giovanni castellucci

CROLLANO LE BARRIERE, CROLLA ATLANTIA IN BORSA. IL GOVERNO ORA RIMETTE SUL TAVOLO LA REVOCA - AGLI AVVOCATI DI CASTELLUCCI, AI DOMICILIARI, NON RESTA CHE PRECISARE CHE QUESTA INCHIESTA NON HA A CHE FARE CON IL CROLLO DEL PONTE MORANDI, MA SULLE BARRIERE FONOASSORBENTI DELLE AUTOSTRADE SENZA MARCHIO CE E ''INCOLLATE COL VINAVIL'' - L'AZIENDA SOSPENDE I TECNICI

 

1. AUTOSTRADE, IL TITOLO ATLANTIA CROLLA IN BORSA. IL GOVERNO: “ABBIAMO ATTESO TROPPO”. E RISPUNTA LA REVOCA

Giuseppe Bottero per ''la Stampa''

 

La notizia degli arresti a Genova fa affondare il titolo di Atlantia. La holding dei Benetton, alle prese con un braccio di ferro con il governo per il futuro delle Autostrade, a poco più di due ore dall’apertura arriva a perdere il 4 per cento. Uno choc in piazza Affari, che porta il valore del titolo attorno a quota 15 euro.

 

giovanni castellucci foto di bacco (2)

Secondo gli operatori di Borsa, il provvedimento, per quanto riferito a vicende passate – nel mirino della Procura ci sono le barriere fonoassorbenti – potrebbe anche creare un elemento di turbativa sull’attuale negoziato tra la società e Cdp sulla cessione del controllo di Aspi. L’ultima offerta della Cassa, chiamata a risolvere lo stallo, è partita a fine ottobre ma Atlantia ha preso tempo.

 

La scadenza è fissata per la fine di novembre, e il cda ha chiesto una proposta «vincolante». In particolare, non si è risolto il nodo del prezzo che dovrebbe aggirarsi tra gli 8, 5 e i 9, 5 miliardi di euro. Lo schema dell’operazione prevede che Cdp Equity sia il primo azionista con il 40% del veicolo attraverso cui sarà realizzato l’investimento (BidCo), affiancata dal fondo Usa Blackstone e da quello australiano Macquarie (inizialmente ciascuna col 30%), e nomini presidente e amministratore delegato di BidCo e di Aspi.

 

benetton vanity

L’operazione, inoltre, prevede il possibile ingresso di altri investitori italiani nella compagine azionaria di BidCo. Gli arresti potrebbero dare una accelerazione? Di sicuro stanno rendendo più severa la posizione del governo. «Le procure fanno le inchieste, i tribunali i processi. Pur nel pieno e totale rispetto del dettato costituzionale della presunzione di innocenza, però, non posso non registrare che il lavoro della magistratura va nella direzione delle denunce che per anni abbiamo sostenuto dopo la tragedia di Ponte Morandi, tanto sulla vicenda delle barriere fonoassorbenti quanto in quella della manutenzione dei tunnel autostradale» attacca il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Roberto Traversi.

luciano benetton

 

 

«L’ipotesi al vaglio della procura rappresenta solo l’ultima conferma – prosegue – Aspi in questi anni ha lucrato miliardi chiudendo un occhio, quando non entrambi, sulla tutela della sicurezza degli automobilisti liguri. Per questo, è necessario che la vicenda Autostrade per l’Italia e la trattativa con Cassa Depositi e Prestiti per l’uscita del gruppo Atlantia si risolva quanto prima, per dare una nuova governance ed un nuovo indirizzo ad una azienda concessionaria che, pur nel rispetto delle regole del mercato, deve garantire la tutela di interessi pubblici.

 

 È intollerabile che le trattative per la cessione di Aspi siano bloccate da mesi quando già a luglio l’indicazione del governo era chiarissima – conclude il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti – ora si proceda nell’ottica di quell’accordo siglato dal premier Giuseppe Conte o si torni a parlare di revoca della concessione. Abbiamo atteso troppo».

 

 

2. L'INDAGINE SUI PANNELLI FONOASSORBENTI È UNA COSTOLA NATA DALL'INCHIESTA SUL CROLLO DEL PONTE MORANDI

giovanni castellucci foto di bacco (2)

Da www.ansa.it

 

La Guardia di finanza ha eseguito una serie di misure cautelari nei confronti di ex vertici e di alcuni degli attuali manager di Autostrade per l'Italia. Sarebbero 6 le misure cautelari.

 

Le accuse ipotizzate sono attentato alla sicurezza dei trasporti e frode in pubbliche forniture.

 

Ai domiciliari l'ex Ad di Autostrade per l'Italia Giovanni Castellucci, e Michele Donferri Mitelli e Paolo Berti, rispettivamente ex responsabile manutenzioni e direttore centrale operativo dell'azienda.  I tre attuali dirigenti interdetti per 12 mesi sono Stefano Marigliani, già direttore del primo tronco di Autostrade ora trasferito a Milano, Paolo Strazzullo, che era responsabile delle ristrutturazioni pianificate sul ponte Morandi, per l'accusa mai eseguite, distaccato a Roma, e Massimo Meliani di Spea.

 

L'inchiesta è coordinata dalla procura di Genova ed è scattata un anno fa dopo l'analisi da parte dei finanzieri di alcuni dei documenti acquisiti nel corso dell'indagine sul crollo del ponte Morandi. In particolare, sempre secondo quanto si apprende, quelli relativi ai problemi riscontrati, in termini di sicurezza, sulle barriere fonoassorbenti montate sull'intera rete autostradale. Delle sei misure disposte dal Gip del tribunale di Genova, tre sono arresti domiciliari e tre sono misure interdittive.

stefano marigliani

 

Le barriere fonoassorbenti non vennero cambiate "per evitare le ingenti spese che avrebbe comportato", si legge nell'ordinanza del gip che ha disposto gli arresti domiciliari per Castellucci, Donferri e Berti e tre interdizioni di attuali dirigenti di Autostrade. Le strutture presentavano errori di progetto che mettevano in pericolo la sicurezza degli automobilisti. 

 

La resina usata per le barriere fonoassorbenti non aveva il marchio CE ma, come ammette un indagato nelle intercettazioni, "sono incollate con il Vinavil" mentre altre si sono "sbragate". Emerge inoltre dall'ordinanza. E' in particolare Donferri che imposta la strategia per mettere una pezza alla errata progettazione delle strutture garantendo il massimo risparmio all'azienda che altrimenti avrebbe dovuto spendere 140 milioni di euro. "Quante sono le ribaltine scese - chiede Donferri - e quanti i Comuni che hanno rotto il c...? Solo Rapallo ha rotto il c...". E poi, ridendo: "Gliele abbiamo ritirate su e ci siamo inventati il criterio della manutenzione..."

 

BARRIERE FONOASSORBENTI

 L'indagine sui pannelli fonoassorbenti è una costola nata dall'inchiesta sul crollo del ponte Morandi. Gli investigatori del primo gruppo delle fiamme gialle, guidati dal colonnello Ivan Bixio, hanno scoperto che gli ex vertici erano consapevoli che le barriere fossero difettose e del potenziale pericolo per la sicurezza stradale, con rischio cedimento nelle giornate di forte vento (fatti peraltro realmente avvenuti nel corso del 2016 e 2017 sulla rete autostradale genovese). In particolare, è emersa la consapevolezza di difetti progettuali e di sottostima dell'azione del vento, nonché dell'utilizzo di alcuni materiali per l'ancoraggio a terra non conformi alle certificazioni europee e scarsamente performanti.

 

Dalle indagini è emerso che gli indagati non hanno proceduto volontariamente ai lavori di sostituzione e messa in sicurezza adeguati, eludendo tale obbligo con alcuni accorgimenti temporanei non idonei e non risolutivi. Gli inquirenti hanno contestato una frode nei confronti dello Stato, per non aver adeguato la rete da un punto di vista acustico e di gestione in sicurezza della stessa, occultando l'inidoneità e pericolosità delle barriere, senza alcuna comunicazione - obbligatoria - all'organo di vigilanza (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti). Tra gli indagati, secondo quanto già emerso, figura anche l'attuale ad Roberto Tomasi ma la sua posizione potrebbe poi essere archiviata a breve.

 

roberto tomasi autostrade per l'italia

Autostrade per l'Italia "ha attivato le procedure previste dal contratto per una immediata sospensione dal servizio" dei due tecnici dipendenti coinvolti nell'indagine della Procura di Genova, che ha portato a misure cautelari. Lo si legge in una nota della società, in cui si precisa che gli altri 4 coinvolti sono già ex manager della società. Aspi, si legge nella nota, "valuterà inoltre tutti gli ulteriori interventi del caso a propria tutela sulla base delle risultanze degli atti di indagine". L'indagine della Procura di Genova riguarda una specifica tipologia di barriere integrate anti-rumore, denominate "Integautos, presenti su circa 60 dei 3000 km di rete di Autostrade per l'Italia", precisa la società in una nota, sottolineando che "la totalità di queste barriere è già stata verificata e messa in sicurezza con opportuni interventi tecnici tra la fine del 2019 e gennaio 2020, nell'ambito del generale assessment delle infrastrutture messo in atto dalla società su tutta la rete autostradale".

 

"Stupore e preoccupazione per un provvedimento che non si giustifica in sé e che non si vorrebbe veder finire a condizionare una vicenda, quella del crollo del Ponte Morandi, che con quella odierna non ha nulla a che vedere", così i legali di Castellucci.  "E' opportuno precisare, che si tratta di due vicende completamente distinte. La vicenda riguarda presunti errori progettuali ed esecutivi di alcune barriere fonoassorbenti nella provincia di Genova", sottolineano i legali.

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