alfredo altavilla alitalia

ALTAVILLA, ALTA QUOTA - FINALMENTE UNO DEI MANAGER PIÙ CAPACI DEL NOSTRO SVENTURATO PAESE HA RICEVUTO CIÒ CHE MERITA. SARÀ ALFREDO ALTAVILLA, BRACCIO DESTRO DI MARCHIONNE, A PRENDERSI SULLE SPALLE IL FARDELLO DI QUEL CHE RESTA DI ALITALIA, ORA DIVENTATA ITALIA TRASPORTO AEREO (ITA) – IL DURO SCONTRO CON ELKANN - CHIAMATO DAL MEF PER GUIDARE LEONARDO, ARRIVÒ IL NO DI GENTILONI PREMIER. CHE SCELSE IL SUO AMICO, EPOCA VERDE CON REALACCI E RUTELLI (CON SABINA RATTI ALL’ENI), ALESSANDRO PROFUMO (SPOSO DELLA RATTI)

DAGONOTA

alfredo altavilla

Finalmente uno dei manager più capaci del nostro sventurato paese ha ricevuto ciò che merita. Alfredo Altavilla se ne andò da FCA sbattendo la porta, quando alla morte di Marchionne John Elkann gli preferì Mike Manley, nonostante fosse lui l'erede designato a guidare il gruppo. Altavilla fu liquidato con la solita glacialità da John Elkann. Disse al dirigente da trent’anni in azienda che secondo un sondaggio non sarebbe stato accettato come leader nel gruppo.

 

alfredo altavilla

L’uomo che ha portato più risultati è stato Manley con la Jeep, ha aggiunto il nipotino dell’Avvocato. La replica di Altavilla fu secca come un cassetto chiuso con una ginocchiata: mi dimetto. Se vuoi, fallo. Ma non ora, con Marchionne in coma profondo, ha pigolato John. Ma l’incazzatura di Altavilla era al massimo, e alla stampa ha annunciato l’addio, con puntuale calo in Borsa.

 

Già all’epoca, nella famiglia Exor, prevaleva l’idea di non proseguire il progetto di espansione e consolidamento di Marchionne ma piuttosto di fondersi sino all’estinzione con i francesi, come è poi avvenuto. Avere a che fare con un tipo forte di personalità come Altavilla avrebbe creato problemi. E allora la scelta cadde su una personalità “opaca”, Manley, che il nipote di Gianni Agnelli poteva controllare e lui assumere finalmente il ruolo del padrone.

 

alessandro profumo sabina ratti

Da allora tra Elkann e Altavilla scese il gelo, anche con una causa ancora in corso. Dopodiché Altavilla fu chiamato dal Ministero del Tesoro per guidare Finmeccanica/Leonardo. Era tutto fatto quando arrivò, come una mannaia, il no di Gentiloni, allora premier per caso. Che scelse il suo amico, epoca verde con Realacci e Rutelli (con Sabina Ratti all’Eni), Alessandro Profumo (sposo della Ratti).

 

VOLAMI ALFREDO

Giovanna Predoni per www.tag43.it

gentiloni realacci

 

Finalmente hanno scelto: sarà Alfredo Altavilla, ex manager Fiat, a prendersi sulle spalle il fardello di quel che resta di Alitalia, ora diventata Italia Trasporto Aereo (Ita). Il manager piemontese d’adozione ma nato a Taranto, che dimostrò di avere gli attributi al cospetto di un mostro sacro come Sergio Marchionne, sarà presidente esecutivo – «con particolare riferimento alla strategia, alla finanza ed alle risorse umane», recita una nota del ministero dell’Economia – il che significa che l’amministratore delegato Fabio Lazzerini dovrà riportare a lui, disegnando una nuova gerarchia.

 

presentazione alfa giulia al quirinale john elkann, sergio marchionne, sergio mattarella, alfredo altavilla

Da tempo il nome di Altavilla era nel taccuino di Giorgetti

Si tratta di un cambiamento manageriale che lo stesso Francesco Caio aveva auspicato non appena, a fine aprile, era stato nominato amministratore delegato e direttore generale di Saipem per potersi dedicare a tempo pieno al suo nuovo impegno – prima la sua qualifica di presidente della società delle infrastrutture energetiche, ora lasciata a Silvia Merlo, gli consentiva di fare l’una e l’altra cosa – ma che ha richiesto del tempo per individuare la persona giusta. E generosa, visto l’alto rischio insito nel tentativo, presumibilmente l’ultimo, di rilanciare la compagnia di bandiera.

MARIO DRAGHI GIANCARLO GIORGETTI

 

Poi è stato scelto Altavilla, che è nel taccuino di Giancarlo Giorgetti da tempo per incarichi al top. Il suo nome era stato fatto, per esempio, per Leonardo, ma anche per Telecom (dove è comunque entrato nel cda e presiede il comitato nomine e remunerazione), prima, e per la nascente società della rete unica della fibre, poi.

 

Così il ministro leghista vicino al premier Draghi, una volta che il governo aveva offerto a Caio la prestigiosa tolda di comando di Saipem, ha recuperato il nome di Altavilla per sostituirlo. Draghi non lo conosceva (ma ha avuto un incontro con lui prima della nomina), ma si è fidato del ministro dello Sviluppo Economico e della struttura del Mef, presso la quale Altavilla gode ottima reputazione. Ora sta a lui riuscire dove altri hanno violentemente sbattuto la testa.

alfredo altavillaGIANCARLO GIORGETTI E MARIO DRAGHI LEGGONO DAGOSPIAalfredo altavilla coo di fcaalfredo altavilla 2CARLO TAVECCHIO E ALFREDO ALTAVILLA

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