È ANCORA APERTA LA GARA A CHI SI AGGIUDICHERÀ CATTOLICA ASSICURAZIONI: IN ATTESA DI CAPIRE SE SI TRASFORMERÀ IN SPA  COME RICHIESTO DA GENERALI, CI SONO ALMENO ALTRI DUE PRETENDENTI CHE AFFILANO LE ARMI. UNO È VITTORIA ASSICURAZIONI, CHE HA PREPARATO UN'OFFERTA ALTERNATIVA. L'ALTRO È WARREN BUFFETT, PRONTO A SALIRE DI QUOTA ANCHE SOLO PER RIDURRE LA MINUSVALENZA - MENTRE A MILANO SI DICE CHE GENERALI POTREBBE MOLLARE LA PRESA VISTO CHE IL SUO OBIETTIVO ERA…

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DAGONEWS

 

È ancora aperta la gara a chi si aggiudicherà Cattolica Assicurazioni. In attesa di sapere se venerdì 31 luglio l’assemblea dei soci deciderà la storica trasformazione in società per azioni richiesta da Generali per sottoscrivere 300 dei 500 milioni di aumento di capitale che Ivass ha obbligato la compagnia a fare per evitare il commissariamento (è precipitata in una crisi nera dopo che un anno fa il presidente Paolo Bedoni ha imposto l’uscita dell’AD Alberto Minali), ci sono almeno due altri pretendenti che stanno affilando le armi. Uno è Vittoria Assicurazioni.

Bedoni Bedoni

 

La compagnia della famiglia Acutis, dopo che ha sostituito Mediobanca con Ubs come suo advisor per questa operazione, ha preparato un’offerta alternativa a quella di Generali, e attende il momento giusto per uscire allo scoperto. Stessa cosa per Berkshire Hathaway, la grande holding di Warren Buffet, che della compagnia veronese ha già il 9% (fu Minali al suo ingresso in Cattolica a portarla dentro) e che sarebbe pronta a salire di quota, non fosse altro per ridurre la minusvalenza che ha maturato negli ultimi mesi (circa 60 milioni). Ma in tempi di golden power facile, per il magnate americano ci potrebbero essere difficoltà, e quindi potrebbe accontentarsi di aiutare la scalata di Vittoria – il plenipotenziario di Buffet, l’indiano Ajit Jain ha più volte parlato con Acutis – e stare in minoranza.

 

E Generali? A Milano, dalle parti di piazzetta Cuccia, si dice che in fondo l’obiettivo fondamentale dell’operazione – indurre Cattolica a mollare il fronte ostile all’ingresso di Intesa in Ubi e di portare il suo 1% di Ubi in adesione all’ops – è già stato raggiunto e che Trieste a questo punto potrebbe anche mollare la presa.

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