vincent bollore arnaud de puyfontaine pietro labriola tim

COSA BOLLORÉ NELLA PENTOLA DI TIM? – SE, COME SOSTIENE VIVENDI, LA SOLA RETE DI TELECOM VALE 31 MILIARDI, SIGNIFICA CHE IL RESTO (DAI SERVIZI AL BRASILE) NON VALE NULLA. A QUEL PUNTO, A CDP CONVERREBBE FARE UN’OPA SU TUTTA LA SOCIETÀ – OVVIAMENTE NON È COSÌ, E ANCHE BOLLORÉ LO SA, MA CERCA DI ALZARE L’ASTICELLA PER INCASSARE DI PIÙ: IL GOVERNO ERA SCETTICO GIÀ SUI 20-21 DI CUI SI PARLAVA ALL’INIZIO – IL DOPPIO RUOLO DI CDP, CHE DA SECONDO SOCIO DI TIM AVREBBE INTERESSE A UNA VALUTAZIONE PIÙ ALTA, MA COME PRINCIPALE AZIONISTA DI OPEN FIBER HA INTERESSE AD ABBASSARE IL PREZZO

Francesco Spini per “la Stampa”

 

vincent bollore

Un'Opa su tutta Tim costerebbe di meno. Meno di quanto i francesi di Vivendi, primi azionisti di Telecom Italia con il 23,75%, ritengono debba essere valorizzata la sola rete: 31 miliardi di euro.

 

I paletti già fissati di recente dall'ad del colosso francese dei media, Arnaud de Puyfontaine, il quale sottolineava che «mai» avrebbe appoggiato la cessione a valori tra i 17 e i 21 miliardi, si spostano ulteriormente in avanti, a sgombrare il campo da voci che davano un possibile punto di soddisfazione su livelli, già altissimi, di 25 miliardi.

 

dario scannapieco

Ora fonti vicine a Vivendi sottolineano infatti che tra i punti fermi dell'azionista di Tim c'è la piena valorizzazione della rete che, in caso di scorporo, dovrà rispettare alcuni parametri minimi. Il primo riguarda il debito da trasferire insieme con la rete che non potrà essere inferiore, nella visione transalpina, ai 10 miliardi di euro.

 

Di qui la valutazione complessiva che sarebbe, appunto di 31 miliardi. Tutto ciò, secondo le stesse fonti, nell'interesse di tutti gli azionisti. Alcuni di questi azionisti sono però parti in causa di questo grande gioco della rete unica che, ad ogni lancio di dadi, rischia sempre di tornare alla casella del via. Il principale di essi è la Cassa depositi e prestiti, che è secondo socio di Tim, al 9,8%, ma soprattutto ha il 60% della concorrente (per ora) Open Fiber: la società candidata ad acquisire gli asset di rete Tim, una volta scorporati.

 

open fiber

Gli interessi tra Vivendi e gli altri attori di questa affollata vicenda paiono lontani dall'allinearsi. In un momento in cui le società hanno già aperto le trattative va ancora definito un gradino superiore, ad esempio quale sarà il perimetro degli asset che Tim conferirà alla rete unica. Nella lettera di intenti alcuni di essi sarebbero stati sì definiti, ma solo in via transitoria. E poi c'è il nodo del prezzo.

 

bollore de puyfontaine assemblea vivendi

Difficile che Cdp possa pensare di acquisire la rete Tim a prezzi di saldo, ma l'idea è quella di arrivare a una giusta valorizzazione, ben distante dalla cifra messa sul tavolo da Vivendi. Tant' è che anche nel governo, quando ancora si parlava di valutazioni attorno ai 20-21 miliardi c'erano posizioni scettiche perfino sulla necessità nel dover chiudere a una cifra così alta. Dall'altro lato i francesi guardano a Open Fiber, valutata al momento dell'acquisto di Macquarie del 40% da Enel circa 39 volte il mol. Di qui la cifra.

vincent bollore

 

Ma, notano alcuni osservatori, 31 miliardi equivalgono più o meno all'intero valore d'impresa (capitalizzazione di mercato, ora poco sopra i 5 miliardi, più debito) di Tim: attribuirlo alla rete, significherebbe ammettere che il resto - dai servizi al Brasile - non vale nulla.

 

E invece vale: sempre i francesi di Vivendi non mostrano alcuna intenzione di uscirsene. Secondo le stesse fonti vicine al gruppo francese, infatti, a Parigi non vi sarebbe alcuna intenzione di vendere la parte dedicata ai servizi. Anzi, essendo un investitore di lungo termine - si fa notare - è proprio nella ServCo che si concentrerà il maggiore impegno strategico del gruppo francese.

open fiber

 

Tutto è ancora da vedere. Già questa settimana, giovedì, Tim terrà una riunione del consiglio di amministrazione in cui si comincerà a parlare del piano che porterà alla separazione della rete e che, a valle di un altro cda, questa volta il 6 di luglio, sarà presentato al mercato il giorno successivo.

 

Entro fine luglio, secondo il memorandum, Cdp e i fondi potrebbero presentare le prime offerte non vincolanti per la rete unica, se mai si riuscirà a trovare un punto di incontro che a questo punto sembra complesso. Sempre che, prima, non arrivi un'altra Opa, visti i saldi di un titolo che naviga a 25 centesimi.

 

 

 

Articoli correlati

COME ANDRA A FINIRE IL DOSSIER RETE UNICA? LO SCOPRIREMO SOLO VIVENDI - BOLLORE\' CHIEDE...

STRANO DESTINO QUELLO DI VIVENDI: DOPO AVER OSTEGGIATO IN TUTTI I MODI L'OPA DI KKR SU TIM, ORA...

 

 

cavi fibra otticavincent bollore

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…