aponte ita airways

E ALLA FINE RICICCIA IL "CAPITANO CORAGGIOSO" - GIANLUIGI APONTE DI MSC VOLEVA PRENDERSI UN PEZZETO DI ALITALIA GIÀ NEL 2008: ORA L'ARMATORE NAPOLETANO PUNTA ALLA MAGGIORANZA DI ITA AIRWAYS PERCHÉ DURANTE LA PANDEMIA SI È ACCORTO CHE LE NAVI CARGO POSSONO ESSERE BLOCCATE ALL'IMPROSSIVO E SERVE UN CANALE ALTERNATIVO, CIOÈ GLI AEREI - IL PARTNER DELL'OPERAZIONE È LA TEDESCA LUFTHANSA, CHE INVIDIA ALL'ITALIA I SERVIZI DI FIUMICINO…

Aldo Fontanarosa per “la Repubblica - Affari & Finanza

 

gianluigi aponte 5

Dopo essersi regalato un'isola nel mare delle Bahamas (il paradiso ecologico di Ocean Cay) ora Gianluigi Aponte vuole comprare un'intera compagnia aerea. Nel 2008, Aponte proprietario di Msc e di Msc Crociere, re del trasporto merci e passeggeri via mare - fu tentato di prendere un pezzo di Alitalia come "capitano coraggioso". Nel 2022 l'armatore di Sant'Agnello, secondo uomo più ricco della Svizzera dove ora vive, punta alla maggioranza di Ita Airways.

 

gianluigi aponte 7

In questa storia recita un ruolo, ovviamente, la pandemia. Msc ha 600 navi cargo che trasportano beni di ogni tipo. Ma da oltre due anni le imbarcazioni mercantili non sanno - a volte - né quando potranno partire né quando arriveranno.

 

gianluigi aponte 4

Di colpo i cinesi possono chiudere un porto di approdo solo perché la regione registra un piccolo focolaio di contagi, obbligando così le navi a soste di giorni in mare.

 

gianluigi aponte 3

È successo a Ningbo e Yantian. E problemi sono arrivati finanche nei porti di un Paese flessibile e organizzato come gli Stati Uniti, a Los Angeles e Long Beach. Per questo Msc ha bisogno di un canale alternativo alle navi e vuole quella compagnia aerea che tanti concorrenti del cargo via mare hanno già. Peraltro ci sono beni che viaggiano malvolentieri in nave perché bisognosi di un trattamento soft.

 

gianluigi aponte 8

Sono i prodotti alimentari (che l'Italia esporta per 52 miliardi di euro annui); i dispositivi elettronici e i microchip; le opere d'arte; finanche leoni, tigri e giraffe (nel cui trasporto è specializzata la compagnia aerea taiwanese Eva). Se vuole trasferire qualcosa di delicato un operatore del cargo ha bisogno di una flotta aerea.

 

msc crociere

Poi ci sono i passeggeri. Msc Crociere schiera 19 navi per i viaggi turistici (in genere inaugurate da Sophia Loren). E sta investendo nel settore, a dispetto del Covid-19. Nel 2021 ad esempio ha lanciato il marchio Explora Journeys che garantirà ai viaggiatori vacanze particolari, tra lusso a bordo, avventure in Paesi inesplorati, approccio verde al viaggio. La crociera è sempre di più un'esperienza emotiva.

 

NAVE CROCIERA MSC

Per questo Msc Crociere - terza società al mondo del settore - ama portare i croceristi su paradisi ecologici come Ocean Cay alle Bahamas. Per questo realizza terminal attrezzati dove il turista ha la percezione di entrare subito in un mondo da favola (Miami, opera di Fincantieri, sarà inaugurato nel 2023). Ora, Msc organizza già voli charter per spostare i croceristi. Ma questi, certo molto dignitosi, non raggiungono ancora gli standard di qualità cui la società ambisce.

 

ITA AIRWAYS

Altra cosa sarebbe imbarcarli sui velivoli azzurri di Ita Airways, che peraltro ha comprato dall'Airbus 28 apparecchi d'avanguardia (inclusi dieci A330 neo). Nella conquista di Ita Airways, Msc tira dritto nonostante il tentativo di inserimento di Air France-Klm e si affianca a Lufthansa, primo vettore europeo per flotta aerea, che ha precise convenienze in questa partita.

 

ita airways

Lufthansa, prima di tutto, invidia all'Italia i servizi di Fiumicino. Già nel 2020, nei suoi documenti interni, la compagnia tedesca considerava l'aeroporto romano più attento alle esigenze dei passeggeri finanche del suo migliore, Francoforte. L'altro problema serio di Lufthansa è che i suoi scali tedeschi - Monaco e Francoforte, appunto - sono saturi (al netto delle difficoltà del Covid-19). Per conquistare traffico aggiuntivo, è necessario disporre di Linate (per i passeggeri) e di Malpensa (per il cargo).

 

fabio lazzerini e alfredo altavilla di ita airways 9

Gli aeroporti, d'altra parte, contano molto nelle strategie commerciali. Su una rete di scali grandi e funzionali - gli hub - Lufthansa ha fondato l'intero sviluppo industriale tra il 2013 e il 2019; e più tardi la strategia di sopravvivenza nei mesi della pandemia. Per preservare i conti e fronteggiare le low cost (come Ryanair), Lufthansa ha fatto anche una seconda mossa. Ha schierato una costellazione di marchi di valore.

 

lufthansa

Oggi Lufthansa controlla - tra le altre - Austrian Airlines (in Austria) Swiss (in Svizzera), Brussels Airlines (in Belgio) e Air Dolomiti a Verona in Italia. A questi brand, adesso vuole aggiungerne due altri: Ita Airways, nuovo, fresco; ma anche Alitalia, tuttora amato nel mondo, come i tedeschi hanno appurato nei loro sondaggi. I vettori austriaco, svizzero e belga (Austrian, Swiss, Brussels) sono nati dalle ceneri delle storiche compagnie di bandiera, fallite sotto il peso dei loro debiti.

 

lufthansa

Pochi anni fa, prima che Lufthansa li comprasse, erano esattamente dove Ita Airways è oggi con il tracollo di Alitalia. Rinascevano - con pochi dipendenti e un pugno di aerei, certo - ma almeno libere del peso del passato.

 

Dentro queste imprese, Lufthansa ha iniettato il suo notevole patrimonio tecnologico, a partire dalle piattaforme intelligenti che permettono di vendere biglietti delle compagnie del gruppo e delle alleate a qualsiasi cliente in ogni angolo del pianeta. Nel 2020, dieci milioni sono stati travasati nella sola Air Dolomiti per migliorare i sistemi di vendita e revenue management.

 

E le turbolenze sindacali, in tutto questo? In patria, Lufthansa applica un modello di cogestione che tenta di coinvolgere al massimo i sindacati e i lavoratori nelle scelte e decisioni chiave. Un protocollo che potrebbe ben adattarsi alla cultura italiana.

Ultimi Dagoreport

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…

theodore kyriakou la repubblica mario orfeo gedi

FLASH! – PROCEDE A PASSO SPEDITO L’OPERA DEI DUE EMISSARI DEL GRUPPO ANTENNA SPEDITI IN ITALIA A SPULCIARE I BILANCI DEI GIORNALI E RADIO DEL GRUPPO GEDI (IL CLOSING È PREVISTO PER FINE GENNAIO 2026) - INTANTO, CON UN PO’ DI RITARDO, IL MAGNATE GRECO KYRIAKOU HA COMMISSIONATO A UN ISTITUTO DEMOSCOPICO DI CONDURRE UN’INDAGINE SUL BUSINESS DELLA PUBBLICITÀ TRICOLORE E SULLO SPAZIO POLITICO LASCIATO ANCORA PRIVO DI COPERTURA DAI MEDIA ITALIANI – SONO ALTE LE PREVISIONI CHE DANNO, COME SEGNO DI CONTINUITÀ EDITORIALE, MARIO ORFEO SALDO SUL POSTO DI COMANDO DI ‘’REPUBBLICA’’. DEL RESTO, ALTRA VIA NON C’È PER CONTENERE IL MONTANTE ‘’NERVOSISMO’’ DEI GIORNALISTI…