danilo toninelli luigi di maio riccardo toto alitalia

AUTOSTRADE IN CAMBIO DI ALITALIA? L'IDEA BARATTO C'È MA NON SI PUÒ DIRE. I BENETTON PREMONO PER ENTRARE NEL SALVATAGGIO DELLA COMPAGNIA DI BANDIERA E IL VETO DI GIGGINO È CADUTO DEL TUTTO. MA TONINELLI FA IL DURO, VISTO CHE TEME DI PERDERE LA FACCIA (LA POLTRONA LA PERDERA' A BREVE): ''L'IPOTESI ATLANTIA NON E' MAI ESISTITA'', E FINCHÉ LA CONCESSIONE NON SARÀ RICONFERMATA, ALITALIA NON DECOLLA...

ALITALIA: TONINELLI,FINORA ATLANTIA NON È MAI ESISTITA

DANILO TONINELLI LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE MATTEO SALVINI

(ANSA) -  La soluzione Atlantia per Alitalia? "Atlantia non e' mai esistita", perche' finora non ha ancora formalizzato l'offerta. Lo ha detto il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli, rispondendo a margine di un evento di Fs. A chi gli chiedeva se l'offerta di Lotito fosse credibile, ha detto: "le proposte si leggono sulla carta".

 

 

1 - LA CONCESSIONE A RISCHIO REVOCA ALLONTANA L'ASSE ATLANTIA-ALITALIA

Umberto Mancini per “il Messaggero

 

Se Alitalia potrà imboccare la pista del salvataggio, alzando i carrelli verso un futuro meno incerto, lo potrà fare solo se il premier Giovanni Conte farà il primo passo. Chiamando, entro una settimana, i vertici di Atlantia per sondare il terreno, convincerli, con ragionamenti solidi, ad entrare in gioco in maniera ufficiale nel salvataggio del vettore tricolore, mettendo sul piatto 300 milioni di euro. Lo potrà fare, dicono fonti di Palazzo Chigi, non prima di aver disinnescato la mina della revoca delle concessioni piazzata dai 5Stelle sul tavolo delle trattative.

toninelli di maio aereo di stato

 

Una provocazione che rischia di far saltare tutta l'operazione, forse l'intero governo, visto che la Lega, durante il vertice di martedì sera, ha fatto capire non solo che la concessione non è in discussione, ma che la holding del gruppo Benetton è l'unica possibilità di salvezza per la compagnia aerea. Il Carroccio non crede nelle avances di Lotito e Toto. Non crede sopratutto al pressing asfissiante dei 5Stelle, irremovibili al momento, nel voler stracciare la convenzione con Autostrade per l'Italia. Proprio i grillini si domandano perché Salvini e i suoi difendano in maniera cosi strenua la società, invece di schierarsi a fianco delle vittime.

 

«Hanno forse dei legami particolari - dicono fonti M5s - visto che non hanno detto nemmeno una parola di fronte alla rivoluzione dei pedaggi». Di certo la posizione non cambia. Con Di Maio che ha ribadito che «dopo la caduta del Ponte, i responsabili devono pagare». Salvini è convinto invece che all'indomani della gettata del primo pilone del nuovo ponte e dopo l'abbattimento dei due monconi previsto venerdì, l'attenzione comincerà a venir meno. Nessuno, all'interno del Movimento, sa comunque come sostituire Atlantia che, nell'eventualità della revoca delle concessione, si guarderebbe bene dal diventare il salvatore della Patria.

 

luciano benetton

Accanto alla Lega, in queste ore, sta crescendo anche la pressione di piloti e assistenti di volo, favorevoli all'ingresso sul ponte di comando del gruppo privato. In bilico, se l'affare sfumasse, ci sono 11 mila dipendenti (20 mila con l'indotto) che lavorano nel settore. Anche le Fs sono preoccupate che i tempi possano dilatarsi ulteriormente.

 

IL PATTO VIOLATO

La data limite è quella del 15 luglio - scadenza fissata dai commissari straordinari per la definizione della cordata. Con Delta Airlines che ha già fatto capire di essere stufa di questi continui tira e molla. Tant'è che potrebbe decidere anch'essa di abbandonare il campo. Per questo, per arrivare preparato al vertice con Atlantia, sempre che il summit si riesca ad organizzare, il premier utilizzerà tutta la capacità di mediazione possibile, come fece ai tempi del rinvio sulla Tav, per chiudere in fretta il dossier.

 

Dovrà da un lato neutralizzare la revoca della concessione, che costerebbe allo Stato fino a 25 miliardi di indennizzi, e dall'altro trovare un punto d'equilibrio con il vicepremier Di Maio. Gli irriducibili, guidati dal ministro Danilo Toninelli, continuano ad indicare la holding come il male assoluto e a bloccare qualsiasi tipo di approccio. Per poi aggiungere che non c'è nessun pregiudizio politico ad un coinvolgimento nella newco salva-Altalia del gruppo di Ponzano Veneto. Lo stesso Conte, analizzato il rapporto della Commissione del Mit, non è affatto convinto che si possa procedere sulla strada della revoca.

 

GIOVANNI CASTELLUCCI E FABIO CERCHIAI

Un processo tortuoso in cui sarà arduo dimostrare «le gravi inadempienze» della società. Probabile quindi che si arrivi ad una mediazione: la revoca della concessione solo nel tratto interessato dal crollo. Un modo da un lato per dare una sponda ai 5Stelle e dall'altro per non scatenare una battaglia legale infinita. Bisognerà vedere come Atlantia risponderà. Il calo in Borsa dei titoli (-8% in due giorni), dopo la minaccia di revoca, non è certo un buon viatico. Così come il disappunto degli investitori stranieri che vedono con preoccupazione che le regole vengono cambiate in corsa proprio nel Paese dei «pacta sunt servanda».

 

 

2 - AUTOSTRADE IN CAMBIO DI ALITALIA? L' IDEA BARATTO C' È MA NON SI PUÒ DIRE

Francesco Bonazzi per “la Verità

 

«I due dossier devono restare separati, chi vuole mettere insieme Alitalia e concessioni autostradali sono solo i Benetton».

La linea del M5s sull' ennesimo tentativo di salvataggio della ex compagnia di bandiera e sul tema (miliardario) dei pedaggi a favore della Compagnia del Casello è questa, ribadita da Luigi Di Maio e Danilo Toninelli ai colleghi leghisti, tentati dal provare a risolvere tutto in una partita unica.

 

FABIO CERCHIAI E GIOVANNI CASTELLUCCI

A premere per entrare in Alitalia a caccia di medagliette sono, con somma discrezione, gli ambasciatori di Ponzano Veneto. Dopo la tragedia del ponte Morandi, nella quale morirono 43 persone, Toninelli commise una piccola ingenuità: annunciò immediatamente la volontà di revocare la concessione ad Autostrade per l' Italia. Fu accusato di intentare processi sommari e di voler colpire un gruppo con il portafoglio a destra e il cuore a sinistra, di sicuro non tra i finanziatori del Movimento. Ma entro la fine della settimana, sulla scrivania del premier Giuseppe Conte e dei colleghi di governo, il ministro delle Infrastrutture metterà un ponderoso dossier giuridico sulla procedibilità della revoca delle concessioni.

 

A lavorarci è stata una commissione composta da Hadrian Simonetti, Valter Campanile, Filippo Izzo, Lorenzo Saltari e Giovanni Palatiello. L' idea della commissione è che comunque vi sarà un lungo contenzioso legale sull' eventuale «caducazione» della concessione, ma che alla fine sarà un problema più di Atlantia che dello Stato, che invece avrebbe bisogno di dare un segnale chiaro sul fatto che «la festa è finita». E risparmiare soldi. Stesso discorso pare che verrà fatto su un altro antico scandalo italiano, ovvero gli aumenti della benzina giusto poco prima i grandi esodi estivi o di Natale.

GIANCARLO GIORGETTI E CLAUDIO BORGHI

 

In realtà, la partita che più interessa la Lega, «anzi Giancarlo Giorgetti», osservano con una punta di veleno i grillini) è quella di Alitalia. Chi ricorda le dinamiche del governo Berlusconi-Fini sa che quando i boiardi di Stato persero la copertura del centrosinistra, a impedire al Cavaliere di cambiare le logiche di governo sulle partecipazioni statali fu Alleanza nazionale, con i grandi manager diventati tutti prontamente finiani e Alitalia fu uno di questi casi. Ora la stessa manovra viene tentata sulla Lega, con la beffa che il vettore aereo non è dello Stato: è solo una compagnia privata che si è presa 900 milioni di euro di prestito del ministero dell' Economia e tenta affannosamente di farsi rinazionalizzare.

 

Perché i privati, evidentemente, hanno fatto peggio. Toninelli vorrebbe usare la stessa mano dura che sta usando con i gestori autostradali, ma non può invadere il campo di Luigi Di Maio, che come ministro dello Sviluppo economico teme anche una bomba da 10.000 posti di lavoro. In questa zona di confine grigia, si infila Atlantia, furiosa per il nuovo sistema di tariffe annunciato dal ministero delle Infrastrutture, con un' attenzione particolare ai diritti dei viaggiatori e ai reali investimenti (e con presunti o autocertificati) dei gestori autostradali.

demolizione ponte morandi 12

 

Al ministero di Porta Pia è bastato vedere, l' altro giorno, il fuoco di fila dei titoli dei giornali vicini ai concessionari , con la reazione allarmata che aveva preso il posto di una notizia che avrebbe dovuto far piacere ai lettori. E nel Movimento sono tutti convinti che Atlantia muova su Alitalia per limitare i danni sui pedaggi, più che sul ponte Morandi.

 

Formalmente, comunque, M5s non chiude porte in faccia ad Atlantia e il veto su Alitalia è caduto del tutto. Lo stesso Toninelli lo ha spiegato chiaramente, tenendo però a precisare che non saranno consentiti «baratti» tra le responsabilità per la tragedia del ponte sul Polcevera e la gratitudine del governo per evitare un fallimento pesante come sarebbe Alitalia. «Alitalia è un altro capitolo, Atlantia faccia una proposta formale se è interessata.

Sono due questioni distinte. Ma non c' è offerta formale, perché ne dovrei parlare?», ha detto ieri il ministro, sempre in testa alla lista di quelli da sostituire in caso di rimpasto di governo. Tra pochi giorni, il governo dovrebbe discutere la riforma dei pedaggi stradali e ai grillini interessa solo isolare le partite.

 

ferrovie dello stato

Per altro chi credeva di fare un favore ad Atlantia con la questione Alitalia è stato brutalmente smentito da piazza Affari. Ieri, in Borsa, il colosso delle autostrade e degli aeroporti ha lasciato sul campo il 4,4% a 22,72 euro, anche se nell' ultimo semestre ha recuperato il 26% del suo valore. L' accoppiata Toninelli-Alitalia, per essere brutali, ha spaventato il mercato, perché entrare nella compagnia, non esattamente un affare con la fila fuori per partecipare, conferma solo l' idea che Atlantia sia con le spalle al muro.

 

In più c' è una faccenda ancora poco valutata, ma che i legali dei gruppi in questione conoscono bene, e che riguarda i possibili conflitti d' interesse di Atlantia eventuale azionista della futura Alitalia. Ferrovie dello Stato e Delta, partner sicuri, hanno commissionato uno studio strategico su Alitalia a Mediobanca e gli uomini di Alberto Nagel hanno prodotto una quantità impressionante di cifre. Ma nello studio c' è anche una parte dedicata alle basi di armamento della compagnia, nella quale Mediobanca consiglia di ridurre la presenza-dipendenza dagli scali di Milano e Roma. Ora, si dà il caso che Aeroporti di Roma sia dei Benetton. Insomma, ci sarebbero problemi tra Atlantia-socio e Atlantia-fornitore.

DELTA AIRLINESDELTA AIRLINES

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…

triennale giuli la russa trione beppe sala

DAGOREPORT: HABEMUS "TRIONNALE"! - DOPO AVER BUTTATO-AL-FUOCO LA BIENNALE, IL MINISTRO GIULI-VO ORA SI È FATTO BOCCIARE DAL SINDACO DI MILANO LA SUA CANDIDATA ANDRÉE RUTH SHAMMAH, FACENDOSI IMPORRE VINCENZO TRIONE, STORICO E CRITICO D’ARTE, COAUTORE CON LA PENNA ROSSA DI TOMASO MONTANARI DI UN LIBRO INTITOLATO “CONTRO LE MOSTRE” (QUELLE FATTE DAGLI ALTRI) - SEGNALE POCO GIULI-VO PER I CAMERATI ROMANI DELLA MELONI IL VIA LIBERA SU TRIONE CHE AVREBBE DATO IGNAZIO LA RUSSA, “PADRONE” DI MILANO E DINTORNI (VEDI CIÒ CHE SUCCEDE ALLA PINACOTECA DI BRERA BY CRESPI) - FORZA ITALIA È RIUSCITA A FAR ENTRARE, DIREBBE MARINA B. ‘’UN VOLTO NUOVO’’: DAVIDE RAMPELLO CHE DELLA TRIENNALE È GIÀ STATO PRESIDENTE UN’ERA GEOLOGICA FA…

2026masi

DAGOREPORT: “PROMEMORIA” PER SOPRAVVIVERE AL TERREMOTO DIGITALE - IN OCCASIONE DELLA RISTAMPA DEL LIBRO DI MAURO MASI, UN GRAN PARTERRE SI È DATO APPUNTAMENTO AL MALAGOLIANO CIRCOLO ANIENE - PER ANALIZZARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’IA PER NON RIPETERE GLI ERRORI FATTI CON INTERNET QUANDO NEGLI ANNI ‘80 E ‘90 SI DECISE DI NON REGOLAMENTARE LA RETE, HANNO AFFERRATO IL MICROFONO L’EX CONSOB, PAOLO SAVONA, L’INOSSIDABILE GIANNI LETTA, ROBERTO SOMMELLA DI ‘’MF”, IL LEGHISTA RAI ANTONIO MARANO – IN PLATEA, GIORGIO ASSUMMA, LUCIO PRESTA, MICHELE GUARDÌ, BARBARA PALOMBELLI, BELLAVISTA CALTAGIRONE, ROBERTO VACCARELLA, GIANNI MILITO, TIBERIO TIMPERI…

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....