renzi serra

DIFETTO SERRA (DAVIDE) – IL FINANZIERE (EX?) RENZIANO FA LO SPLENDIDO DA CERNOBBIO: “RIMBORSARE INDISCRIMINATAMENTE CHI HA PERSO I SOLDI NELLE BANCHE È UNA FOLLIA. RIMBORSARE TUTTI È POPULISMO PURO, SIGNIFICA COMPRARE VOTI” - “SONO MOLTO PREOCCUPATO, TEMO CHE L’AEREO ITALIA VADA A SCHIANTARSI. CON I GOVERNI RENZI E GENTILONI AVEVAMO OGNI GIORNO 725 NUOVI POSTI DI LAVORO” (CIAO CORE)

Francesco Spini per www.lastampa.it

 

DAVIDE SERRA IN UNA PAUSA AL WORKSHOP AMBROSETTI DI CERNOBBIO

«Rimborsare a pioggia indiscriminatamente chi ha perso i soldi nelle banche è una follia», scandisce Davide Serra mentre si prende una pausa dal Workshop Ambrosetti, a Cernobbio. Come la gran parte degli imprenditori e dei finanzieri presenti, anche il numero uno di Algebris manda siluri al governo: «Sono molto preoccupato, temo che l’aereo Italia vada a schiantarsi», dice.

 

 

Dottor Serra, perché è una follia ripagare tutti?

le speculazioni di davide serra e algebris su mps

«Se un risparmiatore subisce un torto è giusto che possa far valere i propri diritti di fronte a un arbitro, a una commissione. Ma rimborsare tutti, senza che sia provata un’anomalia nella vendita dei titoli, è aberrante. È populismo puro, significa comprare voti».

 

Ma i casi di risparmiatori caduti nelle vicende bancarie sono moltissimi.

«Ridare i soldi a tutti senza distinzioni significa incentivare il gioco d’azzardo. Come si fa a dire a chi paga le tasse che, con i suoi soldi, si rifonde magari un imprenditore che aveva messo diverse migliaia di euro in una banca perché rendeva molto? Se rendeva molto, è perché era più rischiosa. In molti casi si tratta di rimborsare scommesse perse. Sono coinvolti migliaia di risparmiatori? Anziché inutili “navigator”, il governo assuma gente per vagliare caso per caso».

 

borghi e le societa di davide serra

Come finirà l’Italia dei gialloverdi?

«Con i governi Renzi e Gentiloni avevamo ogni giorno 725 nuovi posti di lavoro, con questi ne perdiamo 415. il deficit prima saliva mediamente di 3 miliardi al mese, ora avanza di 6. La mia paura è che l’aereo si schianti».

 

Cosa può succedere?

«Nel momento in cui il debito non sarà più sostenibile il governo sarà obbligato a fare manovre correttive. Facendo i bulletti a Bruxelles non si va da nessuna parte, anche perché il voto non cambierà significativamente il quadro in Europa».

 

Da investitore si tiene alla larga dall’Italia?

«Al contrario. Su 10 miliardi di dollari liquidi, ne abbiamo investiti 2 proprio in Italia, il 20%. Tantissimo, se conta che il Paese pesa per l’1,5% del Pil globale. Investiamo in titoli subordinati di Intesa Sanpaolo, Unicredit, Generali, oltre che in sofferenze bancarie da crediti immobiliari. Tutto questo però ci costa un supplemento di spiegazioni in giro per il mondo».

 

davide serra matteo renzi maria elena boschi

In che senso?

«Un esempio tra tanti: sei mesi fa a Tokyo ho dovuto passare il 40% del tempo a spiegare perché abbiamo una parte così rilevante delle nostre attività finanziarie investite in Italia».

 

C’è speranza che con Brexit Milano diventi un’alternativa a Londra?

«Chi può scappa da Londra e Milano è una città internazionale, proiettata oltre l’Italia. Ma le società che devono spostare i soldi cercano uno Stato che abbia un merito di credito a doppia o tripla A. L’Italia, invece, paga la sua tripla B e una minore capacità, rispetto ad altri, di sapersi proporre come alternativa».

 

RISPARMIATORI ANTI RENZI

Anche lei da settembre lei è tornato in Italia. Cosa l’ha indotta a tornare?

«Ricordo che il giorno di Brexit ero al “Wall Street Journal ceo council”, che riuniva i primi 150 amministratori delegati inglesi a Londra. Il ministro dell’Industria fece questo commento: “In Inghilterra abbiamo molti premi Nobel, non tutti si chiamano Scott o Smith. Nonostante ciò, sono benvenuti”».

 

Nessuno è perfetto, anche tra i premi Nobel.

davide serra alla leopolda

«Ma la cosa che più mi ha scioccato ha riguardato i miei bambini, inglesi al cento per cento, passaporto britannico, vincitori di borse di studio. Il giorno dopo il referendum la preside della loro scuola mi ha chiamato e mi ha detto: “Non vi preoccupate, per voi ci sarà sempre posto”. Evidentemente nella sua testa qualcosa era cambiato: noi siamo europei e di cognome non facciamo Smith. Londra è una città cosmopolita, ma è stata sdoganata una forma di discriminazione. Che colpisce anche i dual citizen, quelli che come me hanno una doppia cittadinanza».

 

Torniamo in Italia. Ritiene che i tempi siano maturi per un nuovo consolidamento bancario?

MATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO BY LUGHINO

«In Italia ci sono quasi 20 mila sportelli, con il digitale però tutto è cambiato. Bisognerà ridurre i costi fissi, le filiali e, spiace dirlo, si dovrà trovare qualcosa da fare alle persone che vi lavorano. Prima del consolidamento, però, i bilanci dovranno essere in ordine».

 

Ora non lo sono?

beppe grillo su yacht in sardegna foto di davide serra 3

«Il sistema ha superato l’emergenza, anche se per 5-10 anni dovremo continuare a pulire i bilanci, ancora gravati da 250 miliardi di esposizione tra sofferenze e inadempimenti probabili. Sono ancora pari a due volte e mezzo il capitale della banche, che è di 100 miliardi. Ma, ripeto, l’emergenza è passata».

 

Non crede che la possibile mossa di Unicredit su Commerzbank sia un modo di Mustier per spostare il baricentro della banca in Germania?

JEAN PIERRE MUSTIER

«Lo conosco da vent’anni: Mustier crede nell’Italia più degli italiani. In realtà un’eventuale aggregazione tra Commerzbank e Hvb (la banca tedesca del gruppo italiano, ndr) avrebbe senso industriale più che una combinazione tra Commerzbank e Deutsche Bank. Quest’ultima è un’operazione della politica tedesca per, in un certo senso, salvare Deutsche Bank e trovare un aiuto statale per 30-40 mila esuberi. Sotto il cappello di Unicredit, invece, in Germania nascerebbe un nuovo campione nazionale gestito dai manager di Commerz, con belle sinergie industriali».

 

Siete azionisti del Credito Valtellinese: il 2019 sarà l’anno buono per le nozze?

davide serra nozze carrai

«Penso che il nuovo ad Luigi Lovaglio farà un buon lavoro, ma credo che ci vorranno due o tre anni perché la banca torni commercialmente valida. Ha però un vantaggio: sta in una bellissima zona geografica».

 

Dove peraltro c’è un’altra banca, la Popolare di Sondrio, che resterà cooperativa ancora per un po’, se non per sempre. Che cosa ne pensa del dietrofront di questo governo sulla conversione in Spa delle popolari?

DAVIDE SERRA ALLA LEOPOLDA

«Se guardo alle recenti crisi bancarie, erano tutte popolari: Vicenza, Veneto Banca, le 4 banche, la stessa Credito Valtellinese. È un modello di governance che non funziona. Poi la Sondrio è una di quelle banche virtuose che ha fatto bene. Ma è un’eccezione. E comunque anche lei avrebbe vantaggi nel dotarsi di una diversa corporate governance. Perché se sei bravo, non temi nulla».

 

Ultima domanda su Tim. Un anno fa disse peste e corna sull’appoggio di Cdp al fondo Elliott per strappare il controllo ai francesi di Vivendi. Si è ricreduto?

BOLLORE' VIVENDI

«Ancora oggi penso che la decisione di Cdp di votare con Elliott resterà come una delle grandi onte del Paese. La politica industriale va fatta apertamente, non legandosi a un campione del mordi e fuggi, cui non importa nulla dell’Italia. Vivendi vive di Media e telecomunicazioni. Elliott non ha bisogno né dell’Italia né di alcun asset italiano».

TIME FOR TIM SITO CREATO DAL FONDO ELLIOTT CONTRO VIVENDITIME FOR TIM SITO CREATO DAL FONDO ELLIOTT CONTRO VIVENDIALGEBRIS - DAVIDE SERRA

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”