outfit da smart working -4

IL DISTANZIAMENTO A-SOCIALE - LA FASE DUE È ARRIVATA, MA MOLTI NON SONO SICURI DI VOLER RIPARTIRE COME PRIMA. TOLTI COMMERCIANTI, IMPRENDITORI E OPERAI, CI SONO MANAGER, DIPENDENTI, PROFESSIONISTI E PENDOLARI DEL CARTELLINO CHE SI SONO ABITUATI ALLO SMART WORKING E ORA PREFERISCONO CONTINUARE DA CASA. GLI EFFETTI SONO BENEFICI: RIDUCONO L'AFFOLLAMENTO, L'IMPATTO SUI MEZZI PUBBLICI, LE CODE PER LA PAUSA PRANZO. FINCHÉ UN GIORNO ARRIVERÀ LA FASE TRE E…

 

Da www.linkiesta.it

 

cane pastore in smart working - coronavirus meme

Ma siamo poi così sicuri di voler ripartire? Ok il barbiere riduci-criniera, benissimo il caffè al bar, le passeggiate nei parchi, fantastica l’idea di poter cambiare finalmente le gomme invernali. Però, se poi pensi alla cravatta da stringere, i piedi gonfi nelle scarpe strette o la coda in tangenziale, beh, allora…

 

I dubbi da Fase2 non sono solo quelli che portano il Decreto di aprile a manifestarsi a maggio o il tipo di mascherina da indossare, sempre se la si trova. Mentre il paese leopardato (in alcune regioni saracinesche in su, in altre a metà, poi quelle mestamente abbassate) prova a scacciare la paura da bollettino della Protezione Civile, si fa largo, ammettiamolo, anche la protettiva pigrizia del «ma, in fondo, anche da casa…».

 

È stato scritto da molti. Per manager, dipendenti, professionisti e pendolari del cartellino il lockdown è stato un modo per ritrovare spazi e tempi perduti (videocall permettendo, ne abbiamo già parlato). Conciliare lavoro e impegni casalinghi (con le donne anche in questo caso sempre troppo costrette in prima linea) spesso non è stato facile, tuttavia il computo dei vantaggi supera quello degli svantaggi.

smart working 1

 

Detto ciò, e senza affidarsi agli alfieri della riflessione intimistica, maggio non è solo il mese delle rose ma anche quello delle spine. Che pungono acuminate nel pensiero laterale. Se proponi di aspettare una settimana per riaprire l’ufficio con la scusa della ditta di sanificazione che non si trova, rifiuti il doodle per incontrare i colleghi o rinvii l’appuntamento con il potenziale cliente che tanto avevi inseguito, forse si è fatta largo in te la sindrome del distanziamento a-sociale.

congedo parentale

 

Il dilemma non è solo scherzoso. Con un’economia in ginocchio che sconterà a fine anno – se va bene – un gelido meno 10 per cento e una turbolenza politica dagli scenari istituzionali incerti, l’Italia è di fronte a scelte radicali sia sul fronte finanziario sia su quello comportamentale. Sostenere il peso di una macchina di controlli sanitari, territoriali e personali sarà un impegno gravoso per le tasche e le energie di un Paese che arriva alla Fase2 con un carico pesantissimo di dolore e interrogativi.

 

Paradossalmente, un contributo a una minore incidenza del caos in queste prime settimane di rincorsa alla normalità potrebbe arrivare proprio da chi si è in un certo senso adeguato a questa vita in differita. Se per molte realtà imprenditoriali c’è necessità e urgenza di una ripresa sicura e protetta, altre forme di business hanno patito meno la quarantena.

meme smartworking 1

 

La consulenza in primis, ma anche servizi e studi professionali che grazie al digitale e a investimenti in tecnologia, mai così tanto benedetti, hanno potuto delocalizzare – non all’estero ma nel cortile di casa – la chiusura di un progetto o l’affinamento di un modello.

 

L’idea di chiedere di continuare così ancora per un po’, evitando di affollare la metro e le code per la pausa pranzo o i navigli e le terrazze per l’apericena potrebbe rappresentare il miglior contributo a un soft landing postemergenziale da parte di chi ha capito che la dimensione salottiera preferibile è quella del proprio, di salotto. Dando parallelamente la possibilità alle autorità pubbliche di verificare se i protocolli funzionano e a quelle sanitarie se le misure sono sufficienti.

outfit da smart working 2

 

La probabile recrudescenza – ogni scongiuro è ammesso durante la lettura – dei contagi a causa dell’affollamento di strade, mezzi e uffici non è uno scherzo. Per quanto gli italiani abbiano ingoiato con disciplina la parmigiana di ordinanze e autocertificazioni, strato dopo strato, messa sul piatto delle incomprensioni burocratiche, la corsa al riappropriarsi della libertà personale e professionale rischia di generare un nuovo lockdown.

 

Già si parla di Fase3 quando il rischio di un ritorno alla Fase1 è tutt’altro che peregrino, come dimostrano le immagini a densità record di queste ore. E dunque, anche per dar modo a quelle imprese che in casa proprio non possono lavorare, di tornare in gioco, un piccolo egoistico sacrificio è il benvenuto. Anche perché il rischio di una creazione di una nuova specie di bradipi da divano è scongiurato: mai si è lavorato così tanto come in questi due mesi tra le mura domestiche.

 

Poi, quando davvero saremo in Fase3 e avremo capito che il distanziamento fisico è meglio di certe pacche sulle spalle, archivieremo anche il distanziamento a-sociale e a casa ci torneremo solo la sera, stremati dal traffico per dire chissà: «Però, sai che si stava meglio in quarantena?».

cambio vestiti durante il consiglio comunale su zoom 6zoom cloud meetings

 

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola

RESPINTO IL RICORSO DI SIGFRIDO RANUCCI CONTRO LA RAI: NON CI SARA' NESSUN REINTEGRO, IL CONDUTTORE NON RIPRENDERA' IL SUO POSTO ALLA GUIDA DI "REPORT" - DALLA RAI FILTRA "SODDISFAZIONE" PER LA SENTENZA DELLA GIUDICE DEL LAVORO DONATELLA CASARI (BOLLATA DALLA STAMPA DI DESTRA COME MAGISTRATO SINISTRORSO) CHE HA RESPINTO IL RICORSO EX ARTICOLO 700 DELL'''AMICO FRATERNO" DEL PESCIVENDOLO-BOMBAROLO DEL "BISTROT CEFALU' - NEI GIORNI SCORSI ERA ARRIVATA ANCHE UNA SOSPENSIONE DI DIECI GIORNI SENZA STIPENDIO - A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI ''REPORT'', L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI - SU TROPPI COMPORTAMENTI, DA LAVITOLA IN GIU', RANUCCI E' ETICAMENTE INDIFENDIBILE - COSA FARA' ORA "SUPERMAN" SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? SE NON HA PIU' LA CREDIBILITA' PER PRESENTARE INCHIESTE SUL POTERE, CHISSA' SE IL CALDO "SIG" AVRA' ANCORA CREDIBILITA' PER CANDIDARSI ALLE PROSSIME POLITICHE...

messina orcel donnet generali

DAGOREPORT - FINITO IL PRIMO TEMPO DEL RISIKO, CON LO STRAORDINARIO SUCCESSO DELL’OPAS DI INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA, SI APRE IL SECONDO ROUND, QUELLO DECISIVO PER ESPUGNARE IL “FORZIERE D’ITALIA”, ASSICURAZIONI GENERALI - L’UNICO ISTITUTO BANCARIO CHE POTREBBE FAR SALTARE IL PIANO INTESA DI CARLO MESSINA E COMPAGNI È UNICREDIT, CHE HA CONVOCATO PER OGGI UN CDA STRAORDINARIO – PARE CHE IL BERSAGLIO DI ANDREA ORCEL SIA LA CONQUISTA DI BANCA GENERALI, DI CUI IL LEONE HA IN TASCA IL 51% - NESSUNO ESCLUDE CHE DOMANI ORCEL POSSA SPEGNERE I SOGNI DI GLORIA DI MESSINA, PORTANDO LA PARTECIPAZIONE DI UNICREDIT NEL LEONE, DAL 9 AL 29,9%, MAGARI RILEVANDO LA QUOTA DEL 10,15% DETENUTA DAL GRUPPO DEL VECCHIO/DELFIN IN GENERALI - NON È NEMMENO DA GETTARE NEL CESTINO L’OPZIONE DI UNA FUSIONE UNICREDIT-GENERALI PER DARE VITA A UNA BANCA-ASSICURAZIONE - NON È FINITA. SI ACCAVALLANO LE VOCI DI INTERLOCUZIONI A IOSA TRA UNICREDIT E CRÉDIT AGRICOLE…

meloni schlein calenda richetti bonetti rosato conte

“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO ALL’ALLEANZA CON IL CENTROSINISTRA: “NON SIAMO MAI STATI NÉ SAREMO MAI NEL CAMPO LARGO”. VA BENE CARLETTO, MA CHE FAMO? “AZIONE” FARÀ LA TERZA GAMBA PER GIORGIA MELONI? O CORRERÀ DA SOLA CON IL RISCHIO DI ESSERE ININFLUENTE? - DAGOREPORT: NEL PARTITO DEL “CHURCHILL DEI PARIOLI”, RICHETTI A PARTE, SAREBBERO GIÀ PRONTI A LANCIARSI TRA LE BRACCIA DELLA MELONI. BONETTI, ROSATO E COMPAGNIA SPERANO CHE IL CENTRODESTRA RESTI SOTTO AL 42% PER OFFRIRSI COME STAMPELLINA. MA GLI ELETTORI “AZIONISTI” SOFFRIREBBERO UN PASSAGGIO A DESTRA: SI FIDANO PIÙ DI RENZI CHE DI MELONI, SCHLEIN E CONTE...

malara corsini monteleone

DAGOREPORT - ANTONINO, CHE TIPINO! - IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI PAOLO CORSINI S'E' STUFATO DI MONTELEONE, IL CUI PROGRAMMA "FILOROSSO" INANELLA UN FLOP DIETRO L'ALTRO - NEL TENTATIVO DI ALZARE GLI ASCOLTI, CORSINI HA CONSIGLIATO ALL'EX "IENA" DI CAMBIARE ROTTA: PIÙ SERVIZI, PIÙ INCHIESTE "ON THE ROAD" E MENO CHIACCHIERE INUTILI IN STUDIO. PECCATO CHE IL CONDUTTORE, IN VERSIONE TORTELLONE RIPIENO DI SÉ, ANZICHÉ DARE ASCOLTO AI CONSIGLI, VADA DRITTO PER LA SUA STRADA - SE GLI ASCOLTI NON MIGLIORERANNO, LA RAI CHIUDERA' "FILOROSSO" A FINE ANNO E POTREBBE SILURARE IL CONDUTTORE, PAGANDO UNA PICCOLA PENALE - LO SCAZZO TELEFONICO IN DIALETTO CALABRESE TRA MALARA E MONTELEONE E LA LUNGA LISTA DI FLOP BY ANTONINO...

giorgia meloni cateno de luca

FLASH! MELONI S-CATENATA: ACCORDO FATTO CON "SUD CHIAMA NORD", IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA. A LEGGE ELETTORALE APPROVATA, GIORGIA PUNTA ANCHE SU CATENO, QUOTATO ALL’1,5%, PER RAGGIUNGERE QUOTA 42 SENZA VANNACCI - IL SINDACO DI TAORMINA, ALLE REGIONALI SICILIANE DEL 2022, HA PRESO (DA SOLO) PIU’ DI MEZZO MILIONE DI VOTI - LA PROSSIMA SETTIMANA SI FORMERA’ LA COMPONENTE ALLA CAMERA: A FRANCESCO GALLO SI UNIRANNO UN ALTRO PAIO DI DEPUTATI, TRA I QUALI MANLIO MESSINA, CHE RIENTRA IN “AREA MELONI” DOPO AVER LASCIATO IL GRUPPO DI FDI NEL 2025…

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...