classe media

LA CLASSE MEDIA NON E’ PIU’ QUELLA DI UNA VOLTA: DIETRO LA VITTORIA DI TRUMP, LA BREXIT E IL BOOM SOVRANISTA, C’E’ IL DECLINO DI QUELLO CHE L’OCSE DEFINISCE “LO ZOCCOLO DURO DELLA DEMOCRAZIA E DELLO SVILUPPO ECONOMICO” – LAVORO A BASSO COSTO, SOFTWARE E ROBOT HANNO SVUOTATO IL MOTORE DELLA SOCIETA’: 30 ANNI FA I REDDITI DELLE CLASSI MEDIE VALEVANO 4 VOLTE QUELLI DEI RICCHI. OGGI MENO DI 3 VOLTE

MAURIZIO RICCI per repubblica.it

classe media

 

 

Le mezze stagioni non sono più quelle di una volta. Ma neanche le classi medie ed è, politicamente, socialmente ed economicamente, una svolta epocale. Dietro l'avanzata del sovranismo di questi anni - dalla Brexit a Trump ai populismi europei - c'è il collasso di quella che l'Ocse (l'organizzazione che raccoglie i paesi ricchi) definisce "lo zoccolo duro della democrazia e dello sviluppo economico".

 

Un lungo rapporto appena uscito sulla "Struggling middle class", la classe media in affanno, sottolinea come l'impatto contemporaneo di globalizzazione, automazione, crescita delle ineguaglianze abbia azzoppato lo slancio dinamico degli strati sociali che, per la loro proiezione sul futuro, l'investimento - in chiave di autopromozione - su educazione e cultura, il desiderio di salire la scala sociale, la costante ricerca di opportunità sono stati storicamente le leve di accumulazione di capitale umano ed economico. "Lo sviluppo - dice il rapporto - è maggiore dove la classe media è più forte". Invece, i lavoratori cinesi da una parte, i robot e i software dall'altra sono le due braccia della tenaglia che ha progressivamente strizzato le classi medie dei paesi ricchi: un fenomeno che balza agli occhi nei paesi anglosassoni, meno in quelli scandinavi, ma che è evidente anche dove le classi medie erano più radicate, come in Europa.

classe media 66

 

Fra i vari criteri possibili, l'Ocse sceglie il reddito per definire la classe media. Si prende la scala dei redditi di un paese, si tira una riga a metà, in modo che metà delle persone stia sopra e metà sotto la riga. E' il reddito mediano: in Italia (dati 2016) 29.305 euro per una famiglia di 4 persone. Chi guadagna almeno tre quarti fino a non più del doppio di quella cifra è classe media. Per l'Italia significa un reddito disponibile annuo, per quella famiglia, fra 21.979 e 58.610 euro. Ma, in questa forbice, ci sono sempre meno persone. Prendete i baby boomers, che stanno andando in pensione in questi anni: quando avevano vent'anni, fra il 1965 e il 1980, quasi il 70 per cento di loro si poteva definire classe media.

 

classe_media

Oggi, nei paesi Ocse, solo il 60 per cento dei Millennials può fare altrettanto. E' una lenta inarrestabile emorragia, al centro della scala sociale, che assume spesso il carattere di una brusca, rovinosa caduta: il rapporto riferisce che una persona su sette, fra quelle che si collocano al centro della scala dei redditi dei paesi industrializzati (non fanno, cioè, parte né del 20 per cento più povero, né del 20 per cento più ricco) si ritrova in fondo, nel 20 per cento più povero, nel giro di quattro anni. Questo è, naturalmente, più frequente per chi sta appena sopra il livello minimo della classe media: c'è una probabilità su cinque che rifluisca nelle classi inferiori di reddito entro quattro anni.

 

brexit

Nei paesi industrializzati, le classi medie rappresentavano quasi due terzi della popolazione (64 per cento) a metà degli anni '80, a conclusione del lungo boom del dopoguerra. Trent'anni dopo, sono solo il 61 per cento e sono, relativamente, più povere rispetto ai ricchi e agli straricchi dei loro paesi. Trent'anni fa, messi tutti insieme, i redditi delle classi medie valevano quattro volte quelli dei ricchi. Oggi, meno di tre volte.

 

Non basta, ormai, lavorare in due in famiglia per mantenere serenamente lo stesso tenore di vita e spingere i figli un po' più in su nella scala sociale. Di generazione in generazione il 40 per cento delle differenze di reddito che esistevano fra i padri si riproduce fra i figli. La rabbia sociale che trova espressione, trasversalmente, un po' in tutti i paesi, nella rivolta contro partiti storici e classi dirigenti si alimenta con il rancore di strati sociali che si scoprono bloccati, sentono il terreno franare sotto i piedi, rivendicano uno status che, anno dopo anno, stanno perdendo. I dati, dice l'Ocse, danno loro ragione.

donald trump

 

 

LE NUOVE CLASSI SOCIALI INGLESI CLASSE MEDIA STABILITA

 

 

classe media 4

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…