donald trump huawei

IL CINESE BUSSA DAL RETRO – IL GOVERNO AMERICANO HA LE PROVE CHE HUAWEI DELLA TECNOLOGIA PUÒ “ACCEDERE IN SEGRETO A INFORMAZIONI SENSIBILI E PERSONALI” (MA NON LE MOSTRA): LA BOMBETTA SGANCIATA DAL CONSIGLIERE PER LA SICUREZZA NAZIONALE O’BRIEN AL “WALL STREET JOURNAL” - LE “BACKDOOR” PERMETTEREBBERO AI CINESI DI ACCEDERVI DA REMOTO. È LA PRIMA VOLTA CHE UN ALTO FUNZIONARIO FA UN’ACCUSA COSÌ PESANTE. E L’EUROPA CHE FA?

 

 

Francesco Bechis per www.formiche.net

 

robert o'brien

Ora è davvero uno scontro frontale. Secondo il consigliere per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti Robert O’Brien, il governo americano ha “le prove che Huawei ha la capacità di accedere in segreto a informazioni sensibili e personali che detiene e vende in tutto il mondo”. Le prove consistono in una serie di backdoors installate da Huawei nei suoi dispositivi per permettere alle autorità di Pechino di accedervi da remoto, ha proseguito O’Brien.

 

È la prima volta che un così alto funzionario della Casa Bianca rivolge pubblicamente al colosso della telefonia mobile cinese una così dura accusa di spionaggio. L’intelligence Usa, ha fatto sapere il consigliere del presidente Donald Trump, è da tempo in possesso delle prove su Huawei ma le ha condivise con i suoi alleati, compresi il Regno Unito e la Germania, solo sul finire dello scorso anno.

 

xi jinping con il ceo di huawei ren zhengfeiBORIS JOHNSON USA UN TELEFONO HUAWEI

Come scrive il Wall Street Journal, che ha dato in anteprima la notizia, la mossa della Casa Bianca segnala un netto cambio di strategia rispetto alla linea seguita finora. Mai infatti il governo aveva annunciato di avere prove contro Huawei, limitandosi a dire a più riprese che non c’era bisogno di fornirle.

 

“Tutto questo è allarmante – ha detto O’Brien al Wsj – perché le compagnie cinesi devono obbedire per legge alle direttive del Partito comunista cinese. Sotto il profilo strategico, siamo di fronte a un’azienda che può usare la sua posizione nel mercato per favorire gli obiettivi del Pcc”.

huawei

 

huawei 1

Tutti gli operatori telefonici sono tenuti per legge a fornire dei “gateway”, delle porte di accesso che permettano alle autorità di polizia e giudiziarie di entrare nei network entro precisi limiti legali e comunque previo permesso dell’operatore. Huawei, è la denuncia del governo americano, permetterebbe invece al Pcc un accesso illimitato tramite il mantenimento di un’interfaccia attraverso le backdoors installate all’insaputa degli operatori.

huawei

 

LUIGI DI MAIO THOMAS MIAO

Le accuse sono state seccamente smentite da Huawei, secondo cui “l’uso dell’interfaccia di intercettazione legale è severamente regolato ed è riservato unicamente al personale certificato degli operatori del network. Nessun impiegato di Huawei ha il permesso di accedere al network senza l’esplicita approvazione dell’operatore”.

 

huawei 2BORIS JOHNSON DONALD TRUMP

Il braccio di ferro del governo e degli 007 americani con Huawei non è certo iniziato con l’amministrazione Trump. Già nel 2014 la National security agency (Nsa) aveva infiltrato i sistemi Huawei nell’ambito dell’operazione “Shotgiant” con lo scopo di verificare il grado di dipendenza dell’azienda dal Pcc e controllare l’installazione di backdoors. L’operazione era venuta a galla perché inserita nei documenti sottratti alla Cia e pubblicati da Edward J. Snowden.

Huawei

 

Con l’affondo di O’Brien la guerra hi-tech fra Stati Uniti e Cina entra in una nuova fase. L’accelerazione è forse pensata per dare una scossa agli alleati europei che si sono mostrati poco sensibili al pressing diplomatico del Dipartimento di Stato di Mike Pompeo.

 

L'ARTICOLO DI HANDELSBLATT SU HUAWEI E I RAPPORTI CON LE SPIE CINESI

Dopo lo strappo del Regno Unito di Boris Johnson, che ha mandato su tutte le furie Trump (il Financial Times ha raccontato di una “telefonata apoplettica” del presidente Usa) permettendo a Huawei di partecipare con delle limitazioni all’implementazione della rete 5G, anche la Germania di Angela Merkel minaccia una defezione. All’interno della Cdu, già scossa per le dimissioni di Annegret Kramp-Karrenbauer, è in corso un tiro alla fune fra deputati pro-Usa che premono per il bando totale di Huawei e altri che vogliono tenere in partita le aziende cinesi.

GOOGLE ANDROID VS HUAWEIthomas miao con virginia raggi all'inaugurazione del nuovo ufficio huawei di roma 3

Ultimi Dagoreport

messina milleri del vecchio lovaglio

DAGOREPORT - I GIOCHI SON (QUASI) FATTI. LA MAGGIORANZA DEGLI OTTO EREDI/AZIONISTI DI DELFIN, IN PRIMA FILA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, AVREBBERO DECISO DI ADERIRE ALL'OPAS LANCIATA DA INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA – PUR ESSENDO LA CASSAFORTE DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO, CON IL SUO 17,5% DI MPS L’AGO DELLA BILANCIA DELLA SFIDA TRA INTESA E SIENA, NON È ANCORA DETTO. SOLO VIVENDO SAPREMO SE IL PRESIDENTE DI DELFIN, FRANCESCO MILLERI, FAVOREVOLE AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SI ALLINEERÀ ALLA VOLONTÀ DEGLI OTTO EREDI? - CHE DECISIONI PRENDERÀ L’ANTITRUST? INTESA È AL VERTICE DEL RICCO MERCATO DELLE POLIZZE VITA E GENERALI SI RITROVEREBBE COME PRIMO AZIONISTA UN COMPETITOR - LA RIVINCITA DI CALTAGIRONE: E' “AL FIANCO DI INTESA PERCHÉ SPERA DI INCASSARE UN DIVIDENDO IN TERMINI DI POTERE NELLE GENERALI” – E CHISSA' COME LA PRENDERÀ LA VITTORIA DI INTESA GIORGIA MELONI CONTRARIA, PER TIMORI ELETTORALI, ALLO ‘’SPEZZATINO SENESE”?

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…