CHI VIVENDI VEDRÀ – IL TRIBUNALE DI MILANO HA RIGETTATO IL RICORSO DI BOLLORÉ SU “MEDIA FOR EUROPE”: MEDIASET HA DIRITTO DI STABILIRE LA SEDE IN UNO STATO EUROPEO E GODERE DEI BENEFICI DELLA LEGISLAZIONE LOCALE. MA I GIUDICI DI MADRID LA SETTIMANA SCORSA HANNO DATO RAGIONE AI FRANCESI – CHE SUCCEDE ORA? LA CONTROVERSIA SI DOVREBBE RISOLVERE A LUGLIO IN UN PROCESSO UNICO...

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Rosario Dimito per “il Messaggero”

 

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Riprende senza esclusione di colpi la battaglia giudiziaria tra Mediaset, Vivendi e Simon Fiduciaria su MFE. Ieri Il Tribunale di Milano ha rigettato il ricorso di Vivendi e SimonFid contro la sentenza di 1° grado del 3 febbraio (giudice Elena Riva Crugnola).

 

E nel dispositivo ha demolito l' impianto accusatorio del socio francese di Mediaset. Il 12 giugno però, a Madrid, i giudici spagnoli hanno respinto la richiesta del Biscione di rigetto parziale della domanda di Vivendi di annullare la fusione di settembre 2019.

 

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E' uno scambio di colpi proibiti fra le parti anche se ieri Cologno ha espresso soddisfazione per il verdetto che ha ribadito il «diritto di una società e del socio maggioritario di stabilire la sede in uno Stato europeo e godere dei benefici che la legislazione locale gli consente di conseguire», accusando la fiduciaria, alla quale è affidato il 19,8% di Mediaset, di non essere indipendente da Vivendi: i giudici rilevano il concreto pericolo di un concerto con la holding di Bollorè che ha trovato ulteriore riscontro.

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Recependo in toto anche il verdetto del Tribunale di Amsterdam, che ha dato via libera alla fusione tra Mediaset Italia e Mediaset Spagna, la Corte di Milano ha riconosciuto un «potenziale conflitto con Mediaset sul piano dell' espansione nei mercati europei dei media» definendo il gruppo di Bollorè come concorrente più che come socio che punta al bene della società.

 

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Non solo. Dopo aver ribadito che «l' operazione di fusione di cui si discute presenta una consistente razionalità economica e commerciale e costituisce per il gruppo Mediaset un importante obiettivo strategico», il collegio sostiene che «quel che in realtà e in concreto Vivendi e Simonfid lamentano è di non poter esercitare sull' assemblea straordinaria di Mediaset e poi di Mfe, di concerto tra loro, quell' influenza che è stata vietata dalla suddetta delibera AgCom» ribadendo perciò che «Vivendi può votare nelle assemblee di Mediaset mentre l' esclusione di Simonfid è legittima».

 

LE TAPPE

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Anche sulla più volte evocata decisione della Corte di Giustizia Ue (che potrebbe arrivare nella primavera 2021), il Tribunale di Milano è critico: «Quand' anche si potesse ipotizzare che la Corte di Giustizia accolga l' impostazione dell' avvocato generale, non è preventivabile ad oggi quali possibili soluzioni di bilanciamento la Corte stessa potrebbe far proprie e comunque rimarrebbe essenziale, in sede applicativa, la valutazione del giudice del rinvio», vale a dire il Tar del Lazio.

 

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A Madrid invece una settimana fa, i giudici hanno rigettato l' istanza dedotta da Mediaset España Comunicación consistente nel dichiarare la parziale carenza sopravvenuta relative all' abusivitàdelle decisioni di Vivendi contro le delibera della società spagnola di Mediaset.

 

La controversia iberica si dovrebbe risolvere l' 1 luglio nel corso di un' udienza che riunirà le cause aperte in un unico processo, la cui sentenza è prevista per metà luglio. E forse a quel punto sarà meno nebuloso il destino della holding olandese e le strategie di Mediaset r. dim.

piersilvio e silvio berlusconi piersilvio e silvio berlusconi

 

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