fisco 1

UN FISCO PER L’ESTATE - DOPO IL DANNO, LA BEFFA: A GIUGNO C'È UNA MAZZATA DA 45 MILIARDI PER LE IMPRESE - AL PAGAMENTO DELLE TASSE RINVIATE SI SOMMERANNO LE USUALI SCADENZE. CHIESTO UN ULTERIORE RINVIO A SETTEMBRE – IL PRESIDENTE DELLA CGIA DI MESTRE, MASON: NELLA CRISI DEL 2008 ABBIAMO ASSISTITO AL SUICIDIO DI MOLTI IMPRENDITORI, ORA TANTE IMPRESE POTREBBERO ANDARE VERSO IL FALLIMENTO"

Laura Della Pasqua per “la Verità”

 

fisco 32

Dopo il danno, la beffa. Lo slittamento delle imposte del trimestre marzo, aprile e maggio rischia di tradursi in una batosta per le imprese. Alla riapertura avranno di fronte un mese horribilis, in cui al pagamento delle tasse rinviate si sommeranno le usuali scadenze pre estate. Un ingorgo fiscale esplosivo. Giugno è il tradizionale appuntamento con l' Agenzia delle entrate, soltanto che questa volta le aziende ci arriveranno senza fiato, messe a dura prova da più di un mese di blocco totale e da una ripartenza scaglionata e tra mille incertezze.

 

Alla carenza di liquidità si aggiunge la confusione del quadro normativo con annunci, false partenze e decreti modificati in corsa. Basti pensare che lo stop fiscale di marzo avrebbe dovuto bloccare 8,7 miliardi di imposte, invece a causa del ritardo del Cura Italia, arrivato il 17 marzo, lo Stato si è assicurato entrate per 5,2 miliardi. Chi si era affrettato a pagare è stato beffato. I ritardatari dovranno comunque presentarsi puntuali all' appuntamento di giugno.

 

Per tutti si prepara una corsa contro il tempo tant' è che i commercialisti hanno chiesto un ulteriore rinvio a settembre per dare la possibilità ai contribuenti di incassare qualcosa ma anche di districarsi nelle nuove norme. Vediamo il labirinto fiscale che attende le imprese.

 

fisco 5

Punto numero uno: a giugno vanno saldate le imposte non pagate a marzo, aprile e maggio. Per marzo abbiamo già detto. Per i successivi due mesi dovranno essere versati complessivamente circa 10,7 miliardi. Nella relazione tecnica al decreto liquidità, leggiamo che ci sono ritenute Irpef per 4,3 miliardi (2,53 di aprile e 1,77 di maggio), ritenute d' acconto pari a 929 milioni (462 milioni di aprile e 467 di maggio) e Iva per 5,53 miliardi (2,53 di aprile e 2,59 di maggio). A questi vanno aggiunti i versamenti contributivi e assicurativi che nelle relazione non sono riportati.

 

fisco 55

A giugno, oltre a questi versamenti congelati, le imprese dovranno far fronte alle scadenze usuali. Prima serve un passo indietro per dire che il pregresso bloccato può essere versato in un' unica rata o in cinque rate. Una dilazione che non cambia granché per le casse esangui delle imprese, dal momento che difficilmente a fine anno saranno in grado di tornare ai volumi pre crisi.

 

A giugno l' imprenditore deve innanzitutto versare i suoi contributi previdenziali che, in una situazione di normalità, hanno come termine ultimo il 16 maggio, ma sono stati posticipati.

 

fisco 1

L' impegno fiscale più importante è con il saldo delle imposte dell' anno precedente (Irpef, Ires e Irap) e con l' acconto per il 2020. Quest' ultimo, in base all' articolo 20 del decreto liquidità, può essere pagato in maniera ridotta. Invece del 98% va versato l' 80%.

Uno sconto che ha un valore più psicologico che effettivo.

 

Quanto vale il gettito di giugno? Per le imprese è un macigno. Dal Bollettino delle entrate fiscali e tributarie del ministero dell' Economia emerge che a giugno 2019 l' Irpef ammontava a 4,6 miliardi, di cui un terzo pagato dalle persone fisiche e due terzi dalle partite Iva, cioè 3,5 miliardi.

 

Per l' Ires sono stati versati, a giugno 2019, tra saldo e acconto per l' anno successivo, 11 miliardi. L' Irap vale 6,3 miliardi. Complessivamente prima dell' estate se ne vanno per queste imposte circa 23 miliardi a cui va aggiunta l' Iva per circa 10 miliardi. Bisogna ricordare che può essere versata con cadenza mensile o trimestrale. E siamo arrivati a 33 miliardi. Se aggiungiamo gli 11 miliardi di tasse bloccate tra marzo e maggio, tocchiamo quota 45 miliardi circa. Una bella batosta.

 

fisco

«Non solo è una mazzata ma le nuove norme arrivano a ridosso delle scadenze e in una situazione di grande confusione. I commercialisti dovranno districarsi tra mille cavilli.

 

Nella crisi del 2008 abbiamo assistito al suicidio di molti imprenditori, ora tante imprese potrebbero non riaprire più e andare verso il fallimento» commenta il presidente della Cgia di Mestre Renato Mason.

 

E avverte: «Alcuni diritti fondamentali sono stati sospesi, non vedo perché non si debbano eliminare alcune procedure sciocche che in questa situazione sono paradossali».

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…