john elkann marella agnelli

LE CINQUE LETTERE CHE INGUAIANO JOHN ELKANN – LE MISSIVE SONO STATE TROVATE DAI FINANZIERI NELLE PERQUISIZIONI DISPOSTE NELL'INCHIESTA SULL'EREDITÀ DEGLI AGNELLI – IN UNA DI QUESTE SI LEGGE: “GRAZIE PER LE QUOTE DELLA DICEMBRE CHE MI HAI DONATO. MI OBBLIGO A CORRISPONDERTI PER IL RESTO DELLA TUA VITA UNA SOMMA EQUIVALENTE AI REDDITI CHE MI PERVERRANNO” – PER GLI INQUIRENTI L'AVREBBE INDIRIZZATA JAKI A NONNA MARELLA, CHE IN EFFETTI IL GIORNO DELLA MORTE DELL'AVVOCATO DONÒ AL NIPOTE IL 25% DELLA “DICEMBRE”. PECCATO CHE, AL MOMENTO, NON SONO EMERSE PROVE DEL PAGAMENTO DI UNA RENDITA DI JOHN ALLA NONNA – QUESTO DIMOSTREREBBE L’EVASIONE FISCALE SUI PROVENTI DELLE QUOTE DELLA "CASSAFORTE" DI FAMIGLIA…

Estratto dell’articolo di Valeria Di Corrado per "il Messaggero"

 

john elkann marella agnelli

Ci sono cinque lettere che secondo gli inquirenti dimostrano «la risalenza (nel tempo, ndr) della strategia delittuoso-evasiva fondata sulla fittizia residenza estera di Marella Caracciolo». Sono state trovate dai finanzieri durante le perquisizioni ordinate dalla Procura di Torino, nell'ambito dell'inchiesta sull'eredità Agnelli che vede indagati per truffa ai danni dello Stato i tre fratelli Elkann, accusati di non aver pagato la tassa di successione su 734.190.717 euro.

 

Il testo di una di queste missive, non firmata, indirizzata a Marella Caracciolo e datata 24 febbraio 2003 (cioè un mese esatto dopo la morte di Gianni Agnelli) recita più o meno così: «Ti ringrazio per la donazione effettuata in data odierna a mio nome relativa alla quota della Dicembre e mi obbligo a corrisponderti per tutto il resto della tua vita una somma equivalente ai redditi che mi perverranno».

 

JOHN ELKANN E MARELLA CARACCIOLO

Gli inquirenti sospettano che sia John l'autore, considerato che il giorno stesso della morte dell'Avvocato, Marella gli donò il 25,38% della Dicembre, portando il successore designato al "trono della Fiat" - che già aveva il 33,33% - a detenere il pacchetto di maggioranza: 58,71%.

 

Peccato che non vi sia prova, per quanto emerso finora dalle indagini, del pagamento di questa rendita a vita alla nonna. Poi, a maggio del 2004, due mesi dopo che Margherita aveva ceduto il suo 33,33% alla madre, quest'ultima decise di ridistribuire il 41,29% che le era rimasto tra i fratelli Elkann, mantenendone la nuda proprietà: l'1,29% a John (che è salito così al 60%), il 20% a Lapo e il 20% Ginevra.

 

JOHN ELKANN - MARELLA CARACCIOLO - LAPO ELKANN

«Le cessioni di quote avvenute tra Marella Caracciolo e i nipoti indagati - si legge però nel decreto di perquisizione del 6 marzo - paiono rivestire carattere di atti simulati, non essendo ad oggi stata acquisita prova del pagamento del prezzo ed emergendo anche profili di apocrifia delle firme dei documenti indicati».

 

Questa lettera, insomma, potrebbe servire a provare un'ulteriore evasione fiscale sui proventi delle quote della "cassaforte" di famiglia (controllante, attraverso plurimi passaggi societari, la stessa Exor), in quanto lascia pensare che Marella ne avesse mantenuto l'usufrutto, al contrario di quanto dichiarò all'Agenzia delle entrate nel 2010 al termine di una verifica fiscale, ossia che «il centro dei suoi interessi economici non fosse in Italia, in quanto il principale asset del suo patrimonio personale situato in Italia - cioè la partecipazione nella Dicembre - era posseduto soltanto a titolo di nuda proprietà».

 

JOHN ELKANN E DONNA MARELLA

[…]  E, venendo meno il principio della residenza all'estero della Caracciolo, tutto il castello rischia di crollare. Per questo il commercialista di famiglia indagato, Gianluca Ferrero, nel "vademecum della truffa" trovato nella sua cantina, insisteva sul fatto che «nel caso di decesso della signora X (Marella, ndr) dovremo dimostrare che il suo ultimo domicilio era in Svizzera».

 

Oltre «alla questione dell'imposta sulla tassa di successione», il fine è preservare «la validità del patto successorio» con cui Margherita si è spogliata di tutto. […]

 

Nel caveau di John Elkann sono state trovate dai finanzieri del nucleo Pef altre quattro lettere di «interesse investigativo». Due di queste sono manoscritte da Margherita Agnelli e parlano della «spartizione del patrimonio del padre e della successione nelle quote della Dicembre»: la prima, del 20 marzo 2003, è indirizzata al figlio John; la seconda alla madre.

 

margherita agnelli a gstaad

Poi c'è una missiva del 24 agosto 2014 intestata al "presidente di Fiat ingegner Elkann" in cui il mittente si definisce la ex compagna di Gianluigi Gabetti (consulente storico dell'Avvocato) e fa riferimento a questioni legate al patrimonio di Gianni Agnelli.

 

Infine è stata trovata nel caveau una lettera datata 25 ottobre 2018 a firma di tale Mimma che contiene documenti «sull'origine della decisione presa dalla famiglia Agnelli di far transitare l'eredità dell'Avvocato direttamente in capo a John Elkann, escludendo la figlia Margherita».

 

All'interno dell'abitazione di Jaki, i finanzieri hanno trovato anche il faldone sulle «opere d'arte 2003-2019» e un altro di colore verde etichettato «temporanee esportazioni-esortazioni definitive». Gli investigatori dovranno capire se si tratta dei 13 dipinti che si trovavano nelle dimore di famiglia e di cui, secondo quanto sostenuto da Margherita nell'esposto presentato a dicembre 2022, si sono perse le tracce dopo la morte di sua madre, avvenuta il 23 febbraio 2019.

MARGHERITA AGNELLIJOHN ELKANN CON LA MADRE MARGHERITA AGNELLI AL SUO MATRIMONIO CON LAVINIA BORROMEO JOHN ELKANN E MARGHERITA AGNELLI margherita de pahlen figli

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”

giuseppe del deo andrea pignataro spionaggio dossier

DAGOREPORT - IL MISTERO PIGNATARO S’INGROSSA - LO ZAR DEL GRUPPO ION, COLOSSO GLOBALE NEL SETTORE DEI SOFTWARE, DEI DATI FINANZIARI E DEL FINTECH, HA DATO L’ENNESIMA PROVA DI MANTENERE FEDE ALLA SUA OSSESSIONE PER LA RISERVATEZZA - RULLO DI TAMBURI, FIATO ALLE TROMBE: IL 30 APRILE SCORSO “IL MILIARDARIO OSCURO” HA LIQUIDATO L’EX SPIONE DI STATO, GIUSEPPE DEL DEO, DALLA CARICA DI PRESIDENTE ESECUTIVO DI CERVED SPA, CON UNA LETTERINA INVIATA AI “CLIENTI” (CHE PUBBLICHIAMO) - CERTO, LA SOCIETÀ NON È QUOTATA IN BORSA, COME DEL RESTO TUTTE LE AZIENDE DELL’INTRICATISSIMA RETE GLOBALE DI PIGNATARO, E QUINDI NON HA NESSUN OBBLIGO DI ‘’TRASPARENZA’’ - MA LE POLEMICHE POLITICHE E MEDIATICHE SEGUITE ALLO SBARCO DI DEL DEO ALLA CERVED, IL CUI CORE-BUSINESS È LA RACCOLTA, ELABORAZIONE E DISTRIBUZIONE DI INFORMAZIONI ECONOMICO-FINANZIARIE, UTILIZZATE DA BANCHE, AZIENDE E ISTITUZIONI, BEH, RIENTRAVA PER LO MENO NELLA SFERA DELL’OPPORTUNITÀ DARNE COMUNICAZIONE…