salvini cassette di sicurezza

CONTANTI SALUTI AI CAVEAU - COSA SUCCEDE AI 150 MILIARDI NELLE CASSETTE DI SICUREZZA CON IL PROGETTO DELLA LEGA? IL PARTITO DI SALVINI VUOLE ESTENDERE IL ''SALDO E STRALCIO'' PER GLI OMESSI VERSAMENTI ANCHE ALLE IMPRESE. SARANNO I PROFESSIONISTI A CERTIFICARE CHE IL DENARO NELLE CASSETTE DI SICUREZZA SIA PRODOTTO DA EVASIONE E NON DA ATTIVITÀ CRIMINALI

Marco Mobili e Giovanni Parente per www.ilsole24ore.com

 

 

CASSETTE DI SICUREZZA 1

Lavori in corso. Il cantiere della pace fiscale riapre in vista della prossima manovra e punta ad aggiungere altre sanatorie alle 10 già varate tra legge di Bilancio 2018 e collegato fiscale (a cui si aggiunge anche la sanatoria delle ingiunzioni di Comuni e altri enti locali). Ci sono almeno tre nuovi fronti: il contante detenuto in cassette di sicurezza, il saldo e stralcio anche per le imprese in difficoltà, una sorta di maxiadesione agli accertamenti basati su valutazioni del Fisco per prevenire un futuro contenzioso. Mentre sullo sfondo rimane la riproposizione della dichiarazione integrativa speciale, su cui la Lega aveva fatto dietrofront lo scorso autunno ma che ora sembra orientata a ripresentare con l’esclusione esplicita di scudi penali o per i capitali all’estero ma che non piace al Movimento 5 Stelle.

 

 

I 150 miliardi nelle cassette di sicurezza

CASSETTE DI SICUREZZA

A rilanciare con forza l’idea di una sanatoria del contante detenuto nelle cassette di sicurezza è stato il sottosegretario del Carroccio al Mef, Massimo Bitonci, che nell’incontro di lunedì al Viminale con le parti sociali ha parlato di un “tesoro” di 150 miliardi di euro detenuto dagli italiani nelle cassette, sottolineando come sia prioritaria l’emersione del contante.

 

L’ipotesi allo studio è quella però di consentire l’emersione solo di una metà o poco meno (30-40%) degli importi detenuti da ciascuno. Su questa base imponibile ognuno poi pagherebbe l’Irpef secondo le sue aliquote marginali ma senza l’applicazione di sanzioni e interessi. Un modello che ricalca a grandi linee quello già adottato per la voluntary disclosure interna.

 

CASSETTE DI SICUREZZA jpeg

Nell’operazione giocheranno un ruolo anche i professionisti che saranno chiamati a certificare che gli importi di cui si chiede la sanatoria proviene da evasione fiscale e non da altre attività illecite. Anche perché nell’ipotesi allo studio non ci sarà spazio per scudi penali per reati come quelli di frode né per sanatorie di capitali all’estero.

 

Ma nel M5S c’è chi ha etichettato la sanatoria come un regalo alla criminalità organizzata.

 

 

Il saldo e stralcio per le imprese

L’altro progetto caro alla Lega e ribadito nel vertice con le parti sociali è quello del saldo e stralcio esteso anche alle imprese. La sanatoria, i cui termini di adesione sono stati riaperti fino al 31 luglio dalla conversione del decreto crescita, riguarda per ora solo le persone fisiche in «difficoltà economica» che deve essere attestata da un Isee non superiore a 20mila euro e “copre” le cartelle per omessi versamenti di imposte o contributi. Si paga una percentuale che varia dal 16 al 35 per cento dell’importo dovuto già “scontato” delle sanzioni e degli interessi di mora.

 

cassette di sicurezza

Per l’estensione anche alle imprese in difficoltà sono due gli ostacoli da superare: valutare se sia davvero una misura in grado di portare più gettito e non comporti coperture; individuare indicatori semplificati a cui ancorare lo stato di difficoltà per le imprese.

 

Si tratta quindi di individuare le modalità di certificazione della crisi. Sul punto c’era già un’ipotesi messa a punto dall’ex sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri che aveva delineato al Sole 24 Ore del 21 ottobre 2018: in pratica, le società potrebbero aderire se i debiti complessivi fossero superiori al 20% del valore della produzione, inoltre l’indice di liquidità alla fine dell’anno precedente non dovrebbe superare quota 0,8.

 

L’adesione per evitare le liti

borghi salvini bagnai

L’altra nuova sanatoria per la pace fiscale «2.0» è l’adesione con un importo a forfait (l’ipotesi su cui si lavora al momento oscilla tra il 20% e il 30%) e senza sanzioni e interessi per quelle posizioni aperte tra fisco e contribuenti che non trovano una soluzione e che riguardano accertamenti basati su presunzioni o valutazioni come il transfer pricing nelle operazioni infragruppo e l’abuso del diritto. Il tutto con un’esplicita esclusione di scudi di natura penale e di situazioni che riguardano patrimoni oltreconfine o imposte dovute sugli stessi.

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?