il video di toninelli su benetton e autostrade

UN FINALE CHE SI RIPETE DA 30 ANNI: HANNO VINTO I BENETTON (SALUTAME A TONINELLI) - ATLANTIA VENDERÀ LA SUA QUOTA DI AUTOSTRADE SUL MERCATO, A CHI LE PARE, SENZA RISPETTARE IL PATTO SIGLATO CON IL GOVERNO (ALTRO FLOP DI PAOLA DE MICHELI) CHE DOVEVA GARANTIRE UNA STRADA PRIVILEGIATA E NON TROPPO SANGUINOSA A CDP. GIÀ SI AFFACCIANO FONDI STRANIERI E SQUALI VARI. SICURI CHE ANDRA' MEGLIO?

Nino Sunseri per ''Libero Quotidiano''

 

giancarlo cancelleri

Il consiglio d'amministrazione di Atlantia ha fatto quello che aveva promesso. Nella riunione di ieri ha disegnato il futuro per Autostrade per l'Italia (di cui possiede l'88%) ignorando il pressing del governo che adesso, attraverso Giancarlo Cancellieri, vice ministro grillino delle Infrastrutture, torna a minacciare la revoca della concessione Una possibilità già esclusa dall'Avvocatura dello Stato. Tuttavia indispensabile ai Pentastellati per dimostrare di essere in vita

 

. Come dimenticare Di Maio e i Conte che all'indomani del crollo del Ponte Morandi avevano annunciato che i Benetton, proprietari della società sarebbero stati cacciati via immediatamente? Dopo due anni è ancora la dinastia trevigiana a dare le carte. Mette anche l'elmetto nominando in consiglio Lucia Morselli che, come capo dell'Ilva, è abituata agli scontri con questo governo. La soluzione delineata da Atlantia passa attraverso un doppio binario: la vendita sul mercato di Autostrade per l'Italia attraverso una gara internazionale oppure lo spezzatino.

luciano benetton

 

 Vuol dire che le rete autostradale verrà conferita ad una nuova società chiamata Acc (Autostrade concessionaria e costruzioni) di cui è prevista la quotazione in Borsa a partire dall'anno prossimo. Dalle prime indiscrezioni pare che ci sia già un interesse da parte del fondo sovrano del Kuwait (Kia).

 

IL RUOLO DI CDP

Questo scenario non esclude, ovviamente il coinvolgimento di Cdp con cui il tavolo negoziale si sarebbe interrotto un paio di settimane fa. Cdp, se dovesse rientrare in partita, dovrebbe farlo a condizioni di mercato. Per esempio acquistando il 12% della rete autostradale in mano ai francesi di Edf, ai tedeschi di Allianz e ai cinesi di Silk Road. Tuttavia non sembra che Fabrizio Palermo, capo della Cassa abbia intenzione di riprendere il negoziato. Resta il dato politico con la figuraccia rimediata dal governo. Il consiglio dei ministri del 14 luglio aveva delineato un percorso molto diverso da quello approvato dal cda di Atlantia.

 

giuseppe conte paola de micheli

Era previsto, infatti, che Cdp entrasse direttamente in Autostrade per l'Italia con un aumento di capitale riservato. In questo modo avrebbe preso, insieme ad un gruppo di alleati, il controllo mettendo all'angolo la famiglia Benetton. Questa ipotesi però si è dimostrata immediatamente impercorribile perché avrebbe penalizzato gli interessi di tutti i soci e non solo la dinastia trevigiana. Da qui la decisione di dare il via ad un processo alternativo. Piazza Affari ha reagito positivamente facendo salire il titolo Atlantia ancora dell'1,6% a 13,8 euro. Tuttavia lil traguardo è ancora molto lontano.

 

CONDIZIONI

Non a caso il comunicato diffuso dopo il consiglio d'amministrazione indica una lunga serie di condizioni da superare. Sono barriere che il governo potrebbe alzare in qualsiasi momento esponendosi, però al rischio di reazioni molto forti. Ieri il fondo inglese Tci titolare del 7% di Atlantia si è dichiarato soddisfatto. Segno che dietro il consiglio d'amministrazione c'è uno schieramento di investitori internazionali molto potente. Per andare avanti sul progetto di scissione serve circoscrivere il rischio legale derivante dal crollo del Ponte Morandi.

gualtieri conte patuanelli

 

Autostrade ha già pagato un indennizzo di 3,4 miliardi. Basteranno? Difficile dirlo considerando che proprio il problema della garanzia è stato l'inciampo su cui è crollata la trattativa con cdp. C'è poi da stabilire il nuovo Piano tariffario. È un passaggio fondamentale per stabilire il valore di Autostrade. Il governo, finora ha tenuto il dossier in frigorifero aspettando di capire le intenzioni del gruppo. Adesso potrà decidere. L'indicazione è quella di un abbattimento dei pedaggi riducendo la redditività dall'11 al 7%.

 

Un taglio ulteriore rischierebbe di danneggiare anche Cdp se mai tornasse in partita. Senza contare, ovviamente, il fatto che tutta l'operazione dovrà passare l'esame dell'Anas e poi della Consob. Un equilibrio molto delicato che aspetta una soluzione. Soprattutto per i 14,5 miliardi di investimenti promessi da Autostrade. 

Ultimi Dagoreport

viktor orban - giorgia meloni - 7

DAGOREPORT – URBI ET ORBAN: IL TONFO DI VIKTOR A BUDAPEST S’È SENTITO FORTE E CHIARO ANCHE A ROMA, E APRE UNA CREPA DENTRO FRATELLI D’ITALIA! TRA VIA DELLA SCROFA E PALAZZO CHIGI, LA “FIAMMA MAGICA” È RIMASTA DI STUCCO DI FRONTE AL MESSAGGIO DI GIORGIA MELONI A SOSTEGNO DEL SUO “AMICO” UNGHERESE – MERCOLEDÌ ARRIVA A ROMA ZELENSKY E IL PRESIDENTE UCRAINO DOVRÀ INDOSSARE LA MASCHERA DI ATTORE CONSUMATO PER DISSIMULARE IL FASTIDIO VERSO LA DUCETTA. A PAROLE, IL SOSTEGNO ITALIANO NON È MAI MANCATO. NEI FATTI, LA SORA GIORGIA SI È SEMPRE SCHIERATA CON TRUMP (CHE CHIEDE LA RESA A KIEV) E ORBAN, IL BURATTINO DI PUTIN NELL’UNIONE EUROPEA…

pier silvio marina berlusconi antonio tajani enrico costa deborah bergamini paolo barelli maurizio gasparri

AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?