CHI VIVENDI, NON VEDRÀ (UTILI) - I SOCI DI BOLLORÉ CONTESTANO LA CAMPAGNA D'ITALIA, CHE NON HA PORTATO GRANDI RISULTATI. IL FINANZIERE CERCA LA PACE CON MEDIASET E PURE CON TIM: AVREBBE RICEVUTO GARANZIE SULLA FUTURA NOMINA DI UN PRESIDENTE CONDIVISO E DI UN PAIO DI CONSIGLIERI INDIPENDENTI. VIVENDI OFFRIREBBE LE DIMISSIONI DELL'EX AD GENISH, CHE NON ARRIVERANNO FINCHÉ TELECOM NON AVRÀ RISOLTO IL CONTENZIOSO

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Sara Bennewitz per ''la Repubblica''

 

bollore de puyfontaine bollore de puyfontaine

L' ultima assemblea di Vincent Bolloré si conclude con una standing ovation per l' ex numero uno di Vivendi che lo scorso anno ha lasciato la presidenza al figlio Yannick e ieri la carica di consigliere al minore Cyrille. Ma mentre i soci riuniti a Parigi festeggiano un 2018 da record per Universal, criticano la campagna d' Italia su Telecom e Mediaset che ha causato perdite milionarie.

 

« Roma non è stata costruita in un giorno -commenta l' ad Arnaud de Puyfontaine -. Nelle ultime settimane abbiamo ricevuto segnali molto positivi, e siamo fiduciosi che l' investimento in Telecom darà i suoi frutti nel lungo termine » .

 

AMOS GENISH AMOS GENISH

Vivendi si aspetta nei prossimi mesi una riforma della governance, a suo dire sbilanciata a favore del fondo Elliott (9,5% di Tim), e che il socio francese di maggioranza relativa ( 23,9%) vorrebbe riequilibrare con un consiglio che meglio rappresenti l' azionariato e quindi anche la Cassa Depositi e Prestiti. La Cdp, invece al momento frena sulla governance dato che - oltre al 9,9% di Tim possiede anche il 50% di Open Fiber - ed è interessata a promuovere la fusione per creare un' unica società delle reti in fibra.

 

Fonti vicine ai francesi lasciano invece capire di aver ricevuto garanzie di un cambio in cda, della nomina di un nuovo presidente condiviso e di un paio di consiglieri indipendenti. In proposito anche Vivendi sarebbe pronta a fare la sua parte, magari offrendo le dimissioni dell' ex ad Amos Genish, che tuttavia non arriveranno finché Telecom non avrà risolto il contenzioso in corso contro il manager, a cui non è stato ancora riconosciuto quanto dovuto dal contratto. Tuttavia, se nei prossimi mesi Vivendi dovesse constatare che alle promesse non sono seguiti i fatti, il colosso francese non esclude di tornare all' attacco convocando una nuova assemblea.

bollore e de puyfontaine assemblea vivendi bollore e de puyfontaine assemblea vivendi

 

All' ultima assise del 29 marzo, tuti i soci avevano rinunciato allo scontro non mettendo ai voti la richiesta della revoca di metà dei consiglieri espressi dalla lista Elliott (richiesta che comunque non avrebbe coagulato la maggioranza dei voti); da allora il cda non è si è più riunito e le diplomazie avrebbero lavorato nelle retrovie.

 

Il primo consiglio della nuova era sarebbe invece in agenda per il 6 maggio, quando gli amministratori dovranno tornare a discutere diversi temi di governance. Il collegio sindacale avrebbe poi chiesto al cda di esaminare se il fondo Elliott, come Vivendi, debba essere considerato tra le parti correlate; regola che invece non si applicherebbe alla Cdp proprio perché ancora non ha dei suoi rappresentanti in cda.

CONFALONIERI PIERSILVIO BERLUSCONI CONFALONIERI PIERSILVIO BERLUSCONI

 

Infine Vivendi si dice fiduciosa di risolvere il contenzioso con Mediaset, ormai limitato a una " questione di prezzo". Ma la distanza tra l' offerta francese e la richiesta di risarcimento per il mancato acquisto di Premium, sarebbe così lontana che da Cologno trapelano più dubbi che certezze. Intanto dopodomani per la prima volta Vivendi ( 10% di azioni direttamente e 18,8% attraverso una fiduciaria) parteciperà all' assemblea di Mediaset e così facendo - se tutte le azioni venissero ammesse - potrebbe mettere in discussione la pronuncia assembleare sull' introduzione del voto maggiorato a Cologno, che peraltro in Francia è di prassi da anni.

LUIGI GUBITOSI LUIGI GUBITOSI

 

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