xi jinping

UN BEL CAPPIO DI SETA AL COLLO – LA “VIA DELLA SETA" È LA SCOMMESSA DEL SECOLO PER IL NUOVO PREDOMINIO MONDIALE - RAMPINI: “I MILLE MILIARDI CHE PECHINO HA PROMESSO SONO UN PIANO MARSHALL CON GLI STEROIDI” - CON LA 'VIA DELLA SETA' STA COSTRUENDO UNA CONTRO-RETE DI ALLEANZE CHE FA GRIDARE AL NEOCOLONIALISMO…”

Federico Rampini per “Affari & Finanza - la Repubblica”

 

Geraci, Di Maio, Sequi - Presentazione della Via della Seta

Un Piano Marshall con gli steroidi. Una strategia delle alleanze più moderna e meno costosa della proiezione militare delle forze armate Usa su scala planetaria. Un modo per superare il ruolo dello Stretto di Malacca come "vena giugulare" in caso di conflitto America-Cina. Sono alcune interpretazioni illuminanti sulla scommessa del secolo, i mille miliardi che Pechino ha promesso d' investire per fare dell' Eurasia davvero un continente solo. Nella sfida Usa-Cina c' è una dimensione strategica.

CINA - LA NUOVA VIA DELLA SETA

 

XI JINPING DONALD TRUMP

Un ruolo preminente spetta alla Belt and Road Initiative (Bri è il nome ufficiale delle Nuove Vie della Seta). L' analisi di queste ricadute la trovo nel saggio di Sarwar Kashmeri, ricercatore di origine indiana: "China' s Grand Strategy: Weaving a New Silk Road to Global Primacy". È suggestivo il parallelo con il Piano Marshall. Il consenso verso l' egemonia Usa venne edificato su aiuti che facilitarono la ricostruzione post-bellica e innescarono un trentennio di progresso. Oggi la Cina deve fronteggiare un' America che mantiene una soverchiante superiorità militare: la spesa in armamenti di Pechino è solo un terzo rispetto a quella di Washington, almeno ufficialmente. Ma la Repubblica Popolare non tenta di competere sullo stesso piano: costruire l' equivalente delle flotte Usa guidate da 11 portaerei nucleari sarebbe troppo lungo e costoso.

via della seta luigi di maio

 

Da un lato Pechino persegue una strategia di guerra asimmetrica, che con investimenti più leggeri ha già reso inattaccabili le sue coste. D' altro lato con le Nuove Vie della Seta si sta costruendo la sua contro-rete di alleanze. Il paragone con il modello americano basato su formali trattati di alleanza (col Giappone e la Corea del Sud, o con i partner europei del Patto Atlantico) è fuorviante. L' economia, il commercio, le infrastrutture possono creare una comunità d' interessi altrettanto solida dei trattati formali. Gli investimenti della Cina attraverso la Bri fanno gridare al neocolonialismo, ma lo stesso tipo di proteste si levarono negli ambienti antiamericani dell' Europa occidentale verso il Piano Marshall.

via della seta mongolia

 

xi jinping

L' altro aspetto interessante è il cordone di infrastrutture terrestri che attraverso l' Asia centrale, dal Pakistan al Kazakstan, promettono di ridurre la dipendenza della Cina dalle superpetroliere che attraversano lo Stretto di Malacca. Quel passaggio navale è la vena giugulare dove le flotte militari Usa potrebbero strangolare Pechino in caso di conflitto.

 

In futuro potrebbe non essere più così vitale. Il corridoio Cina-Pakistan ridurrebbe la distanza dal Medio Oriente alla Cina dagli attuali 12.900 km a soli 3 mila. Kashmeri, che è cresciuto a Mumbai, osserva che anche la sua India pur non aderendo formalmente alla Bri per motivi politici, è una delle maggiori beneficiarie di quegli investimenti cinesi.

ESPANSIONE DELLA CINA IN AFRICApaolo gentiloni con xi jinping al forum per la via della seta 1 VIA FERROVIARIA DELLA SETACINA E AFRICACINA SUD AFRICAESPANSIONE DELLA CINA IN AFRICA DONALD TRUMP XI JINPING

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…