coronavirus

ATTENZIONE, RECESSIONE! - SAPPIAMO POCHISSIMO SULLA PANDEMIA E SULLA SUA DURATA MA GIÀ SVOLAZZANO GLI AVVOLTOI CON LE LORO PREVISIONI SUL PIL MONDIALE - SECONDO “STANDARD & POORS” LA CRESCITA GLOBALE SARÀ DELL’1,5%, PER GOLDMAN SACHS IL PIL DELL’ITALIA SCENDERÀ DEL 3% - MA TUTTO IL MONDO È NELLA STESSA BARCA E BISOGNERA' TROVARE RISPOSTE NUOVE E COORDINATE...

 

 

1 - S&P: IL MONDO È IN RECESSIONE I FALLIMENTI AUMENTERANNO

Roberta Amoruso per “il Messaggero”

 

coronavirus mercati 3

La domanda non è più se ci sarà la crisi, ma quanto sarà profonda e duratura. Dunque benvenuti nella recessione globale, annuncia S&P Global lanciando la previsione più ottimistica in circolazione. Il Pil mondiale recupererà, sostengono i suoi analisti, nel secondo semestre, ma al momento è da mettere in conto una crescita 2020 che non supererà l'1,5%.

 

Sempre meglio dell'1,25% previsto da Morgan Stanley e dello 0,9% stimato da Goldman Sachs, che arriva a immaginare per l'Italia uno stop del 3,4% (-1,7% per l'Europa). Numeri da brivido, inimmaginabili solo qualche settimana fa, ieri quasi ignorati dai listini, come i numeri dei default previsti per la Corporate America che supereranno il 10% per S&P. Una cifra alla quale si avvicineranno anche le società europee.

 

WALL STREET 1

Tutta colpa dell'improvviso blocco delle attività economiche provocato dalle misure di contenimento del coronavirus che metterà sotto un'intensa pressione i profili di credito a livello globale, spiegano gli esperti di S&P. Sicuri che il crollo del cash flow, associato a condizioni finanziarie molto più ristrette e al simultaneo shock petrolifero, andrà a danneggiare il merito di credito delle imprese a livello globale.

 

GIUSEPPE CONTE

I default? «La magnitudine di questo impatto varierà in modo significativo a seconda dell'industria e della classe di asset interessata». In ogni caso, «una contrazione grave sebbene di breve durata impatterà soprattutto sui debitori più deboli o su quelli nei settori più direttamente esposti». Non si può escludere però che «una recessione prolungata possa avere implicazioni più ampie».

 

giuseppe conte diventa teen idol sui social

2 - ITALIA CHOC, PIL GIU’ DEL 6%. L’UE: SÌ AGLI AIUTI DI STATO. CONTE CHIEDE I VIRUS BOND

Rodolfo Parietti per “il Giornale”

 

Dollari, una pioggia miliardaria di biglietti verde scaricata dagli elicotteri. Destinazione finale, le tasche degli americani. Da ieri, l' helicopter money non è più la lisergica risposta alle crisi contenuta nella Teoria della moneta moderna, ma la cura squadernata da un Donald Trump terrorizzato dall' idea che l' ala della recessione si posi anche sugli Stati Uniti. Dopo le settimane dei tentennamenti, quelle del «coronavirus non ci riguarda», quelle della sola Fed mandata in avanscoperta a combattere l' epidemia di ribassi a Wall Street, la Casa Bianca si è mossa.

IL CORONAVIRUS FA FINIRE LA FASE TORO DEI MERCATI

 

Quasi di concerto con l' Unione europea. Per Bruxelles è arrivato il D-day: finalmente, messo nero su bianco dalla commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager, è stato definito il perimetro entro il quale gli Stati potranno aiutare ogni singola impresa in difficoltà con una somma fino a un massimo di 500mila euro, fornire garanzie facilitate sui prestiti bancari e consentire prestiti privati con tassi di interesse agevolati. C' è anche un capitolo che sembra scritto con un occhio ad Alitalia, ed è quello che prevede un risarcimento anche alle compagnie che hanno beneficiato di aiuti di Stato negli ultimi dieci anni.

 

coronavirus gli effetti sul mercato delle auto

La Commissione europea «è pronta a lavorare con l' Italia per discutere la possibilità di sostegni al settore dell' aviazione civile, incluse Alitalia», ha confermato un portavoce della stessa Commissione.

 

Ma c' è anche altro. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen al termine di una teleconferenza con i capi di stato e di governo dell' Ue ha assicurato che l' esecutivo europeo si attiverà per attivare la «clausola di salvaguardia generale». In vista quindi la sospensione del Patto di stabilità che i paesi del Nord vorrebbero evitare.

Il premier italiano Giuseppe Conte ha chiesto ai partner di agire uniti e ha proposto di adottare i «coronavirus bond» o anche un fondo di garanzia europeo, in modo da finanziare con urgenza tutte le iniziative dei singoli governi per proteggere le proprie economie.

 

coronavirus mercati 2

L' imperativo, per tutti, è limitare i danni. Pur nella consapevolezza che saranno ingenti. Da Standard&Poor' s è arrivato, sempre ieri, un verdetto senza appello: il mondo è in recessione, visto che la crescita 2020 galleggerà intorno all' 1-1,5%. E in base ai parametri del Fondo monetario internazionale, quando l' incremento del Pil è al di sotto del 3% significa che l' economia globale è in decrescita. Ancor più scure le lenti inforcate da Goldman Sachs, con particolare riferimento all' Italia: in sorte ci toccherà una contrazione a fine anno del 3,4% (+0,2% la stima precedente), frutto del terrificante -6% che timbrerà di nero il primo semestre. Occorrerà aspettare fino al 2021 prima di vedersi materializzare una ripresa del +3,5%.

 

ASSEMBRAMENTO CON DONALD TRUMP

Scenari foschi, a rischio di ulteriori peggioramenti se le misure di contenimento del Covid-19 non daranno presto frutti. Trump ha deciso di affrontare il virus a muso duro, con un impeto piaciuto subito a Wall Street (chiusura a +5,2%) e anche alle Borse europee. Milano ha chiuso a +2,2%. In serata l' annuncio della Consob: stop alle vendite allo scoperto per tre mesi su tutti i titoli. Trump è convinto che «l' economia rimbalzerà in fretta».

 

il trader peter tuchman wall street

Per poterlo fare, intende «inviare 1.000 dollari a tutti gli americani. Vogliamo assicurarci che tutti abbiano rapidamente denaro nelle loro tasche». Prima deve però riuscire a far approvare il pacchetto di aiuti per 1.000 miliardi da parte del Congresso.

 

coronavirus e mercati

Il maxi-piano comprende un differimento fino a 90 giorni delle tasse, per un controvalore di 300 miliardi, e uno scudo protettivo per le compagnie aeree. La Fed rimane comunque in prima linea. L' istituto guidato da Jerome Powell ha rispolverato ieri una misura che non veniva più utilizzata dai tempi della crisi da mutui subprime, ovvero la Commercial paper funding facility (Cppf), uno strumento per garantire l' accesso al credito a imprese e famiglie che serve anche come stabilizzatore dei mercati. Sarà attiva fino al 17 marzo 2021, quando - si spera - il mondo avrà una faccia migliore.

Ultimi Dagoreport

messina milleri del vecchio lovaglio

DAGOREPORT - I GIOCHI SON (QUASI) FATTI. LA MAGGIORANZA DEGLI OTTO EREDI/AZIONISTI DI DELFIN, IN PRIMA FILA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, AVREBBERO DECISO DI ADERIRE ALL'OPAS LANCIATA DA INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA – PUR ESSENDO LA CASSAFORTE DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO, CON IL SUO 17,5% DI MPS, L’AGO DELLA BILANCIA DELLA SFIDA TRA INTESA E SIENA, NON È ANCORA DETTO. SOLO VIVENDO SAPREMO SE IL PRESIDENTE DI DELFIN, FRANCESCO MILLERI, FAVOREVOLE AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SI ALLINEERÀ ALLA VOLONTÀ DEGLI OTTO EREDI? - CHE DECISIONI PRENDERÀ L’ANTITRUST? INTESA È AL VERTICE DEL RICCO MERCATO DELLE POLIZZE VITA E GENERALI SI RITROVEREBBE COME PRIMO AZIONISTA UN COMPETITOR - LA RIVINCITA DI CALTAGIRONE: E' “AL FIANCO DI INTESA PERCHÉ SPERA DI INCASSARE UN DIVIDENDO IN TERMINI DI POTERE NELLE GENERALI” – E CHISSA' COME LA PRENDERÀ LA VITTORIA DI INTESA GIORGIA MELONI CONTRARIA, PER TIMORI ELETTORALI, ALLO ‘’SPEZZATINO SENESE”?

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…