avvoltoi con teschio

GLI AVVOLTOI DEL CORONAVIRUS SARANNO FERMATI COL GOLDEN POWER - DA ENI A MEDIOBANCA, FINO A INTESA SANPAOLO, IL GOVERNO BLINDERÀ LE GRANDI AZIENDE DA CHI VUOLE PRENDERSELE SOTTOCOSTO VISTO IL CROLLO DEGLI INDICI AZIONARI - DA QUALCHE MESE È IL COPASIR MOLTO ATTIVO NELLA DIFESA DEI CAMPIONI NAZIONALI. È, E NON DA ORA, FACCENDA DA SERVIZI SEGRETI - LA CONSOB ABBASSA DAL 3 ALL'1% LA SOGLIA DELL'OBBLIGO DI COMUNICAZIONE

 

Fabio Martini per “la Stampa

 

Il pericolo è serio, uno di quei rischi dei quali ci si accorge soltanto a cose fatte: da qualche giorno i principali "gioielli" del sistema produttivo e finanziario italiano stanno diventando sempre più appetibili, più deboli rispetto a possibili scalate ostili per la semplice ragione che "costano" meno, a causa della forte caduta dei valori di Borsa legata all' emergenza coronavirus. Ma se le cadute dei listini sono fisiologiche, è la prospettiva di una recessione imponente sul medio periodo a rendere ancora vulnerabili "gioielli" come Eni, Mediobanca, Intesa Sanpaolo: nei prossimi mesi potrebbero "costare" sempre meno.

PAGLIARO NAGEL

 

E' per questo che il governo in queste ore si sta muovendo su due piani. Con le parole del presidente del Consiglio: «Stiamo studiando un provvedimento a tutela delle aziende strategiche italiane, di sicuro non consentiremo a nessuno di approfittare di un momento di debolezza del nostro Paese». Arrivando promettere «misure estreme».

 

In questi casi fare la voce grossa non è soltanto un atto dovuto davanti all' opinione pubblica, ma è anche un segnale agli eventuali "aggressori": siete molto sgraditi.

Ma poiché la semplice deterrenza politica non basta, il governo sta studiando anche di estendere il cosiddetto golden power alla maggioranza delle aziende del Mta e in particolare ad un altro settore strategico, oltre a quelli della difesa e dell' energia: quello delle banche e delle assicurazioni. Un campo nel quale rischiano di ballare colossi come Banca Intesa o Mediobanca, che a sua volta è azionista di maggioranza relativa di Generali.

CONTE E GUALTIERI

 

Il golden power, voluto nel 2012 dal governo Monti e successivamente potenziato, autorizza il governo a bloccare operazioni di acquisizione che sottraggano al controllo italiano settori ritenuti strategici. Tradizionalmente erano considerati strategici i settori fondamentali per la sicurezza del Paese, concetto che nel passato era legato agli eventi bellici: l' industria dell' acciaio, essenziale per la costruzione degli armamenti o l' industria della difesa.

 

Mattarella Descalzi e marcegaglia

Ma gli ultimi ritocchi ai poteri di interdizione statale hanno allargato la protezione al settore dell' energia, alle telecomunicazioni, alle biotecnologie e anche alla robotica. Il Copasir, il Comitato di controllo sui Servizi, sotto la guida del leghista Raffaele Volpi e del vicepresidente Adolfo Urso, sta svolgendo da mesi un ruolo di stimolo e di filtro sul governo e infatti proprio Urso nei giorni scorsi ha depositato un progetto di legge per estendere il golden power anche al settore delle banche e delle assicurazioni e in queste ore può cantare vittoria: «Le parole del presidente del Consiglio fanno capire che è intenzione del governo allargare il potere di controllo sul settore bancario che ancora prima della crisi del coronavirus abbiamo percepito essere uno degli ambiti più esposti, con alcune operazioni che avremo il modo di chiarire nelle prossime settimane. Il Paese è entrato in una fase a rischio ed è dovere del governo alzare il livello degli anticorpi».

 

raffaele volpi

Anche perché la protezione del golden power non è tutto campo: allo stato attuale, per fare soltanto l' esempio di un colosso come l' Eni, vale come difesa dalla scalata di gruppi extraeuropei. In questi casi la strategia per acquisire un "pezzo" prelibato è sempre la stessa: l' acquirente, prima di manifestarsi, incarica banche diverse di rastrellare le azioni. E d' altra parte l' Italia allo stato attuale non dispone di strutture capaci, come negli Stati Uniti, di esercitare controlli in profondità: a coordinare questo ambito è incaricato un dipartimento che fa capo a palazzo Chigi e che non dispone della strumentazione per un adeguato carotaggio.

 

E d' altra parte che in questi giorni il sistema-Italia abbia alzato le antenne lo conferma la decisione della Consob che ha abbassato, dal 3 all' 1 per cento, la soglia di comunicazione per tutte quelle società che hanno una capitalizzazione superiore ai 500 milioni di euro. Una mossa destinata a "stanare" eventuali, peraltro legittime spostamenti di società estere su società nazionali.

giuseppe conte raffaele volpi

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”