descalzi scaroni etete

ANCORA COLPI DI SCENA AL PROCESSO ENI-SHELL - PER IL NUOVO TESTIMONE PIERO AMARA I MAGISTRATI MILANESI AVREBBERO SUBITO INTERFERENZE DALLA DIFESA ENI. MA PER IL COLLEGIO GIUDICANTE NON VA ASCOLTATO - NEL VERBALE DI INTERROGATORIO DI AMARA, DOPO UN LUNGO OMISSIS, L’AVVOCATO ESTERNO DI ENI SOSTIENE CHE GRANATA GLI DISSE CHE SAREBBERO STATE ACQUISITE INFORMAZIONI SUI MAGISTRATI CHE AVREBBERO POTUTO PRESIEDERE I COLLEGI GIUDICANTI DEL PROCESSO

 

Antonio Tricarico per www.valori.it

 

PIERO AMARA

Ancora colpi di scena al processo Eni-Shell per la presunta maxi-tangente pagata dalle due oil major in Nigeria per assicurarsi l’importante licenza Opl245 per l’estrazione di petrolio nelle acque  profonde del Golfo di Guinea. Fatti risalenti al lontano 2011, ma che ancora appassionano e hanno risvolti senza fine in una saga iniziata nel lontano 1998, con la dubbia attribuzione della licenza alla Malabu Oil and Gas dell’allora ministro del Petrolio Dan Etete.

 

 

 

 

Il nuovo testimone: l’avvocato che corrompeva i giudici

FABIO DE PASQUALE

Oramai al tribunale di Milano ci si avvia alle conclusioni di quello che si può tranquillamente definire il “processo del secolo”, vista la posta in ballo. Ma la pubblica accusa ha perorato con forza la richiesta di ascoltare due nuovi testimoni, a partire dall’avvocato Piero Amara, ben noto alle cronace giudiziarie degli ultimi tempi per il suo patteggiamento con ammissione di colpa a Roma e Messina, in quanto fulcro chiave del cosiddetto “sistema Siracusa” per la corruzione di giudici al fine di pilotare alcune inchieste, fino ad influenzare alcune nomine al Consiglio Superiore della Magistratura.

 

dan etete ex ministro del petrolio nigeriano

Il troncone milanese della maxi-inchiesta su questo sistema si incentra sul presunto “complotto”, che avrebbe voluto minare proprio l’indagine della Procura di Milano sull’Opl245. Secondo l’accusa, si sarebbe avviata un’indagine fasulla in Sicilia su un complotto internazionale che sarebbe stato ordito ai danni dell’amministratore delegato Claudio Descalzi, il tutto con il presunto coinvolgimento di figure apicali di Eni e il pubblico ministero della Procura di Siracusa Giancarlo Longo.

Per i pubblici ministeri, Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro, ascoltare Amara era diventata una questione decisiva per le sorti dello stesso processo Nigeria, nonostante le prove prodotte, inclusi gli interrogatori recenti dell’avvocato, fossero state raccolte nell’ambito dell’indagine parallela sul complotto ancora in corso sempre a Milano. Il presunto tentativo di depistaggio sarebbe fallito perché scoperto, neutralizzato e ora investigato dalla stessa Procura di Milano con i magistrati Laura Pedio e Paolo Storari.

 

 Se la security Eni spiava magistrati, consiglieri e giornalisti

Amara ha riferito loro che Claudio Granata, Chief Services and Stakeholders Relations office di Eni e braccio destro dell’ad Desclazi, gli avrebbe confidato come la security dell’Eni avrebbe spiato gli stessi magistrati di Milano che portavano avanti le due indagini, nonché i due consiglieri Luigi Zingales e Karina Litavck.

Claudio Granata

Questi ultimi avevano posto domande “scomode” – come loro stessi hanno ribadito durante le deposizioni al tribunale di Milano – sulla presunta corruzione in Nigeria e Congo negli incontri del consiglio di amministrazione di Eni. Anche il giornalista Claudio Gatti sarebbe stato ascoltato al telefono e pedinato viste le sue posizioni critiche sul caso Opl245, lungamente argomentate in un libro pubblicato più di un anno fa.

 

Due omissis che la dicono lunga

Ma, al termine di quel passaggio nel verbale di interrogatorio di Amara, prima di un lungo omissis, l’avvocato esterno di Eni riferisce che Granata gli avrebbe detto che sarebbero state acquisite informazioni su coloro che avrebbero potuto presiedere i collegi giudicanti del processo Opl245.

Va ricordato che con il rinvio a giudizio del dicembre 2017 per presiedere il processo è stata indicata la decima sezione penale del tribunale di Milano, con i giudici La Rocca-Minerva-Formentin. Ma questa triade ha subito fatto presente che era già oberata di diversi processi rilevanti, cosicché in maniera inattesa ha passato l’incarico al collegio Tremolada-Gallina-Braggion della settima sezione penale, che ha iniziato il processo nel marzo 2018.

 

 

CLAUDIO GATTI ENIGATE

Le accuse “velate” contro i magistrati milanesi

Nel corso dell’udienza di mercoledì De Pasquale ha aggiunto, a sorpresa, che:

Amara «seppe di interferenze delle difese di Eni e di taluni imputati nei confronti di magistrati degli uffici giudiziari milanesi con riferimento al processo Olp245».

Va sottolineato che De Pasquale non ha detto “questi magistrati” rivolgendosi al Presidente Tremolada e colleghi. Però una tale affermazione non è passata inosservata.

Nerio Diodà, principale difensore di Eni, ha chiesto al PM di precisare dove avesse letto tale affermazione nella deposizione di Amara, poiché a lui non risulta inclusa nelle parti non omissate dei verbali di interrogatori dell’indagine sul complotto presentati dalla pubblica accusa nel processo Nigeria.

Laconicamente De Pasquale ha replicato: «Non posso rispondere a questa domanda».

 

 

Per la Severino le prove non sono decisive

DAN ETETE

Per l’avvocato Paola Severino, ex ministro della Giustizia del governo Monti e sempre in prima linea in punta di diritto per difendere le principali aziende italiane da accuse gravi, la questione era chiara: anche se confermate, tali prove non erano affatto decisive per il processo Nigeria. Mentre al massimo sarebbero state rilevanti nell’indagine sul complotto.

 

Dopo una camera di consiglio di più di un’ora, il collegio è riapparso nell’aula 7 del terzo piano del tribunale di Milano e ha decretato seccamente che:

l’avvocato Amara – e anche il suo collega Leonardo Marchese – non vadano ascoltati in quanto le loro testimonianze non costituirebbero prove decisive per l’esito del processo Nigeria.

 

Verso le fasi finali

Il processo è stato aggiornato al 27 marzo, quando la pubblica accusa inizierà la sua requisitoria conclusiva. Una sentenza è attesa per luglio o forse settembre, dopo le conclusioni delle numerosi parti del processo. È però indubbio che da mercoledì un’ombra si è allungata sul Tribunale di Milano e sull’autonomia dei suoi giudici. È probabile che il “processo Nigeria”, qualunque sarà il suo esito, purtroppo non permetterà di dipanarla.

paola severino foto di bacco (2)

 

Ultimi Dagoreport

federico freni antonio tajani giorgia meloni francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT - DAVVERO BASTA UN MEZZO TAJANI PER BOCCIARE LA NOMINA ALLA GUIDA DELLA CONSOB DEL SOTTOSEGRETARIO ALL’ECONOMIA FEDERICO FRENI, IN QUOTA LEGA? - DAVVERO DOBBIAMO CREDERE CHE, DOPO QUATTRO ANNI DI IMPECCABILE SERVIZIO, IL “MAGGIORDOMO” DI CASA MELONI, CAMUFFATO DA LEADER DI FORZA ITALIA, SI TOGLIE IL TOVAGLIOLO DAL BRACCIO E SI TRASFORMA IN RAMBO? DAVVERO, IL "VAFFA" A FRENI E' ACCADUTO ALL’INSAPUTA DEI FRATELLINI DI MELONI? – IL GOVERNO HA MOTIVATO IL RINVIO CON UN SIBILLINO: “ULTERIORI APPROFONDIMENTI” - SCUSATE: DA PARTE DI CHI? FORSE QUELLI ATTESI DALLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGA SUL “CONCERTO” TRA I SOCI (LOVAGLIO, CALTAGIRONE, MILLERI) NELLA SCALATA A MEDIOBANCA-GENERALI ATTRAVERSO MPS? - FRENI, CHE PURE NON È INDAGATO, È COLUI CHE PER CONTO DEL GOVERNO HA SEGUITO IN PRIMA PERSONA LA SCALATA - MAGARI, PRIMA DI FAR TRASLOCARE FRENI DAL MEF ALLA CONSOB, E' PIU' SAGGIO ATTENDERE GLI ‘’ULTERIORI APPROFONDIMENTI’’ CHE NEI PROSSIMI MESI, CON GLI INTERROGATORI DELLE ‘’PERSONE INFORMATE DEI FATTI” E DEI TRE INDAGATI (LOVAGLIO-CALTAGIRONE-MILLERI), POTREBBERO EMERGERE DALLA PROCURA DI MILANO…

roberto vannacci matteo salvini giorgia meloni

FLASH! – OLTRE AL SILURAMENTO DI FEDERICO FRENI ALLA GUIDA DELLA CONSOB (CERCASI UN TECNICO), NEL TURBOLENTO VERTICE DI MAGGIORANZA DI IERI NON POTEVA MANCARE IL CASO VANNACCI - IN TEMPI DI CRUCIALI E DEMENTI TRUMPATE GEOPOLITICHE, MELONI HA MESSO ALLE STRETTE SALVINI: O IL TUO VICE SEGRETARIO CON LE STELLETTE AL CONTRARIO SI DA’ UNA REGOLATA E LA FINISCE DI SPARARE CAZZATE (L’ULTIMA: L’INVITO ALL’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA) OPPURE, CARO MATTEO, LO DEVI ESPELLERE DALLA LEGA – IL BARCOLLANTE LEADER DEL CARROCCIO L’HA RASSICURATA: “NON SARÀ UN PROBLEMA” (MA NESSUNO CI CREDE…)

donald trump padrone del mondo

DAGOREPORT – TRUMP HA UCCISO LA POLITICA, COSI’ COME LA CONOSCEVAMO: CON LUI VALE IL DIRITTO DEL PIU’ FORTE (LE TRADIZIONALI CATEGORIE DI DESTRA E SINISTRA IN QUESTO SFACELO, HANNO ANCORA SENSO?) - DIPLOMAZIA, DIRITTO INTERNAZIONALE, MULTILATERALISMO E DIALOGO SONO STATI ROTTAMATI IN NOME DEL “SI FA COME DICO IO” - UN BRUTALE RITORNO ALLA POLITICA DI POTENZA DELL’OTTOCENTO E TANTI SALUTI A ONU, NATO, UE E ORGANISMI SOVRANAZIONALI – GODONO SOLO PUTIN E XI JINPING, CHE INFATTI DAVANTI AL BLITZ IN VENEZUELA E ALLA MINACCIA DI TRUMP DI OCCUPARE LA GROENLANDIA TACCIONO – SI DIRA’: MA TANTO TRUMP NEL 2028 SARA’ FUORI DALLA CASA BIANCA. SICURI? GIA’ NEL 2021 NON ACCETTO’ LA SCONFITTA E MANDO’ I SUOI SCAGNOZZI AD ASSALTARE IL CONGRESSO – ORA STA IMPRIMENDO AGLI USA UNA LENTA SVOLTA AUTORITARIA E I SEGNALI NON MANCANO…

antonio di pietro raul gardini

FLASH – PERCHÉ TONINO DI PIETRO HA ASPETTATO 33 ANNI PER RIVELARE LA VERITÀ SULLA PISTOLA RITROVATA LONTANO DAL CADAVERE DI RAUL GARDINI IL 23 LUGLIO 1993? SOLO ORA, IN UN’INTERVISTA AD ALDO CAZZULLO CHE ANDRÀ IN ONDA DOMANI SU LA7, DURANTE “UNA GIORNATA PARTICOLARE”, DI PIETRO AMMETTE: “L’HO PRESA IO STESSO CON IL FAZZOLETTO QUANDO SONO ARRIVATO E ABBIAMO PRESO ATTO CHE SI ERA UCCISO”. POI PRECISA: “NON FUI IO IL PRIMO A INTERVENIRE, MA L’EX MAGGIORDOMO”. NON CAMBIA IL SUCCO DEL DISCORSO: PERCHÉ NE PARLA PUBBLICAMENTE SOLO ADESSO, DOPO TRE DECENNI IN CUI SI È SUSSEGUITO OGNI TIPO DI IPOTESI SU QUELLA PISTOLA…

roberto vannacci matteo salvini

FLASH – ROBERTO VANNACCI BATTERÀ I TACCHI E ANDRÀ ALLA KERMESSE LEGHISTA “IDEE IN MOVIMENTO”, DAL 23 AL 25 GENNAIO A ROCCARASO? PER L'ADNKRONOS, IL GENERALE NON CI SARA' MA I RUMORS SOSTENGONO CHE IL GENERALE E SALVINI AVRANNO UN FACCIA A FACCIA, PROPRIO IN ABRUZZO - IL MILITARE ABBASSERÀ I TONI, RIALLINEANDOSI ALLA VECCHIA BASE LEGHISTA, O SALUTERÀ INAUGURANDO UN PARTITO SUO? - UNA FORMAZIONE “VANNACCIANA” POTREBBE VALERE TRA IL 2-3%. POCHINO MA IN GRADO DI ROMPERE LE UOVA ALLA LEGA E AL CENTRODESTRA...