IL DILEMMA DELLA BCE - VAI A SPIEGARE AI TEDESCHI PERCHÉ MAI LA BANCA CENTRALE DOVREBBE TASSARE TUTTI I CITTADINI EUROPEI A VANTAGGIO DI PAESI COME GRECIA O ITALIA - INVECE CHE ATTENERSI AL SUO COMPITO DI AUTORITÀ MONETARIA, L’ISTITUTO DI FRANCOFORTE SI È TRASFORMATO IN UN'AUTORITÀ FISCALE SENZA AVERNE IL POTERE - MA SE I GOVERNI NON INTERVENGONO COME EVITARE LA CATASTROFE? - PER LE STESSE RAGIONI LA FED È FINITA NEL MIRINO DEL CONGRESSO USA - AUGURI DRAGHI!…

Luigi Zingales per "l'Espresso"

La crisi finanziaria ha costretto gli italiani a un corso intensivo di economia. La differenza di rendimento tra i titoli del tesoro italiani e quelli tedeschi, che un tempo interessava solo i trader, è oggi notizia di apertura dei telegiornali. Per capire le tensioni politiche a livello europeo, però, non basta aver imparato il gergo della finanza, richiede una comprensione profonda della funzione di una banca centrale: il controllo dell'offerta di moneta al fine di garantire la stabilità dei prezzi.

Un tempo la stabilità dei prezzi era garantita tramite la convertibilità della moneta in oro. Questa soluzione aveva due grossi limiti. Primo, il livello dei prezzi era determinato dalla disponibilità mondiale di oro. La scoperta di una nuova miniera creava inflazione, l'aumento della domanda di oro per usi industriali deflazione. Secondo, l'impossibilità di accomodare improvvisi aumenti nella domanda di moneta. Quando un fallimento, una guerra, o un terremoto aumentavano l'avversione al rischio degli investitori e quindi la loro domanda di moneta, la banca centrale non poteva rispondere aumentando temporaneamente l'offerta di moneta.

Era costretta quindi ad alzare i tassi di interesse per rendere più costoso detenere moneta e quindi per ridurne la domanda. L'aumento dei tassi però deprimeva gli investimenti reali, causando una recessione: fu l'origine principale della Grande Depressione. Una moneta non convertibile, però, manca di un'ancora di riferimento. Può essere più facilmente usata per finanziare i deficit pubblici e generare inflazione, come avvenne in Italia negli anni Settanta. Per questo motivo tutti i Paesi sviluppati hanno creato delle banche centrali indipendenti dal potere politico. La Banca centrale europea (Bce) ne è l'esempio più estremo.

Come fa la Bce a fornire liquidità senza generare inflazione? Il modo più tradizionale è quello di prestare dei soldi alle banche in cambio di garanzie (titoli). Queste operazioni immettono liquidità nel sistema solo temporaneamente, perché alla scadenza del prestito le banche devono restituire la liquidità alla Bce. Un altro modo per farlo è quello di comprare dei titoli per poi rivenderli per drenare liquidità. Entrambe queste operazioni presuppongono la solvibilità dei titoli comperati o presi a garanzia. Se la Bce compra dei titoli che fanno default, non può rivenderli per drenare liquidità e quindi di fatto immette nel sistema moneta che può generare inflazione.

Se da un lato l'acquisto di titoli a rischio di fallimento impone una tassa da inflazione a tutti i cittadini europei, dall'altro fornisce un sussidio agli emittenti di quei titoli. Non si tratta quindi più di una operazione di politica monetaria, ma di un'operazione di politica fiscale, legittima solo se approvata dal Parlamento. Come possono dei tecnocrati non eletti e, per disegno costituzionale, non responsabili di fronte a nessun organo elettivo decidere chi tassare e chi sussidiare?

Questo è il punto essenziale del dibattito all'interno della Bce. Preoccupato della lentezza della politica, nel maggio 2010 il consiglio della Bce decise a maggioranza di acquistare titoli greci. L'allora governatore della Bundesbank, Axel Weber, votò contro e poi si dimise, perché in questo atto vide una pericolosa violazione dei principi ispiratori della Bce. Per lo stesso motivo si è dimesso la settimana scorsa Jürgen Stark, il rappresentante tedesco nel consiglio della Bce. Invece che attenersi al suo compito di autorità monetaria, la Bce si è trasformata in un'autorità fiscale che tassa tutti i cittadini europei a vantaggio del governo greco (e ora italiano).

Per molti la Bce non ha né l'autorità politica né quella legale per fare queste operazioni. Per altri il fine giustifica i mezzi. In assenza di un intervento dei governi, la Bce deve sostituirsi a essi, per evitare la catastrofe. È in parte quello che ha fatto la Federal Reserve che, per questo motivo, è sotto attacco del Congresso Usa. Se continua così la Bce sarà sotto attacco del Parlamento tedesco. Mario Draghi non poteva assumere l'incarico in un momento peggiore.

 

trichetDraghi Trichet banca_centrale_europeaJurgen Starkbernanke

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…