paul krugman sam bankman-fried elon musk

COME SIAMO ARRIVATI AL DOMINIO DI PERMALOSI E CAPRICCIOSI PLUTOCRATI COME MUSK? – IL PREMIO NOBEL PAUL KRUGMAN: “LA RICCHEZZA TOTALE DELLO 0,00001 PER CENTO DELLA POPOLAZIONE È SUPERIORE DI QUASI DIECI VOLTE A QUELLA DI 40 ANNI FA. L'IMMENSA RICCHEZZA DELLA SUPER-ÉLITE MODERNA OGGI SI ACCOMPAGNA A UN POTERE IMMENSO, IVI INCLUSO QUELLO DI POTER AGIRE IN MODO PUERILE" - “IL CULTO DELL'IMPRENDITORE-GENIO HA AVUTO UN RUOLO IMMENSO NELLA DISFATTA IN CORSO DELLE CRIPTOVALUTE"

Articolo di Paul Krugman per “The New York Times” pubblicato da “La Stampa”

 

elon musk alla festa di halloween di heidi klum

Alcuni anni fa - credo che fosse il 2015 - imparai in pochissimo tempo quanto sia facile diventare una persona orrenda. Ero l'oratore principale di un congresso a San Paolo, in Brasile, e all'andata il mio volo subì un ritardo considerevole. Temendo che potessi perdere il mio turno a causa del famigerato traffico cittadino, gli organizzatori predisposero che qualcuno venisse ad accogliermi in aeroporto e mi portasse in elicottero direttamente sul tetto dell'albergo.

 

Al termine del congresso, quando trovai un'automobile ad attendermi per tornare in aeroporto, per un minuto pensai: «Come? Dovrei andarci in macchina?». Per inciso, nella vita reale perlopiù vado in giro in metropolitana. In ogni caso, la lezione che appresi in quel momento di meschinità fu che il privilegio corrompe e gli è davvero molto facile dare origine alla sensazione di avere un diritto acquisito.

 

paul krugman 2

Di sicuro, volendo parafrasare Lord Acton, un privilegio enorme corrompe enormemente, in parte perché i grandi privilegiati di regola sono circondati da persone che non oserebbero mai dire loro che si stanno comportando male. Per tutto questo la scena dell'autoimmolazione della reputazione di Elon Musk non mi sconvolge.

 

Se mi incuriosisce? Sì, e a chi non capita? Però, quando un uomo immensamente ricco - abituato sia a ottenere tutto quello che vuole sia a essere anche un'icona ammirata - si trova non soltanto a perdere la considerazione di cui gode presso l'opinione pubblica ma anche a diventare oggetto generale di ridicolo è naturale che si scateni in modo irrazionale e, così facendo, rischi di peggiorare ancor più le cose.

 

Sarebbe molto interessante, a questo punto, chiederci perché siamo governati da persone di questo tipo, essendo ormai evidente che viviamo nell'epoca di presuntuosi oligarchi. Come ha fatto notare di recente Kevin Roose del Times, Musk ha ancora tanti ammiratori nel settore tecnologico.

 

elon musk con il presidente turco erdogan alla finale dei mondiali

I suoi fan non lo considerano un ragazzaccio viziato e piagnucolone, ma uno che capisce come dovrebbe andare il mondo - ideologia che lo scrittore John Ganz definisce prepotenza, l'idea che le persone importanti non debbano rispondere delle loro azioni nei confronti del popolino, e nemmeno esserne criticati. Chi sposa questa ideologia naturalmente ha grande potere, anche nel caso in cui tale potere non si estenda ancora a proteggere gli emuli di Musk dal rischio di essere fischiati in pubblico.

 

Ma come è possibile? In verità, non stupisce che il progresso tecnologico e il Prodotto interno lordo in aumento non siano riusciti a dar vita a una società felice e giusta. Le visioni pessimistiche del futuro sono state capisaldi sia di serie analisi sia della cultura popolare da quando ne ho memoria. In ogni caso, in genere tanto i critici sociali come John Kenneth Galbraith quanto gli scrittori intellettuali come William Gibson hanno sempre immaginato distopie corporativiste che soffocavano l'individualità, non società dominate da permalosi plutocrati egocentrici che fanno i capricci ostentando in pubblico le loro insicurezze.

 

Cosa è successo, dunque? In parte la risposta, naturalmente, va cercata nell'imponente concentrazione della ricchezza al vertice della società. Anche prima del fiasco di Twitter, in molti paragonavano Elon Musk a Howard Hughes nei suoi anni del tramonto. La ricchezza di Hughes, tuttavia, pur calcolata in dollari odierni, risulta del tutto irrilevante rispetto a quella di Musk, anche dopo il recente crollo delle azioni della Tesla. In generale, secondo le stime disponibili, oggi la ricchezza totale dello 0,00001 per cento della popolazione è superiore di quasi dieci volte a quella di quarant'anni fa. L'immensa ricchezza della super-élite moderna, naturalmente, oggi si accompagna a un potere immenso, ivi incluso quello di poter agire in modo puerile.

 

ELON MUSK COME GESU' MEME

Al di là di questo, invece, molti supermiliardari - che un tempo tendevano a essere il più possibile riservati come classe sociale - oggi sono diventati vere e proprie celebrità. L'archetipo dell'innovatore che si arricchisce cambiando il mondo non è nuovo, ma risale quanto meno a Thomas Edison. Le grandi fortune in campo informatico, invece, hanno ribaltato questa narrazione in un culto in piena regola, con aspiranti Steve Jobs o suoi emuli che spuntano un po' ovunque si guardi.

 

In verità, il culto dell'imprenditore di genio ha avuto un ruolo immenso nella disfatta in corso delle criptovalute. Sam Bankman-Fried di Ftx non vendeva un prodotto tangibile né, da quello che si può dire, lo fanno coloro tra i suoi ex antagonisti che non sono finiti in bancarotta. Dopo tutto questo tempo, nessuno ha ancora capito come si possano usare le criptovalute nel mondo reale se non per riciclare denaro sporco.

 

SAM BANKMAN FRIED

Ciò che vendeva Bankman-Fried, infatti, era un'immagine, quella di un visionario dai capelli scompigliati e dagli abiti impresentabili che preconizza il futuro come nessun individuo qualunque riuscirà mai a fare. Elon Musk non appartiene proprio a questa stessa categoria. Le sue aziende producono automobili che circolano davvero e vettori che volano davvero. Ma di sicuro le vendite, e soprattutto il valore di mercato delle sue aziende, dipendono quantomeno in parte dalla forza del suo brand personale, che pare che egli non riesca a evitare di gettare sempre più alle ortiche giorno dopo giorno.

 

sam bankman fried con gisele bundchen

Alla fine, Musk e Bankman-Fried potrebbero finire con l'essere costretti a svolgere per qualche tempo servizi socialmente utili, appannando così la leggenda dell'imprenditore geniale che ha arrecato tanti danni. Per il momento, comunque, le pagliacciate Twitter di Musk stanno rovinando quella che si era rivelata essere una risorsa preziosa, un luogo dove alcuni di noi si recavano per ottenere informazioni da persone che sapevano di che cosa stessero parlando.

 

Adesso, il lieto fine appare sempre più improbabile. A proposito: se questo mio articolo dovesse essere bloccato da Twitter - o se il sito dovesse semplicemente oscurarsi per prevaricazione - potrete sempre seguire parte di quello che penso, insieme ai pensieri di un numero crescente di esuli di Twitter, su Mastodon.

sam bankman fried sam bankman fried 4sam bankman fried dorme in ufficio sam bankman fried gisele bundchen sam bankman fried con gisele bundchen sam bankman fried

Ultimi Dagoreport

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

monte dei paschi di siena mps banco bpm luigi lovaglio giuseppe castagna hugues brasseur

DAGOREPORT - LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE - INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA - CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE - IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM - VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO - MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN'OPAS SU SIENA CONTRO L'OPAS DI INTESA…

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…