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CANE A 5 STELLE (E SEI ZERI) - IL CDA DI ENI BACCHETTA LA PRESIDENTE LUCIA CALVOSA PER LE NOTE SPESE - L'AMICA DI BUFFAGNI ED EX MEMBRO DEL CDA DEL "FATTO", OLTRE AL MEZZO MILIONE LORDO DI STIPENDIO ALL’ANNO, HA SOSTENUTO "DAL 14 MAGGIO AL 31 DICEMBRE 2020 SPESE E ONERI PER SERVIZI DI ALLOGGIO E TRASPORTO PER 206 MILA EURO" - ENEL-ENDESA, UN "GETTONE D'ORO" DA 208 MILA EURO PER L'EX PATRIZIA GRIECO…

Fabio Calcagni per www.ilriformista.it

 

LUCIA CALVOSA

I benefit di Lucia Calvosa costano troppo, tanto da spingere il Cda di Eni ad intervenire.  La presidente del gruppo del “cane a sei zampe”, una nomina ‘caldeggiata’ fortemente da Marco Travaglio tramite il Movimento 5 Stelle, essendo la Calvosa un ex membro del Consiglio di amministrazione del Fatto Quotidiano, è finita nel mirino per alcune spese ritenute eccessive.

 

marco travaglio canta renato zero da panariello 1

Costi emersi dalla “Relazione sulle remunerazioni 2021” pubblicata sul sito Eni e che tirano in ballo la numero uno della multinazionale italiana partecipata dal Tesoro, che nel maggio 2020 ha indicato Calvosa come presidente.

 

‘Contro’ Calvosa, scrive Repubblica, è intervenuto il Cda di Eni che ha chiesto di limitare le spese per alloggio a 100mila euro l’anno: il giornale di Largo Fochetti scrive che la numero uno del gruppo, da sempre considerato “braccio operativo” della Farnesina in territori a rischio, avrebbe dato “piena disponibilità” a pagare ogni eccedenza.

Descalzi Marcegaglia

 

Il richiamo alla Calvosa arriva in particolare per alcune spese extra al già lauto compenso che riceve da presidente, ovvero 500 mila euro lordi annui, 90 mila previsti dall’assemblea e 410 mila aggiunti dal cda il 4 giugno scorso “per deleghe conferite”. Nella relazione citata da Repubblica si legge che “dal 14 maggio al 31 dicembre 2020“, ovvero in otto mesi, “ha sostenuto spese e oneri per servizi di alloggio e trasporto collegati all’esercizio del ruolo di Presidente per 206mila euro”.

 

claudio descalzi

Per fare un confronto con l’ex presidente di Eni Emma Marcegaglia, quest’ultima nei primi quattro mesi e mezzo dell’anno aveva speso 21 mila euro per le stesse due voci. L’azienda ha spiegato che questi 206mila euro sono composti “da 152 mila euro di spese alberghiere e servizio di trasporto, e da 54 mila euro di spese relative all’alloggio poi assegnato dal febbraio 2021”.

 

LAURA CASTELLI STEFANO BUFFAGNI PAOLA PISANO

La differenza con la gestione Marcegaglia sarebbe dovuta, secondo Eni, “dalla diversa frequenza di utilizzo dei servizi, ovviamente maggiore per Lucia Calvosa che si trovava nel periodo di insediamento”, mentre gli standard di alloggio e trasporto “sono sostanzialmente analoghi a quelli offerti ai presidenti precedenti”.

 

Secondo quanto ricostruito da Repubblica, Calvosa avrebbe alloggiato in albergo a Roma, a differenza dell’ex Marcegaglia che usava un alloggio personale, spostandosi poi da Pisa alla Capitale con un’auto a pagamento, mentre altri dirigenti Eni usano la flotta aziendale. Quest’ultime ovviamente non lasciano tracce nei documenti ricadendo tra i costi aziendali.

patrizia grieco

 

ENEL, UN "GETTONE D'ORO" PER LEX PATRIZIA GRIECO…

Andrea Greco per “la Repubblica” - Estratto

Quanto a Enel, si sa che l'ex presidente Patrizia Grieco la lasciò controvoglia. La dirigente esperta di governance (è presidente uscente del Comitato per la corporate governance italiana, dove proprio Calvosa la sostituirà a breve) voleva restare: ma le pressioni dei M5s favorirono un ricambio, e la spuntò il legale Michele Crisostomo.

 

francesco starace maria patrizia grieco

Il Tesoro azionista chiese allora a Grieco di spostarsi a Mps, banca sotto aiuti di Stato e quindi con tetti severi ai compensi dell'Antitrust Ue. La presidente Mps ha avuto, in sette mesi e mezzo, solo 68 mila euro, rateo dei 108 mila prima toccati a Stefania Bariatti. Tuttavia Grieco, che da presidente Enel prendeva 450 mila euro, ha conservato un "gettone" da 208 mila euro per partecipare al cda di Endesa, controllata spagnola di Enel dove siede come consigliere ordinario senza deleghe.

 

Uno degli 11 che affiancano presidente, vicepresidente e ad, in cambio di somme che variano tra 138 mila e 243 mila euro l'anno. Tra l'altro vicepresidente di Endesa è proprio Francesco Starace, che pur avendo ricevuto 6,86 milioni di euro di compensi 2020 come ad dell'Enel, non è stato pagato per il ruolo in Endesa (le buone prassi di governance non prevedono compensi per cariche poco operative nelle controllate). Grieco è stata nel cda Endesa tutto il triennio precedente, ricevendo doppi compensi fino al maggio scorso.

LUCIA CALVOSA

 

BUFFAGNI CONTE

 

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