petrolio soldi

ANNO GRIGIO PER IL GREGGIO – DALL’INIZIO DELL’ANNO IL PREZZO DEI CARBURANTI È SALITO DEL 14%, NONOSTANTE LA DIMINUZIONE DELLA DOMANDA IN ITALIA – L’AUMENTO AVRÀ UN EFFETTO PESANTE SU VARI SETTORI, COME QUELLO AGROALIMENTARE – LA TRANSIZIONE ENERGETICA RISCHIA DI ESSERE PIÙ COMPLICATA E COSTOSA DEL PREVISTO: “CHI RITIENE CHE NON VI SIA PIÙ LA NECESSITÀ DI INVESTIRE NEGLI IDROCARBURI FOSSILI NON CONSIDERA IL RISCHIO CHE CIÒ DEFLAGRI IN UNA PESANTE CRISI ENERGETICA”

Attilio Barbieri per "Libero quotidiano"

 

rincaro petrolio

Torna a salire la bolletta petrolifera italiana. Nel 2021 dovrebbe crescere di quasi 5 miliardi arrivando a quota 16,7 miliardi. Dopo anni di moderazione e il gelo del 2020 legato agli effetti della pandemia, il costo dell'energia ritorna ad essere un problema. Attesi anche effetti sul carrello della spesa degli italiani, nonostante il raffreddamento nei consumi: dal momento che l'85% delle merci viaggiano su strada il caro-gasolio si scaricherà presto sugli scontrini della spesa.

 

petrolio

Ortofrutta, formaggi e carne sono le voci più soggette ad aumenti, assieme a tutti i prodotti freschi e freschissimi. Intanto, proprio ieri, secondo le nuove rilevazioni del Ministero dello Sviluppo economico, il prezzo medio alla pompa della benzina è salito a 1,649 euro al litro mentre il gasolio sfonda il tetto di 1,50 euro al litro. Rincari che secondo le associazioni dei consumatori costeranno quasi i 300 euro a famiglia. Dall'inizio dell'anno i carburanti sono saliti del 14%.

 

«A contribuire all'aumento della bolletta petrolifera è l'aumento del greggio per 3,7 miliardi e la ripresa dei consumi per altri 1,2 miliardi», afferma Claudio Spinaci, presidente della Unem (Unione energie per la mobilità), che ieri ha tenuto l'assemblea annuale.

Estrazione di petrolio

 

COMBUSTIBILI FOSSILI

Il petrolio, da solo, pesa per il 30% sulla domanda mondiale di energia prevista per il 2021, il carbone per il 26% e il gas naturale per il 23%. Le fonti fossili rappresentano il 79%. E la richiesta di mercato cresce, dunque la prospettiva è che le pressioni sui prezzi producano ulteriori aumenti. Poco importa se nei primi cinque mesi dell'anno la domanda petrolifera in Italia sia calata del 15,7%, mentre quella di energia da rinnovabili sia aumentata del 2,1%. Il mercato e i prezzi del greggio sono mondiali.

 

prezzo petrolio 5

Fra l'altro i prezzi dei carburanti in Italia, al netto delle tasse, «continuano ad essere inferiori di 3-3,5 centesimi di euro al litro rispetto alla media dell'area euro pur con una rete ridondante e con scarsa redditività», ha spiegato Spinaci. Oggi gli automobilisti italiani «pagano un sovraprezzo che va da 7 a 10 centesimi al litro rispetto agli europei, interamente dovuto alla componente fiscale», ha aggiunto.

 

CRISI ENERGETICA

emissioni co2

Fra l'altro, rispetto al passato, ci troviamo a fare i conti con una transizione energetica che rischia di essere più ruvida e costosa del previsto. «La vera sfida è quella di riuscire a gestire la transizione verso altre fonti evitando contraccolpi pericolosi», conferma il presidente dell'Unem, «chi considera gli idrocarburi fossili superati e ritiene che non vi sia più la necessità di investire in questo settore, come sembra suggerire il recente rapporto Net Zero by 2050 dell'Agenzia internazionale per l'energia, non considera il rischio che ciò deflagri in una pesante crisi energetica. Si tratta di un rischio reale come dimostrano anche i recenti aumenti dei prezzi del greggio, tornati sui massimi da 7 anni, che possono trasformarsi in un serio ostacolo sulla via della ripresa».

barili petrolio

 

Il tema è quello lanciato con forza la scorsa settimana dal numero uno dell'Eni, Claudio Descalzi, quando ha affermato che l'aumento dei costi per le emissioni, rischia di provocare la morte del sistema industriale. E mentre in Europa il nostro sistema produttivo è alle prese con limiti sempre più stringenti nel resto del mondo, soprattutto in Asia, molti Paesi se ne fregano del Green Deal e aprono perfino nuove centrali elettriche a carbone.

Ultimi Dagoreport

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO