francesco gaetano caltagirone alessandro profumo

CALTA, CHE COLPO! - FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE STA PER RILEVARE LA SEDE DI LEONARDO-FINMECCANICA A PIAZZA MONTE GRAPPA, A ROMA - L'IMMOBILIARISTA NE FARÀ UN HOTEL DI LUSSO - IL COLOSSO DELLA DIFESA È DESTINATO A SPOSTARSI IN AFFITTO ALLE TORRI DELL'EUR, DI PROPRIETÀ DI CASSA DEPOSITI E PRESTITI CHE E’ CONTROLLATA DAL MEF (PER L'83%) CHE È ANCHE IL PRIMO AZIONISTA DI LEONARDO CON IL 30,2%. E IL CERCHIO E’ CONCLUSO…

Francesco Bonazzi per “la Verità”

francesco gaetano caltagirone

 

Un bell'albergone di lusso a cinque di stelle, otto piani più roof garden, con vista sul Cupolone e su tutta Roma. Francesco Gaetano Caltagirone sta per piazzare un colpo da maestro, anche se il suo cuore batte da anni più per l' alta finanza. C' è che il palazzo che sta trattando in piazza Monte Grappa, quartiere delle Vittorie, non è però un immobile qualsiasi.

 

È una bellissima costruzione tutta in vetro e cemento, su una piazza affacciata sul Tevere, che è da sempre la sede di Leonardo-Finmeccanica. Già, perché se la si vuol vedere dal lato del colosso italiano della difesa e dell' aerospazio, controllato dallo Stato e quotato in Borsa, la notizia è che Leonardo si sta vendendo la storica casa di proprietà per andare in affitto all' Eur.

 

alessandro profumo

Questa complessa operazione immobiliare non ha ancora i crismi dell' ufficialità, ma l'indiscrezione gira da tempo e il dossier dovrebbe andare nel prossimo cda. Caltagirone, oltre a essere azionista di peso delle Generali di Trieste, a Roma controlla il Messaggero e costruisce di tutto, dalla metropolitana agli alloggi. Ha una liquidità inimmaginabile per chiunque altro nella Capitale ed era sicuramente il partner giusto per Alessandro Profumo, ad di Leonardo in scadenza la prossima primavera.

 

Stime sul valore del palazzo non ne girano, ma il prezzo dovrebbe essere alto e avere un impatto importante sul bilancio di Leonardo. Il che, con dei conti buoni ma non entusiasmanti, è pur sempre gradito al management in scadenza. Del resto, anche per trasformare il palazzo di vetro in albergo, la ristrutturazione non dovrebbe essere un'odissea perché la struttura è in ottime condizioni.

 

LA SEDE DI LEONARDO FINMECCANICA A PIAZZA MONTE GRAPPA

Il fatto sorprendente, a parte un colosso di questo prestigio internazionale che si vende la sede e va in affitto, è che un paio di mesi fa lo stesso Profumo aveva bloccato tutto.

Si era sparsa la voce che gli uffici centrali della società sarebbero stati trasferiti all' ex palazzone Unicredit dell' Eur, non lontano dal laghetto, ma pagare l'affitto alla banca guidata per tanti anni dallo stesso Profumo era sembrato un po' ardimentoso.

 

Dossier riposto, fino a quando a qualcuno, probabilmente al ministero dell' Economia e finanze retto da Roberto Gualtieri, viene in mente che i transfughi di Leonardo potrebbero installarsi nelle Torri dell' Eur, di proprietà di Cassa depositi e prestiti. Si tratta delle torri Ligini, due grattacieli del 1962 non proprio bellissimi e che per giunta sono stati abbandonati per anni dopo che il ministero delle Finanze li ha lasciati.

 

ROBERTO GUALTIERI

Da pochi mesi, la Cdp, che ne è proprietaria, ha avviato i lavori di ristrutturazione, con una spesa prevista in 100 milioni di euro e per una durata di tre anni. Questo significa che Profumo dovrebbe vendere a Caltagirone, ma poi gli pagherebbe l' affitto per quattro anni. Da tempo, poi, ci si chiedeva anche in Campidoglio, che sull' area aveva un problema di degrado, come sarebbero stati riempiti quei due grattacieli in tempo di crisi.

 

170esimo anniversario di cassa depositi e prestiti l'intervento di giuseppe conte 2

La quadratura del cerchio sarebbe appunto il polo direzionale di Leonardo, con ricco affitto da pagare alla Cassa. E qui l' operazione torna circolare, perché il Mef controlla l' 83% della Cdp, ma è anche il primo azionista di Leonardo con il 30,2% ed esprime, direttamente o indirettamente, molti consiglieri di amministrazione in Piazza Monte Grappa. Motivo per il quale, al di là del fatto che il Mef in qualche modo pagherà l' affitto a se stesso, il via libera formale all' operazione non sarà una passeggiata, dal punto di vista dell' indipendenza del board di Leonardo. Se andrà in porto, però, Profumo avrà un' arma in più per ottenere il quarto mandato dal Tesoro, perché a occupare le Torri dell' Eur risolve un bel problema. E Caltagirone, prima di darsi al turismo di lusso, incasserà pure l' affitto.

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…