investe con i propri fondi in aziende italiane familiari eccellenti con ricavi tra i 20 e i 100 milioni. I settori? Chimica, manifattura di lusso, mobilità elettrica, industria e It. Ma i Fumagalli hanno puntato anche su alimentare e biotech, mettendo anche in portafoglio quote di Philogen, Cortilia (delivery di cibo bio a casa), Tannico (vino e liquori a domicilio online), Genenta (terapie cellulari) e Velasca (scarpe artigianali).

 

Chi pare voglia anche investire nel capitale di rischio sono i Falck. Dopo aver costruito un impero della siderurgia con un ruolo da protagonista per quasi tutto il ventesimo secolo e un trentennio nelle energie pulite, la famiglia lombarda ha venduto nel 2021 il 60% della propria Falck Renweables (ribattezzata ora Renantis) al fondo green Iif, gestito da JP Morgan Asset Management. Una cessione che ha portato nelle casse dei Falck oltre 1,5 miliardi, liquidità a nove zeri che dev’esser impiegata. Come? Per iniziare pare che sia in corso una trattativa con Quaestio Capital Sgr per sviluppare in delega un fondo di private debt.

 

edoardo garrone 4

Dopo aver venduto lo storico business della raffinazione a Priolo e la rete dei distributori di benzina al gruppo Ip, l’energia verde ha fatto la fortuna anche dei Garrone-Mondini. La famiglia ligure - che forse il 4 aprile potrebbe piazzare un proprio esponente sulla tolda di comando della Confindustria (Edoardo Garrone) - è stata protagonista di una delle più grandi riconversioni industriali italiane. In 15 anni ha trasformato la sua Erg da società dell'oil e praticamente solo italiana ad azienda di energia rinnovabile pura, con eolico e solare e propensione internazionale. […]

 

Nella moda la vendita della storica attività di famiglia al miliardario francese del lusso Bernard Arnault ha riempito di liquidità a nove zeri sia la dinastia romana dei gioielli e degli orologi Bulgari sia il casato piemontese del cachemire Loro Piana, entrambi marchi finiti un decennio fa nella galassia Lvmh. Oltre a quote del colosso francese del lusso, nelle casseforti dei fratelli Paolo Bulgari e Nicola e Francesco Trapani (figlio di Lia Bulgari, sorella di Paolo e Nicola) c’è tanto mattone (specialmente a Londra e a New York), il 30% di Sarment Holding, uno tra i più importanti distributori di vini di alta qualità in Asia e molteplici asset finanziari.

 

1 bernard arnault

Parte dei due miliardi incassati dai fratelli Sergio (scomparso nel 2013) e Pier Luigi Loro Piana per l’80% della maison, sono invece stati investiti per il momento in immobiliare, nel marchio di moda Sease, in energie rinnovabili, nel business vitivinicolo, in Satispay, Planet Farms, Tapì e in alcuni club deal lanciati dal banchiere di Tip Giovanni Tamburi.

raffineria lukoil a priologiacomo e franco loro pianamarzotto group

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO