CI RISIAMO CON LA GUERRA FRA MEDIASET E VIVENDI. O MEGLIO TRA DUE DINASTIE: I BERLUSCONI VS I BOLLORÉ – I FRANCESI E I FONDI D’INVESTIMENTO CONTRARI ALLA FUSIONE DI MEDIASET CON LA CONTROLLATA SPAGNOLA: LA SEDE IN OLANDA PERMETTEREBBE UNA NUOVA GOVERNANCE CHE LI FAREBBE FUORI – PIERSILVIO PRESENTA UN ESPOSTO ALLA CONSOB: "VIVENDI FA SCENDERE I NOSTRI TITOLI IN BORSA"

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Leonardo Martinelli per “la Stampa”

 

PIERSILVIO BERLUSCONI BOLLORE' PIERSILVIO BERLUSCONI BOLLORE'

Ci risiamo con la guerra fra Mediaset e Vivendi. O meglio tra due dinastie: i Berlusconi da una parte e i Bolloré dall' altra. Mancano meno di due settimane dall' assemblea straordinaria indetta dal Biscione (il 4 settembre) per fondersi con la controllata spagnola e dare vita a una nuova holding (MediaForEurope), con sede in Olanda: la volontà è trasformarla nella base di un polo tv europeo, aperto a ulteriori alleanze.

 

Ebbene, secondo i vertici di Mediaset, Vivendi sta remando contro l' iniziativa. E lo starebbe facendo in maniera scorretta, tanto che il gruppo italiano ha depositato ieri in Consob un esposto: denuncia Vivendi di deprimere volontariamente il titolo in Borsa.

bollore de puyfontaine bollore de puyfontaine

 

Indiscrezioni di Bloomberg «Come già accaduto nel luglio scorso - ha indicato Mediaset -, non appena l' azione ha toccato la soglia dei tre euro, discostandosi così in modo apprezzabile dal valore di recesso, Vivendi ha fatto filtrare notizie non confermate con l' evidente intento di screditare tanto il merito della fusione transfrontaliera deliberata dai Cda di Mediaset e Mediaset España lo scorso 7 giugno, quanto la possibilità di realizzarla». La società fa riferimento a un' indiscrezione messa in giro nei giorni scorsi dall' agenzia Bloomberg, secondo cui Vivendi starebbe pianificando di votare contro l' operazione.

 

berlusconi bollore vivendi mediaset berlusconi bollore vivendi mediaset

Dalla sede della media company francese, a Parigi, arriva al riguardo un sonoro «no comment». Anzi, con un pizzico d' ironia, specificano: «Poiché ci accusano di parlare troppo, stiamo proprio zitti». Ma nell' esposto di Mediaset si va oltre. Si auspica che il gruppo francese «venga invitato ufficialmente a prendere una posizione pubblica e inequivocabile in merito alle sue reali intenzioni sull' operazione».

 

Insomma, invece di lanciare supposte indiscrezioni a qualche giornalista, dire chiaramente cosa ne pensano. La Consob potrebbe chiederlo a Vivendi o passare attraverso il suo equivalente francese, l' Amf, anche se tutto questo resta nella realtà molto teorico.

mediaset espana mediaset espana

I Berlusconi, mediante Fininvest, controllano il 44,1% di Mediaset mentre Vivendi il 22,8%, anche se oltre il 19% è congelato in un trust. Per tale quota i francesi non potranno esercitare i loro diritti di voto il 4 settembre e, quindi, anche se volessero, non potranno osteggiare la nascita di MediaForEurope (Mfe).

 

BRIATORE BERLUSCONI E MARTIN BOUYGUES BRIATORE BERLUSCONI E MARTIN BOUYGUES

I fondi di investimento Il timore, però, per i vertici del Biscione è che infuenzino i fondi d' investimento che detengono quote minoritarie. Va detto che ieri il titolo Mediaset ha chiuso in rialzo dello 0,51%, a quota 2,95 euro: come dire, sopra i 2,77, livello che corrisponde al valore di recesso (sarà riconosciuto agli azionisti che nella prossima assemblea non approveranno l' operazione prevista).

 

silvio e piersilvio berlusconi con silvia toffanin silvio e piersilvio berlusconi con silvia toffanin

Fonti vicine a Mediaset sottolineano che «il mercato ci sta premiando: conferma che il nostro progetto è valido», anche se, ogni volta che emergono indiscrezioni sulla supposta opposizione di Vivendi, l' azione del Biscione regolarmente rallenta la sua corsa.

Al di là del no comment della media company francese, tra Parigi e Milano rimbalzano voci sul fatto che alcuni studi di avvocati stiano valutando per conto di Vivendi le possibilità di impedire giuridicamente la nascita di Mfe.

 

mediaset vivendi 3 mediaset vivendi 3

Un fattore rende plausibile il no di Vincent Bolloré al progetto. Piersilvio Berlusconi ha già aperto negoziati con altri gruppi tv europei, fra cui la privata Tf1, che in Francia è proprio il rivale numero uno (soprattutto nella fiction) di Canal+, la pay tv di Vivendi. Senza contare che il patron di quel colosso, Martin Bouygues, già compagno di liceo di Bolloré e suo amico del cuore, non gli parla più dalla fine degli anni Novanta, da quando Vincent tentò di scalare a sorpresa il suo gruppo.

MEDIASET MEDIASET

 

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