carne cresciuta in laboratorio

LA CARNE CRESCIUTA IN LABORATORIO È GIÀ PASSATA DI MODA? - LE PRINCIPALI AZIENDE SPECIALIZZATE IN PROTEINE VEGETALI CHE REPLICANO CARNE, LATTE E DERIVATI, HANNO PERSO DAL 70 AL 90% DEL LORO VALORE IN BORSA - I MOTIVI DEL CROLLO SONO DIVERSI: LA DIMINUZIONE DEI CLIENTI CHE RITENGONO LE "PLANT BASED ALTERNATIVES" PIÙ SALUBRI PER LA DIETA E PIÙ SOSTENIBILI PER L'AMBIENTE, I RINCARI ALIMENTARI, MA ANCHE…

Andrea Greco per “la Repubblica”

 

CARNE CRESCIUTA IN LABORATORIO

È una nicchia con immense prospettive di crescita, in un mercato da 1.000 miliardi di dollari. Ma nel 2022 la crescita dell'alternative food , le proteine vegetali che replicano carne, latte e derivati, è ferma. Una crisi di risultati e anche culturale, davanti a un'inflazione che induce i consumatori a concentrarsi sui beni tradizionali. In Borsa gli effetti sono già evidenti: a New York il plotoncino dei marchi pionieri - da Beyond meat a Oatly, Tattooed chef, Impossible foods, Benson hill - in pochi mesi ha perso dal 70 al 90% rispetto ai picchi 2021.

 

laboratori carne sintetica 2

I consulenti di Deloitte, basandosi sulla loro annuale statistica Future of fresh, trovano tre cause per la frenata delle proteine vegetali (dette Pba, Protein based alternatives ). La prima è la scalata al mercato globale meno roboante rispetto alle attese: Bloomberg intelligence censiva un giro d'affari 2020 di 30 miliardi di dollari, vedendolo quintuplicato a 162 miliardi nel 2030, ma i dati 2022 mostrano che, del 47% di consumatori che negli Usa «qualche volta compra carne Pba», la quota di chi è disposto a pagarla di più è scesa del 9%, e calano anche i clienti che la ritengono più salubre per la dieta (-8%) e più sostenibile per l'ambiente (-5%).

laboratori carne sintetica

 

Proprio i rincari alimentari, a due cifre percentuali, sono per Deloitte il secondo fattore frenante. «Pagare di più per le proteine vegetali è chiedere molto al consumatore, che in questa fase semmai preferisce pagare di più per garantirsi buoni cibi tradizionali », rileva la ricerca. E poco importa se lo scarto di prezzo tra cibi tradizionali e alternativi si sia ristretto in questi mesi, per il rincari del 10-20% dei primi. Sui dati 2021, prima che tornasse a soffiare l'inflazione, Nielsen aveva censito un costo medio doppio per la carne bovina vegetale rispetto a quella animale, di oltre quattro volte per il pollo e di oltre tre per il maiale.

 

pollo coltivato in laboratorio

La terza "zeppa" riguarda i benefici dei cibi alternativi, che sempre più consumatori mettono in dubbio, specie per gli aspetti alimentari. Deloitte suggerisce a produttori e investitori, che dal 2010 hanno versato 10 miliardi e non smettono di cercare la proteina del futuro, tre strategie: «Esplorare nuove forme di penetrazione dei mercati, ridurre il divario dei costi, creare prodotti sani e anche gustosi ». Obiettivi difficili, ma «indispensabili per tornare a crescere forte ».

cotoletta con pollo coltivato in laboratorio

 

I dati trimestrali dicono, invece, che i pionieri difendono a fatica i ricavi, mentre sono le perdite ad aumentare a due cifre. Oatly, leader svedese nei prodotti caseari alternativi, ha aumentato di pochi spiccioli i ricavi, a 183 milioni, ma tagliato le attese 2022 di 100 milioni, e tra luglio e settembre il rosso è salito a 107 milioni, quarto trimestre di fila in perdita. Oatly prova a rimediare con drastici tagli del costo del lavoro (il 25%), senza dire quante persone riguardi.

 

«Dati inferiori alle nostre aspettative, specie per le restrizioni Covid in Asia, i problemi della catena produttiva americana e gli effetti valutari», ha detto l'ad Toni Petersson. Beyond meat, leader delle carni vegetali fornitore di Mc Donald's e Whole Foods (e di supermercati e catene italiane), il 10 ha annunciato «risultati deludenti », con ricavi giù del 22% a 82 milioni e un rosso di 101 milioni. Subito è partita la «significativa riduzione dei costi operativi» e un'azione di marketing verso «i segmenti con miglior bilanciamento tra crescita a breve termine e opportunità a lungo termine». L'Eldorado resta lontano.

 

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