urbano cairo rcs blackstone corriere della sera

DAL CAIRO A NEW YORK, PIOVONO PIETRE NERE - BLACKSTONE FA UNA NUOVA CAUSA, STAVOLTA PERSONALE, CONTRO URBANETTO, DOPO CHE IL GIUDICE DI MANHATTAN HA SOSPESO IL PROCEDIMENTO IN ATTESA DELL'ARBITRATO MILANESE. IL FONDO CHE SI È COMPRATO GLI IMMOBILI CHE FURONO DEL ''CORRIERE DELLA SERA'' VUOLE 300 MILIONI DI DANNI, POCO GLI IMPORTA SE ARRIVANO DA RCS O DA CAIRO IN PERSONA. LA GUERRA VA AVANTI: ANCHE SE PERDE L'ARBITRATO, BLACKSTONE NON INTENDE FERMARSI

 

Paolo Mastrolilli per “la Stampa

 

urbano cairo foto mezzelani gmt008

Blackstone alza il tiro nella disputa contro Rcs, facendo causa personalmente a Urbano Cairo. Il fondo americano infatti ha presentando un nuovo "Complaint" davanti alla Supreme Court dello stato di New York, con cui accusa il presidente della casa editrice italiana di aver interferito con la vendita della sede storica del Corriere della Sera, e chiede di condannarlo a pagare fino a 300 milioni di dollari di danni.

 

Cairo al momento non commenta, perché non ha ancora ricevuto la notifica.

 

La cessione

Nel novembre del 2013 Rcs aveva venduto i tre stabili di via Solferino, via San Marco e via Balzan a Blackstone, per 120 milioni di euro, affittando poi una parte dei locali. Il 10 luglio 2018 Milano Finanza ha scritto che Blackstone stava rivendendo gli immobili ad Allianz per 250 milioni di euro.

 

FONDO BLACKSTONE

Tre giorni dopo gli americani hanno ricevuto una lettera dal presidente di Rcs, che dichiarava nullo l' atto del 2013 perché il fondo si era approfittato delle difficili condizioni della sua compagnia per costringerla a svendere in maniera svantaggiosa gli edifici. Il 9 novembre la casa editrice ha chiesto un arbitrato a Milano per risolvere la disputa, e il 20 novembre Blackstone ha risposto presentando un "Complaint" alla Corte Suprema dello stato di New York, domandando che riconosca la validità dell' acquisto e condanni Rcs a pagare i danni.

 

L' arbitrato

 

sede del corriere della sera in via solferino a milano 3

Il 24 aprile scorso il giudice Saliann Scarpulla ha sospeso la causa a New York, dando la precedenza all' arbitrato di Milano, che è cominciato il 15 aprile e riprenderà a settembre. Il 22 però Blackstone ha presentato la nuova causa, sperando di notificarla a Cairo durante un suo previsto viaggio negli Usa. Il presidente di Rcs però ha cancellato questa visita, e quindi ora i documenti gli verranno consegnati in Italia secondo la convenzione dell' Aja.

 

La prima causa di Blackstone aveva preso di mira la Rcs, sostenendo che l' acquisto della sede del Corriere era legale, e il tentativo di annullarlo cinque anni dopo era un atto di estorsione, avviato per impedire la rivendita ad Allianz. La seconda causa sostiene gli stessi argomenti, ma stavolta colpisce personalmente Cairo, perché lui è l' attore principale dell' iniziativa presa per danneggiare il fondo americano.

 

La reazione dell' editore

 Il presidente di Rcs ieri ha deciso di non commentare, perché non ha ancora ricevuto la notifica.

 

Il 24 aprile ha vinto il primo round di questa sfida, perché Scarpulla ha sospeso il procedimento di New York, dando la precedenza all' arbitrato di Milano. La giudice è sembrata molto scettica sulla sua competenza a prendere il caso, perché la transazione originaria e tutti gli atti relativi sono avvenuti in Italia. Questo potrebbe far supporre che assumerà lo stesso atteggiamento nei confronti della nuova causa contro Cairo.

 

Battaglia legale

I legali di Blackstone però danno un' interpretazione diversa.

sede del corriere della sera in via solferino a milano 1

Loro riconoscono che Scarpulla è apparsa scettica riguardo la sua giurisdizione sulla transazione originaria, ma invece non lo è stata sull' eventuale giudizio relativo all' interferenza di Rcs nella rivendita degli immobili ad Allianz, perché questa azione è avvenuta in un momento successivo e ha danneggiato una compagnia basata a New York. In ogni caso, anche se Scarpulla chiudesse definitivamente il procedimento a Manhattan, gli avvocati di Blackstone sono pronti a fare causa a Cairo anche a Milano.

 

Se vinceranno l' arbitrato, la useranno per ottenere personalmente da lui il pagamento dei danni, che stimano in circa 300 milioni di dollari.

Se lo perderanno, valuteranno il dispositivo della sentenza per decidere come procedere, ma comunque avvertono che non si fermeranno.

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?