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CHI TROVA UNA BORSA, TROVA UN TESORO - ALESSANDRO RIVERA, DG DEL MINISTERO DELL'ECONOMIA, È TRA I FAVORITI A GUIDARE BORSA DI MILANO, CHE È STATA MESSA SUL MERCATO DA LONDON STOCK EXCHANGE. A SOSTENERLO SAREBBE LA CORDATA DI CDP INSIEME CON EURONEXT, GRADITA AL TESORO, DATI I BUONI RAPPORTI DI GUALTIERI CON LA FRANCIA. L'AD È STÉPHANE BOUJNAH, EX CONSIGLIERE DI STRAUSS KHAN. LA SCELTA SAREBBE QUINDI ANCHE POLITICA, NELLA FAMIGLIA SOCIALISTA EUROPEA. MA L'ITALIA ANCORA UNA VOLTA SI TROVEREBBE CONTROLLATA DA PARIGI…

 

Alessandro Da Rold per ''La Verità''

 

C'è una partita molto delicata che si sta giocando intorno alla cessione di Borsa di Milano da parte di London stock exchange. Riguarda da vicino un asset strategico per l'Italia, dal punto di vista geopolitico, ma tocca anche i delicati meccanismi della maggioranza Pd-5 stelle, nello specifico l'asse tra Cassa depositi e prestiti e Mef. Dalla fine di luglio la società che controlla il mercato azionario è in vendita. Gli inglesi vogliono incassare il più possibile, anche perché impegnati nell'acquisizione di Refinitv, per un affare da 21 miliardi di sterline. La presentazione delle manifestazioni di interesse per la nostra Borsa è scaduta il 21 agosto.

ALESSANDRO RIVERA

 

Nelle prossime settimane, con la presentazione delle offerte, si entrerà nella fase più calda delle trattative. Tutti gli analisti danno per scontato che Lseg (London stock exchange group) cederà tutto il gruppo e non solo Mts. Le proposte potrebbero essere 3, tutte di spessore, a dimostrazione dell'importanza di una piazza come Milano, una città in difficoltà nel post Covid ma che resta appetibile per i mercati, soprattutto dopo la Brexit. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a giugno aveva spiegato come «la stessa Borsa di Milano può svolgere un ruolo significativo nella ripartenza del Paese».

 

roberto gualtieri

C'è da scegliere il nuovo proprietario, ma si ragiona anche sulla governance. Ieri Mf-Dow Jones spiegava che uno dei possibili presidenti della nuova piazza Affari potrebbe essere Alessandro Rivera, il direttore generale del Mef, a cui da poco sono stati affidati poteri più ampi sulle nomine pubbliche. Scomodare Rivera rappresenterebbe un rimescolamento degli equilibri che reggono la maggioranza di governo. A quanto pare la cordata che vorrebbe portare il direttore generale a Milano è quella formata da Cdp insieme con Euronext, quest' ultima prima borsa internazionale nata nel Duemila, già presente a Parigi, Bruxelles, Lisbona, Amsterdam e Londra. Euronext sarebbe gradita al Tesoro, dati i buoni rapporti del ministro Roberto Gualtieri con la Francia.

 

L'amministratore delegato è Stéphane Boujnah, ex consigliere dell'ex ministro socialista Domenique Strauss Khan. Insomma la scelta di un partner di questo tipo sarebbe soprattutto politico, interno alla famiglia socialista europea. Ma potrebbe risultare penalizzante per l'Italia, che potrebbe sottostare alle volontà di Parigi. Non bisogna dimenticare che se l'operazione prenderà il via, tutto l'asset italiano dovrà confluire in Euronext. Sui listini di piazza Affari viaggia il nostro debito pubblico così come aziende strategiche del tipo di Eni, Leonardo e Tim. Nella nuova società il Mef avrà in teoria l'8%, quanto i francesi tramite la Borsa di Parigi.

 

BORSA DI MILANO PIAZZA AFFARI

Qui potrebbe trovare spazio l'opzione Rivera. Il condizionale è d'obbligo. È evidente che dovrà essere rivista la governance della nuova realtà, quindi bisognerà capire le deleghe che avrà l'amministratore delegato, che secondo gli analisti per garantire la continuità operativa e le ottime performance dovrebbe essere lo stesso, ovvero Raffaele Jerusalmi.In questa fase storico economica servirebbe una maggiore apertura ai mercati, coinvolgendo anche quelli medio orientali.

 

Questa potrebbe darla l'offerta degli svizzeri di Six che hanno da poco acquistato per 2,8 miliardi di euro la Borsa di Madrid battendo all'ultimo miglio proprio Euronext non solo per l'offerta economica più vantaggiosa ma anche per maggiori garanzie date alle istituzioni spagnole.In questo schema l'Italia avrebbe un ruolo più autonomo. La terza offerta di Deutsche Börse deve ancora prendere piede tra gli analisti pur conoscendo già Piazza Affari dopo la mancata fusione con Lseg.

 

Stephane Boujnah

Con gli svizzeri e i tedeschi il ruolo di Cdp sarebbe ridimensionato se via Goito confermasse il suo interesse ad essere alleata solo con Euronext. In ogni caso ognuna delle tre scelte va nella direzione di una Borsa sempre più integrata nel mercato dei capitali europeo. A vigilare sono il Mef, Banca d'Italia e una Consob, che grazie all'attivismo della Lega, oggi avrà diritto di parola nella nuova compagine azionaria.

 

euronexteuronext

 

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