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CEDO SULLA CEDOLA – LE BANCHE TORNANO ALLA NORMALITÀ! LA BCE HA DECISO DI RIMUOVERE, DAL PRIMO OTTOBRE, LE LIMITAZIONI A DIVIDENDI E BUYBACK, CHE ERANO STATI SOSPESI PER VIA DEL COVID - IN ITALIA GLI OCCHI SONO CONCENTRATI ESSENZIALMENTE SU INTESA SANPAOLO, UNICREDIT E MEDIOBANCA. CHE ORA SI PREPARANO A RIVERSARE AGLI AZIONISTI PIÙ DI 4 MILIARDI...

1 - BANCHE, VIA LIBERA BCE ALLE CEDOLE

Isabella Bufacchi per “il Sole 24 Ore”

 

christine lagarde

Ritorno alla normalità per i dividendi e i buy back delle banche europee. La vigilanza bancaria della Bce ha deciso ieri di non estendere oltre il 30 settembre le limitazioni sulla distribuzione degli utili e sul riacquisto di azioni proprie entrate in vigore lo scorso 15 dicembre e valide fino alla fine del terzo trimestre di quest' anno. Si tratta della prima apertura totale della Bce/Ssm dopo le chiusure su dividendi e buy-backs introdotte nel marzo 2020 fino al primo gennaio 2021 e dopo le restrizioni annunciate lo scorso 15 e valide fino al 30 settembre.

 

Andrea Enria x

La decisione è stata presa sulla base delle ultime proiezioni macroeconomiche degli esperti dell'Eurosistema, che hanno «confermato la ripresa economica e indicato una riduzione dell'incertezza» (si veda articolo a pag. 3), fattori che migliorano l'affidabilità della traiettoria del capitale delle banche in prospettiva.

 

Dal primo ottobre, dunque, la Bce tornerà ad applicare il vecchio metodo di valutazione dei piani di distribuzione del capitale delle singole banche, con il solito approccio caso per caso e ripristinando il normale processo di supervisione.

 

banche liquidita

Nel cancellare le raccomandazioni che hanno limitato dividendi e buy back finora quest' anno - nel primo trimestre la distribuzione degli utili delle banche europee vigilate dalla Bce è stata pari a un totale di 10 miliardi - il Meccanismo unico di vigilanza guidato da Andrea Enria ha invitato le banche alla «prudenza», a tenere nella giusta considerazione la sostenibilità dei modelli di business, a non sottovalutare il rischio di un aumento delle perdite quando scadranno le misure di sostegno.

 

La Bce ha ricordato ieri alle banche che tornerà a valutare caso per caso, nel dialogo con ogni singolo istituto, la «traiettoria del capitale»: analizzerà le proiezioni del capitale, guardando in avanti nei piani delle banche e soppeserà la solidità del capitale e la resilienza ad assorbire e coprire i rischi in prospettiva. Dividendi e buy-backs sono elementi importanti di questa valutazione, come gli aumenti di capitale, la gestione della ponderazione dei rischi, le misure strutturali per migliorare la redditività.

 

christine lagarde con mario draghi

L'analisi della Bce sul capitale delle banche è proiettata in avanti (forward looking) con una valutazione che utilizzerà (non in maniera meccanica e automatica) anche i risultati degli stress test 2021 resi noti il prossimo 30 luglio. Lo stress test Eba riguarda 50 banche di cui 38 significative dell'area dell'euro vigilate dall'SSM, pari al 70% degli attivi del settore bancario dell'area dell'euro: l'esercizio, lanciato nel gennaio 2021, prevede due scenari macroeconomici, uno base elaborato dalla Bce e uno avverso messo a punto dall'ESRB (Comitato europeo per il rischio sistemico).

 

La Bce/Ssm lo stesso giorno pubblicherà i risultati dello stress test da lei condotto su altre 51 istituzioni significative, per valutare la resilienza in situazioni di mercato avverse con una proiezione bottom-up fino al 2023. La vigilanza intende utilizzare i risultati degli stress test per intercettare le vulnerabilità del profilo di rischio delle banche.

Andrea Enria AB

 

Allo stesso tempo, in merito al capitale la Bce non intende considerare i risultati degli stress test come fossero un test per determinare automaticamente se e come le banche debbano remunerare gli azionisti. Tra l'altro esistono già meccanismi di regolamentazione bancaria sull'ammontare massimo distribuibile. I supervisori torneranno a controllare in maniera approfondita i modelli di valutazione del rischio di credito per testare la credibilità dei piani delle banche sul capitale, cioè in che misura le banche prevedono di avere sufficiente capitale negli anni futuri, anche nel caso di scenari avversi.

 

La Bce si aspetta che le banche comunichino alla vigilanza i piani di distribuzione del capitale prima di annunciarli ai mercati. Il divieto totale sulla distribuzione di dividendi e buybacks nel 2020 ha congelato 30 miliardi di capitale.I primi nove mesi del 2021 sono stati per contro in segno alla transizione verso la «normalizzazione»

 

ALBERTO NAGEL CARLO MESSINA

Nell'ambito di un pacchetto di misure temporanee ed eccezionali come la pandemia, nel marzo 2020 la Bce/Ssm ha chiesto alle banche di non pagare i dividendi, inclusa la distribuzione delle riserve, e di astenersi dal riacquisto di azioni proprie per gli esercizi finanziari 2019 e 2020 fino almeno all'1 ottobre 2020. Il 28 luglio la Bce/Ssm ha poi aggiornato questa posizione, raccomandando alle banche di non pagare i dividendi fino al primo gennaio 2021.

 

andrea orcel di unicredit

 Il 15 dicembre è arrivato un ulteriore aggiornamento, con limitazioni su dividendi e buybacks fino al 30 settembre 2021. Tutte queste raccomandazioni hanno avuto l’obiettivo di preservare un’ampia capacità delle banche di assorbire (in modo ordinato) le perdite potenziali nella crisi pandemica e al contempo di sostenere l’economia reale continuando a erogare credito a famiglie, Pmi e grandi imprese in un contesto di incertezza economica eccezionale.

 

2 - IL VIA LIBERA VALE 20 MILIARDI ENTRO FINE ANNO INTESA, UNICREDIT E MEDIOBANCA IN PRIMA FILA

Ma. Fe. Per “il Sole 24 Ore”

 

carlo messina

Dopo un anno e mezzo di dieta forzata, per i soci delle banche europee si avvicina un autunno ricco di consolazioni. Insieme a buona parte dei 20 miliardi di cedole sul bilancio 2020 finiti nel congelatore, dal 30 settembre prossimo diverse banche anticiperanno una quota del dividendo relativo all'esercizio in corso.

 

Al punto che, solo per i grandi gruppi, il semaforo verde arrivato ieri da Bce può mettere in moto un flusso cedolare extra per circa 20 miliardi, antipasto di un 2022 destinato - secondo le stime di Bank of America - a riversare sul mercato quasi 60 miliardi in contanti.

UNICREDIT INTESA SANPAOLO

 

Ogni banca fa naturalmente storia a sè. E non solo perché il regolare riserverà trattamenti personalizzati a ogni singolo istituto: in una cassetta degli attrezzi variegata, che oltre a cedole, anticipi e saldi comprende ad esempio lo strumento del buyback, ogni manager ha individuato la propria linea di azione.

 

Che in buona parte è già stata comunicata al mercato e ora dovrebbe trovare conferma con l'imminente tornata di semestrali.

 

andrea enria large

In Italia gli occhi sono concentrati essenzialmente su tra banche: Intesa Sanpaolo, UniCredit e Mediobanca. Per dimensioni e pay out, sono quelle che hanno i maggiori conti in sospeso con i propri azionisti, e che ora si preparano a riversare loro oltre 4 miliardi. La maggior parte arriveranno da Ca' de Sass: il ceo, Carlo Messina, è da gennaio che parla di una cedola doppia per l'autunno.

 

Dopo i 694 pagati in primavera, Intesa ha preannunciato un saldo fino ad arrivare al 75% dei 3,5 miliardi di utile netto rettificato 2020, dunque altri 1,9 miliardi. A cui, però, si aggiungerà una parte di quel 70% dell'utile netto che l'istituto si propone di erogare in dividendi cash a valere sui risultati del 2021.

 

Quanto? Messina non l'ha specificato, ma gli analisti contattati da Il Sole 24 Ore si aspettano mediamente un altro miliardo (almeno). In UniCredit invece lo strumento preferito è il buyback, riacquisto di azioni proprie che indirettamente fa aumentare il valore di quelle nelle tasche degli altri soci: esattamente un mese fa, il 25 giugno, la banca guidata da Andrea Orcel aveva chiuso un primo buyback da 178,7 milioni varato dalla gestione precedente, a cui dovrebbe aggiungersene ora un altro da 650 milioni.

Andrea Orcel

 

Sommando alle due operazioni di riacquisto i 268 milioni pagati in contanti il 21 aprile scorso, si arriva a 1,1 miliardi, per un dividend yield che pochi giorni fa gli analisti di Equita calcolavano di poco superiore al 6%, nella stessa area di Intesa Sanpaolo.

 

Chi si prepara a staccare un altro assegno è anche Alberto Nagel, consapevole che il miglior modo per tenere a bada i propri azionisti in fermento è remunerarli: in ballo, all'assemblea in calendario per ottobre ci dovrebbe essere una cedola da 63 centesimi per azione (quasi 20 in più rispetto alle ultime due), pari a un ammontare totale di quasi 600 milioni distribuiti ai soci.

 

carlo messina

Dietro ai tre c'è una pattuglia di istituti - come BancoBpm e Bper - in posizione attendista: è probabile che prima di procedere a cedole extra aspetteranno di fiutare l'aria e quel che si attende il mercato, con cui d'altronde non sono state particolarmente generose nei tempi recenti. Tutt' altro discorso per le banche rete e le banche specializzate.

 

Come Banca Mediolanum e Banca Generali, tra le più scottate dalla linea dura Bce, di cui hanno pagato il prezzo a dispetto di modelli di business che le mettono al riparto dai rischi al centro delle preoccupazioni del regolatore. Equita Sim vede a portata un dividend yield rispettivamente pari al 9,1% e al 7,8%, valori superiori alle banche tradizionali e paragonabili al 12,2% a cui può attestarsi un istituto specializzato come Banca Farmafactoring.

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