matteo salvini giancarlo giorgetti paperone ricchi tasse flat tax ricconi paperoni

IL FISCO ITALIANO RESTA A MISURA DI PAPERONI – IL GOVERNO HA DECISO DI RADDOPPIARE DA 100 A 200 MILA EURO L’ANNO LA TASSA PIATTA PER RICCONI STRANIERI, INTRODOTTA DA RENZI – “IL FOGLIO”: “ANCHE COSÌ GONFIATA L'IMPOSTA FORFETTARIA RIMANE UN MANIFESTO DELLA DISEGUAGLIANZA. SAREBBE MEGLIO CONCENTRARSI SU UNA RIFORMA DEL FISCO CHE TAGLI LE TASSE A TUTTI, ANZICHÉ PRESERVARE UNA DEROGA RISERVATA A POCHI BENEFICIARI CON REDDITI ELEVATISSIMI”

Estratto dell’articolo di Carlo Stagnaro e Luciano Capone per “Il Foglio”

 

giorgia meloni giancarlo giorgetti

Il governo sembra pronto a raddoppiare, da 100 a 200 mila euro all’anno, la cosiddetta “flat tax per i paperoni”. Il ministro Giancarlo Giorgetti è stato criticato per questa scelta, ma se una critica gli va fatta è quella opposta: quel tributo, con le sue attuali caratteristiche, è indifendibile e rappresenta un manifesto a favore della forma più odiosa di diseguaglianza, cioè quella che deriva dalle scelte del sovrano.

 

[…] andrebbe gradualmente ricondotto alla fiscalità ordinaria, non semplicemente rivisto. La cosiddetta flat tax non è, in realtà, una tassa piatta, ma un’imposta forfettaria sui redditi esteri, a cui possono volontariamente aderire i soggetti non residenti che portano nel nostro paese la propria residenza. In tal caso, accedono a un regime sostitutivo che prevede, appunto, il versamento di 100 mila euro, più 25 mila euro a testa per ciascun famigliare che li segue.

 

FLAT TAX PER I RICCHI STRANIERI

Nel 2022 ne godevano 1.136 individui, di cui 818 contribuenti principali e 318 famigliari, per un gettito complessivo di poco inferiore ai 90 milioni di euro.

 

I fautori dell’imposta sostengono che, senza questa agevolazione, essi non si sarebbero mai spostati in Italia ai fini fiscali, e quindi la sua abolizione (o revisione) comporta inevitabilmente una perdita secca. È possibile che abbiano ragione, ma non possiamo saperlo: da anni la Corte dei conti lamenta che “l’Agenzia delle Entrate non è a conoscenza né dell’ammontare dei redditi esteri sui quali agisce l’imposta sostitutiva” […]

 

[…] non è stato messo in atto alcun meccanismo di monitoraggio per verificare se la norma è efficace rispetto al suo obiettivo dichiarato, cioè “favorire gli investimenti in Italia da parte di soggetti non residenti”. Una cosa sola si può presumere: i beneficiari sono persone ad alto o altissimo reddito.

MATTEO RENZI

 

L’imposta solleva anzitutto una questione di metodo. Normalmente, per quantificare l’impatto di bilancio dei bonus fiscali, la Ragioneria generale dello stato stima quale sarebbe stato il gettito ordinario e valuta quindi per differenza le eventuali coperture necessarie.

 

In questo caso, non è stata effettuata alcuna stima, dando apparentemente per scontato (magari ragionevolmente) che quel gettito non ci sarebbe stato. In base allo stesso principio, si potrebbe argomentare che azzerando o quasi le imposte per tutte le nuove imprese non si perde alcun gettito, perché quelle aziende ancora non esistono. E’ ovviamente un paradosso, ma aiuta a ribadire il tema dell’opacità nelle bollinature e l’assoluto disinteresse alla valutazione degli effetti reali delle politiche pubbliche.

 

 

FLAT TAX PER I RICCHI STRANIERI

Poi c’è un evidente problema di equità: tutti denunciano le diseguaglianze, salvo poi tollerare nell’ordinamento un’imposta (tra l’altro, voluta e difesa dalla sinistra) che applica a molti veri ricchi un’aliquota fiscale effettiva che i poveri si sognano. […]

 

Infine, c’è una curiosa contraddizione politica: i partiti italiani sono schierati come un sol uomo contro la concorrenza fiscale, che pure dipende dal fatto che altri stati tassano meno dell’Italia perché spendono meno (e dunque hanno minori esigenze di gettito).

 

Con che faccia si fanno vanto di un regime sostitutivo che fa uno sfacciato regalo fiscale a un pugno di contribuenti, e rappresenta un insulto ai lavoratori italiani, per giunta in un paese super indebitato? È paradossale che ci sia voluto il governo più a destra della storia della Repubblica per sollevare la questione.

 

giancarlo giorgetti in conferenza stampa 1

Va benissimo, quindi, raddoppiare l’entità del balzello: sarebbe ancora meglio eliminare questa ennesima deroga per pochi privilegiati e concentrarsi su una riforma del fisco che tagli le tasse (tagliando le spese) a tutti i contribuenti, e contemporaneamente dia al sistema tributario un aspetto ordinato e coerente.

FLAT TAX PER I PAPERONI STRANIERI

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...