conte palermo benetton

CASELLI DI SABBIA – IL VERO MOTIVO PER CUI I BENETTON E IL FONDO ATTIVISTA “TCI” DI HOHN LA FANNO TANTO LUNGA È CHE VOGLIONO GUADAGNARE PIÙ SOLDI POSSIBILI DALLA NAZIONALIZZAZIONE DI AUTOSTRADE – MA QUANTO VALE DAVVERO ASPI? DIPENDE A QUALI ANALISTI CHIEDETE: SECONDO FIDENTIIS 9,1 MILIARDI. PER EQUITA INTORNO AI 6,5…

LUCIANO BENETTON

1 – I BENETTON VENDERANNO CARA LA PELLE: STANNO CERCANDO DI ALLUNGARE IL PIÙ POSSIBILE LE TRATTATIVE PER LA CESSIONE DI ASPI, PORTANDOLE ALL’AUTUNNO, QUANDO IL GOVERNO POTREBBE CADERE

https://www.dagospia.com/rubrica-4/business/lotta-all-39-ultimo-casello-benetton-venderanno-cara-pelle-stanno-243961.htm

 

2 – QUAL È IL VERO OBIETTIVO DEL FONDO “TCI”, AZIONISTA DI ATLANTIA E GESTITO DA CHRISTOPHER HOHN? MA È OVVIO! SPREMERE IL LIMONE AL MASSIMO – HOHN DICE CHE L’OPERAZIONE SU AUTOSTRADE È ILLEGALE E CHIEDE CHE AVVENGA A UN GIUSTO PREZZO, E NEL FRATTEMPO...

carlo bertazzo

https://www.dagospia.com/rubrica-4/business/attenzione-avvoltoi-autostrada-ndash-qual-vero-obiettivo-243003.htm

 

 

3 – PER AUTOSTRADE QUOTAZIONE O VENDITA ALL'ASTA ATLANTIA PUNTA A 9,1 MILIARDI

Camilla Conti per “la Verità”

 

Inaugurato il ponte di Genova, i Benetton cambiano registro sulle Autostrade: chiudono le porte a Cdp e alzano lo scontro con il governo Conte che così si ritrova in un cul de sac.

 

Nel bel mezzo della trattativa con Cassa depositi e prestiti sulla prevista entrata di quest' ultima nel capitale della controllata Autostrade per l'Italia, Atlantia ha infatti sparigliato le carte tirando fuori due nuove opzioni alternative a quelle concordate il 14 luglio a Palazzo Chigi: la prima è vendere l'intera partecipazione in Aspi (88%) attraverso un processo competitivo internazionale a cui Cdp può anche partecipare a sua scelta insieme ad altri investitori istituzionali.

 

GIUSEPPE CONTE FABRIZIO PALERMO

La seconda è veicolare l'intera partecipazione in Autostrade creando un veicolo da quotare in Borsa. Non solo. Per esaminare e approvare il progetto di scissione, ha convocato un cda straordinario per il 3 settembre. Forse sperando - dicono i maligni - che si arrivi prima a una crisi di governo.

 

Due nuove strade che mettono dunque all'angolo i vertici di Via Goito con cui, dice Atlantia, non si riesce a trovare un accordo.

il ponte morandi a genova

 

Eppure sembrava ormai raggiunta un'intesa di massima sullo schema dell'operazione a parte il nodo della manleva richiesta da Cassa (e prevista dalla prassi per questo tipo di operazioni) e quello relativo a un eventuale aggiornamento del prezzo dell'aumento di capitale riservato a Cdp dopo l'Ipo della nuova società. Poi, l'improvviso voltafaccia per tirare su il prezzo dell'uscita.

roberto tomasi autostrade per l'italia

 

Con l'ipotesi di vendere l'88% con un'asta pubblica. Ieri Edizione, la holding dei Benetton, ha scritto in una nota che venderà a condizioni di mercato la quota in Aspi entro 18 mesi dall'eventuale efficacia della scissione e quotazione in Borsa condividendo le operazioni proposte da Atlantia. Dal ministero dei Trasporti guidato da Paola De Micheli fino a ieri sera non sono arrivate reazioni.

il crollo del ponte di genova i lavori di soccorsi

 

Nelle ultime settimane il Mit ha ribadito più volte che «in caso di mancato rispetto degli impegni negoziali assunti è prevista la risoluzione del rapporto concessorio per grave inadempimento».

 

Che fine hanno fatto le minacce di revoca della concessione? Nel frattempo, anche alcuni soci di minoranza di Atlantia hanno alzato le barricate contro Roma schierandosi dalla parte dei Benetton: il fondo inglese Tci (che possiede più del 5% della holding) ha integrato il suo ricorso presentato lo scorso 21 luglio alla Commissione Ue contro l'articolo 3 del Milleproroghe e la condotta del governo Conte che «ha costretto Atlantia a una transazione svantaggiosa» su Autostrade che condurrebbe a una «esproprio di fatto» degli interessi degli azionisti» e che «tocca i principi del mercato interno», in particolare la libera circolazione dei capitali.

giuseppe conte paola de micheli

 

In entrambe le opzioni prospettate al gruppo autostradale - scrive l'hedge fund - «il governo italiano, nel perseguire un mero interesse politico ed economico, porterà avanti un illegittimo esproprio degli interessi degli azionisti sia di Atlantia che di Aspi», in «palese violazione del diritto europeo» dal momento che «ogni esproprio deve essere fatto nel pubblico interesse, con una procedura amministrativa trasparente e su pagamento di una indennità proporzionata».

 

fabrizio palermo

Anche se il governo stesse agendo nell'interesse alla sicurezza autostradale, «imporre condizioni che minacciano i diritti dei investitori non sarebbe comunque una misura proporzionata» e «non c'è alcuna prova che la gestione dell'infrastruttura da parte di società di Stato migliorerebbe la sicurezza».

 

Per questi motivi, Tci chiede alla Commissione europea di «intervenire in questa situazione e convincere il governo italiano ad assicurare che i principi europei sopracitati siano rispettati».

 

il crollo del ponte di genova i lavori di soccorsi

Nel mirino di Tci c'è ovviamente uno dei punti chiave della trattativa: la formazione del prezzo di Aspi che, secondo il fondo attivista, avverrebbe in modo poco chiaro e non trasparente.

 

Ma quanto vale Autostrade? Nei calcoli degli analisti di Fidentiis, circa 9,1 miliardi, mentre Telepass ha un valore stimato attorno agli 1,7 miliardi. Un report di Equita di metà luglio metteva in evidenza che la holding ha in carico oggi l'88% di Aspi a 5,8 miliardi di euro e la Sim stimava che questo potrebbe essere il valore della transazione, considerano il 100% della società autostradale per 6,5 miliardi. Fidentiis, invece, la valuta circa un terzo di più, soprattutto se potrà essere valorizzata tramite spin off o per asta competitiva.

CHRISTOPHER HOHN

 

Sullo sfondo va però considerato anche il calo del traffico delle reti gestite da Autostrade imposto dal Covid che sta avendo un impatto negativo sulla capacità di generazione di cassa delle società del gruppo. Il peso sui ricavi da pedaggio di Aspi è stimabile in una riduzione compresa tra 800 milioni e un miliardo di euro. Mentre finanza e politica si scontrano al casello, gli italiani restano fermi in coda.

 

 

Ieri è stata una nuova giornata di caos nelle autostrade del nodo genovese, nonostante il nuovo viadotto Genova San Giorgio riaperto due anni dopo il crollo del Morandi e la fine delle ispezioni nelle gallerie.

il nuovo ponte di genova 2

 

Lunghe code hanno bloccato automobilisti e camionisti soprattutto sulla A12 Genova-Livorno e sulla A7 Genova-Milano. In A12, in particolare, si registra una coda da Nervi a Chiavari, in direzione Livorno. Coda di tre chilometri in A7, in direzione Milano, tra Genova Ovest e il bivio tra l'A7 e l'A12.

 

In A10, in direzione Genova, altro stop di due chilometri tra Pegli e Aeroporto, mentre tre chilometri di coda hanno congestionato il traffico in A26, in direzione Genova, tra Ovada e Masone.

             

 

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”