IL CORONAVIRUS PUÒ DIVENTARE IL SOGNO BAGNATO DEI SOVRANISTI: OGNUNO A CASA SUA, ANCHE A LIVELLO INDUSTRIALE - IL COPASIR A TRAZIONE LEGHISTA PROPONE ''GOLDEN POWER PER TUTTI I PAESI UE'', OVVERO CIASCUNO POTRA' BLOCCARE LE SCALATE SULLE SUE AZIENDE, ''STRATEGICHE O MENO'', ANCHE CON INIEZIONE DI CAPITALI PUBBLICI. QUESTO SCHEMA È GIÀ STATO PROPOSTO IN GERMANIA E PURE NEGLI USA, DOVE SI INIZIERA' CON LE COMPAGNIE AEREE

 

Claudio Antonelli per “la Verità

 

Il Copasir, comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, si è riunito. A dispetto del generico ordine del giorno, è andato a fondo dei temi bollenti. Si è discusso del golden power e pure della necessità di tutelare le aziende essenziali per il Paese.

 

giuseppe conte raffaele volpi

Ne sono uscite due posizioni sintetizzate dalle dichiarazioni del vicepresidente e senatore di Fdi, Adolfo Urso. «Creare un Fondo tricolore con la partecipazione di Cassa depositi e prestiti per tutelare le aziende italiane, anche quelle apparentemente non strategiche, dalle scalate ostili da parte di soggetti di altri Paesi. Occorre alzare la linea del Piave ed è un bene che anche il premier Conte si sia detto pronto ad agire con il golden power per gli asset strategici nazionali, ma serve anche altro», spiega il parlamentare di Fratelli d' Italia che aggiunge: «Già dal 5 marzo ho presentato una proposta di legge al Senato per evitare una Caporetto. È necessario allargare il golden power a banche, assicurazioni, aziende di tecnologia ospedaliera e in via eccezionale anche ai soggetti dell' Unione europea per un periodo di 12 mesi.

Adolfo Urso

 

Altro strumento», ha aggiunto, «è consentire a Cassa depositi e prestiti, fondazioni e casse bancarie di intervenire sul mercato, al di là del golden power, per tutelare le filiere produttive del Paese, la cui vulnerabilità è sotto gli occhi di tutti e che rischiamo di perdere. Si possono comprare le azioni in ribasso delle aziende quotate in Borsa e sostenere anche quelle non quotate che operano nella tecnologia ospedaliera, produttori di mascherine ed altro». In sostanza in ballo non c' è solo l' industria della Difesa, ma anche banche, assicurazioni, strutture ospedaliere e aziende del biomedicale.

La carenza di mascherine e ventilatori la dicono lunga.

 

Il vicepresidente del Copasir rilancia poi l' allarme sul decreto Cura Italia, per la norma che prevede l' affidamento in deroga di tecnologie per la digitalizzazione della pubblica amministrazione. «Nella relazione dello scorso anno del Comitato avevamo messo in guardia dal pericolo che dati sensibili finissero nelle mani di aziende straniere. Ora bisogna intervenire in Parlamento sul decreto per scongiurare questo rischio che con il Cura Italia sembra rientrare dalla finestra».

 

raffaele volpi

Diretto anche il presidente del Copasir. «Un invito al presidente del Consiglio, per legge detentore della responsabilità politica e di indirizzo sui servizi di informazione e sicurezza, ad individuare per essi indicazioni specifiche, anche con formule accessorie operative, adeguate al particolare critico momento, ed ad assumerne in modo costante i flussi informativi utili al formarsi delle opzioni politiche sempre considerandone gli specifici compiti definiti per legge, ovvero attenendosi alle peculiarità distinte e non interpretabili tra agenzie di intelligence e organi di analisi e coordinamento», commenta Raffaele Volpi al termine della seduta.

 

«C' è stata una riunione del Comitato per esaminare l' emergenza coronavirus. Il Copasir», prosegue il presidente, «nel ribadire il forte ringraziamento alle risorse umane del comparto intelligence, certi delle loro alte professionalità, conferma piena volontà di collaborazione istituzionale in tutte le fasi si riterrà opportuno coinvolgerlo e con tutti gli attori che intenderanno con esso aderire a un confronto leale ed utile in questo difficile momento per l' Italia».

gennaro vecchione raffaele volpi

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)