soldi lotteria dollari

COSA SI PUÒ COMPRARE CON IL JACKPOT DA 200 MILIONI DEL SUPERENALOTTO. E COME FARE A VINCERLI (PIÙ O MENO…) - È IL BOTTINO PIÙ ALTO DELLA STORIA, DOPO 13 MESI SENZA ''SEI''. CI PUOI COMPRARE LA FIORENTINA E UN JET PRIVATO, CINQUE VAN GOGH O… - STORIE DI VINCITORI ITALIANI NON FINISCONO SEMPRE BENE. QUANDO 8 AMICI VINSERO 30 MILIARDI A RIMINI DUE MORIRONO SUBITO, UNO FINÌ NEL TUNNEL DELLA DROGA E UN ALTRO…

 

 

Pierangelo Sapegno per ''La Stampa''

 

È vero che si può vincere anche quando è impossibile. Ma bisogna provarci. Il Superenalotto è lì a dimostrarlo: il jackpot più alto della nostra storia, 196,4 milioni di euro, tredici mesi senza botto, dal 23 giugno 2018, sei numeri da indovinare e secondo ponderatissimi calcoli matematici appena una probabilità su 622 milioni 614 mila e 630 di riuscirci. Quasi come baciarsi i gomiti, o starnutire a occhi aperti.

 

SUPERENALOTTO

Va un po' meglio se centri il 5 più il jolly, con una su 103 milioni e 769.105, ma così non prendi il colpo grosso. Con quei soldi, pagate le tasse che sono appena aumentate al 12 per cento - sempre meno della flat tax -, uno può comprarsi pure una squadra di calcio come la Fiorentina, appena valutata poco meno di 150 milioni, e con il resto provare a tenersi Chiesa e prendersi anche un jet privato, un trireattore Falcon 50 da 8 milioni. Se uno è appassionato d' arte, che è sempre un buon investimento, tenga presente che «Il vaso con i 12 girasoli» di Van Gogh è stato venduto a 39 milioni e gli Iris a 54. Ma il bello è che poi non basta neanche.

 

Se Donald Trump dice che «nella vita tutto è fortuna», resta il piccolo problema che noi non abbiamo ancora capito che cosa sia esattamente la fortuna. William Bud che aveva vinto 16,2 milioni di dollari alla lotteria della Pennsylvania nel 1988, dopo un anno si è ritrovato con un milione di debiti, l' ex fidanzata che lo ha denunciato, e il fratello in carcere perché aveva assunto un killer per ucciderlo in modo da ereditare la vincita.

 

E come se non bastasse in prigione c' era finito anche lui, dopo aver sparato a un creditore che non voleva saperne di credere alle sue disgrazie. «Vorrei non aver mai preso quel biglietto, la mia vita è diventata un incubo», confessò disperato al Washington Post. «E pensare che ero un uomo felice quando non avevo soldi». Eppure i soldi da sempre appartengono alla fortuna. E più è difficile prenderla più è bella.

 

superenalotto

In Italia, poi, è più difficile che altrove. Negli Stati Uniti al Mega Millions la probabilità di vittoria è una su 32 milioni, anche perché basta centrare solo 5 numeri. E' un po' più alta alla lotteria del Powerball, ma la sostanza non cambia. Solo che i premi più alti di tutte le lotterie del mondo, li hanno presi loro. Il record è quello di quasi un miliardo e seicento milioni di dollari della Lotteria Mega Millions centrato con un biglietto da due dollari acquistato nel 2016 nella Carolina del Sud: sono talmente tanti i soldi che se uno li vuole tutti, lo pagano in 29 anni.

 

Quella cifra equivale a 1,4 miliardi di euro. In pratica è quello che ha incassato lo Stato italiano dal Superenalotto l' anno scorso: un miliardo e 387 milioni, più o meno sullo stesso livello dell' anno precedente, ma molto meno rispetto al 2016, quando toccò il miliardo e 600 milioni, facendo un balzo del 55 per cento in più nei confronti del 2015. Anche qui c' entra la fortuna, perché la fortuna è come un baro: fa vincere uno per allettare gli altri.

LOTTERIA AMERICANA

 

Guarda caso lo Stato ha incassato di più quando ci sono state le vincite più alte: il record in Italia era del 30 settembre 2010, 177.729.043, seguito dalla vincita del 27 ottobre 2016, 163.538.707, proprio quando si impennarono le giocate. Due giovani torinesi, Paolo Canova e Diego Rizzuto, un matematico e un fisico, hanno raccontato in un libro, «Fate il nostro gioco», quanto sia difficile azzeccare i numeri vincenti: «E' teoricamente possibile», dicono, «ma siamo nel novero delle cose praticamente impossibili». Perché, oltretutto, «la probabilità che qualcuno vinca non va confusa con la probabilità che sia proprio tu il fortunato».

 

LOTTERIA AMERICANA

La verità è che in ogni caso vincere al gioco è molto spesso la dimostrazione che la fortuna da sola non basta. Evelyn Adams ha vinto alla lotteria due volte e tutt' e due le volte si è giocata tutto al casinò di Atlantic City. Alex e Rodha Toth erano una coppia felice e fortunata e nel 1990 vinsero pure 13 milioni alla lotteria della Florida. Comprarono una villa enorme, belle barche e viaggi di lusso, poi cominciarono a litigare e un giorno la loro casa bruciò tutta: l' assicurazione era appena scaduta.

 

La loro vita andò in fumo. Ma il caso più emblematico è quello di Rimini, quando 8 amici vinsero 30 miliardi di lire, circa vent' anni fa, con un biglietto comprato al Bar Gianni. Due di loro purtroppo sono morti poco dopo e non hanno potuto goderseli a lungo. Altri due hanno fatto investimenti sbagliati e hanno perso tutto.

 

VINCERE ALLA LOTTERIA

Uno è finito nel tunnel della droga. Al bar Gianni raccontavano che non li avevano più visti. A parte uno. Viene ancora tutte le mattine, beve il solito caffè e chiede sempre un biglietto della lotteria. Continua a far l' artigiano, come prima che gli capitasse quella botta di fortuna addosso, a lui e ai suoi amici. Quando sorseggia il caffè sbuffa che deve correre al lavoro. E forse è giusto così.

La fortuna è meglio non guardarla troppo in faccia. Potrebbe accecarti.

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...