mario draghi daniele franco soldi europa

UN FISCO PER L’ESTATE - IL GOVERNO PRESENTERÀ ENTRO LA FINE DI LUGLIO IL DISEGNO DI LEGGE DELEGA PER LA RIFORMA DEL FISCO: MA COSA PREVEDERÀ? PURTROPPO DIPENDERÀ DAI PARTITI, CHE HANNO POSIZIONI MOLTO DISTANTI TRA LORO. EPPURE CI SAREBBE L’OCCASIONE DI FARE UNA RIFORMA STORICA CHE FINALMENTE ABBASSI LE TASSE SUL LAVORO DIPENDENTE - UNA POSSIBILE INTESA POTREBBE ESSERE TROVATA SUL RIDISEGNO DELLE ALIQUOTE E DEGLI SCAGLIONI DELL’IRPEF PER ALLEGGERIRE IL PRELIEVO SUI CETI MEDI TAR-TASSATI – LA FLAT TAX E IL MODELLO TEDESCO: TUTTE LE PROPOSTE

Enrico Marro per www.corriere.it

 

Le nuove tasse? Possibile l’intesa sul taglio delle tasse per i ceti medi

MARIO DRAGHI DANIELE FRANCO

Ancora l’altra sera, il ministro dell’Economia, Daniele Franco, in audizione alla Camera, ha confermato che il governo presenterà entro la fine di luglio il disegno di legge delega per la riforma del fisco e che questo si ispirerà alle conclusioni dei lavori delle commissioni Finanze di Camera e Senato, che hanno svolto ben 61 audizioni tra esperti del settore, istituzioni nazionali e internazionali e ora si accingono a terminare i lavori.

 

LUIGI MARATTIN

Ecco perché sono importanti i documenti con le proposte di riforma che ciascun gruppo politico ha appena depositato. Essi sono la base per il difficile e delicato compito che attende i presidenti delle due commissioni, rispettivamente Luigi Marattin (Italia viva) e Luciano D’Alfonso (Pd), che cercheranno di arrivare a un documento conclusivo di sintesi che possa raccogliere il consenso della maggioranza; complicato per una coalizione che va dalla Lega a Liberi e uguali.

 

MEME SU LUIGI DI MAIO E IL DITO MEDIO A MATTEO SALVINI

Ma, come dice Marattin, un’occasione unica per il Parlamento, che si lamenta sempre dello strapotere del governo, di incidere, con una riforma attesa da tanti anni e decisiva per il rilancio dell’economia.

 

Dopo aver letto i documenti presentati da tutti i gruppi, viene da concludere che il successo o meno dell’operazione dipenderà dalle scelte politiche dei partiti, in particolare Lega e 5 Stelle, più che dalle distanze sui contenuti, che pure sono forti.

 

In sostanza, se la scelta sarà di mandare avanti il governo Draghi e di fargli fare un salto di qualità con una riforma storica, si potrebbe arrivare a una legge che ruoti intorno al ridisegno delle aliquote e degli scaglioni dell’Irpef per alleggerire il prelievo sui ceti medi (28-55mila euro), volontà che si ritrova in tutti i documenti, sia pure declinata in modo diverso, e che è nel programma dello stesso governo.

 

salvini e di maio by osho

Se invece le tensioni nella maggioranza saliranno, sarà facile far prevalere gli elementi di scontro, perché resta comunque il fatto che nei documenti ciascun partito ha confermato le proprie scelte identitarie. La Lega con l’obiettivo della flat tax, il Pd con l’aumento delle tasse di successione, Leu con la patrimoniale sui più ricchi e così via. C’è poi un problemino di non poco conto: tagliare le tasse costa e tanto. Molti documenti tralasciano questo punto. Ma non potrà fare altrettanto il governo.

 

Scaglioni Irpef, il salto dal 27 al 38%

DANIELE FRANCO MARIO DRAGHI

Partendo dal centrosinistra, il Pd è per ridurre l’Irpef sui primi tre scaglioni di reddito, cioè fino a 55 mila euro, tagliando il differenziale di aliquota (dal 27% al 38%) tra il secondo (15-28 mila euro) e il terzo (28-55 mila), ma senza dire di quanto. In alternativa, il modello tedesco: «una funzione matematica continua» di prelievo commisurata al reddito.

 

I 5 Stelle propongono di ridurre le aliquote da 5 a 3: 23% fino a 25mila euro, 33% da 25mila a 55mila, 43% oltre.

 

irpef

Anche Italia viva prospetta la modifica delle aliquote per i redditi tra 28 mila e 55 mila euro. Leu è per il modello tedesco: con 40 mila euro di reddito si risparmierebbero 2.245 euro di Irpef.

 

Nel centrodestra, la Lega conferma l’obiettivo della flat tax (aliquota unica). Nel frattempo propone la «flat tax incrementale»: un prelievo del 15% sui redditi in più dichiarati sull’anno precedente e di attenuare lo scalone tra seconda e terza aliquota (27-38%).

 

DANIELE FRANCO MARIO DRAGHI AL SENATO

Forza Italia propone 3 aliquote (15-23 e 33%) con quella del 23% tra 25 mila e 65 mila euro come fase di passaggio verso la flat tax. Anche Fratelli d’Italia è per 3 aliquote, estendendo quella del 27% ai redditi fino a 55 mila. Anche Fi e FdI sono per la flat tax incrementale.

 

Per le imprese l’ipotesi dell’Iri al 24%

Per le imprese il Pd propone l’entrata in vigore dell’Iri, con un’aliquota unica del 24%. Per le partite Iva di passare dal sistema del saldo e acconto all’autoliquidazione mensile per cassa. Sullo stesso filone i 5 Stelle, che indicano un sistema di tassazione opzionale sostitutiva con aliquota pari a quella dell’Ires (24%) e sulle partite Iva il mantenimento della flat tax del 15% abbassando però il tetto dei ricavi da 65 mila a 55 mila euro. E propongono di trasformare l’Irap in una addizionale Ires che inciderebbe solo sui profitti e non sul lavoro.

roberto speranza massimo dalema

 

Italia viva chiede di abolire l’Irap e di reintrodurre l’Ace per sostenere gli investimenti e l’Iri. Passando al centrodestra, anche la Lega è per sostituire l’Irap con un’addizionale Ires. Propone inoltre una nuova flat tax anche per le partite Iva oltre 65 mila euro (fino a 100mila) con aliquota del 20% e il superamento del sistema saldo-acconto. Anche Forza Italia è per l’abolizione dell’Irap e chiede, come principio generale della riforma del fisco, l’introduzione in Costituzione di «un tetto massimo alla pressione fiscale». Fratelli d’Italia vuole invece una «riforma della tassazione sulle imprese basata sul principio: più assumi meno paghi».

DANIELE FRANCO MARIO DRAGHI

 

Sulle imposte di successione è scontro

Il Pd conferma la proposta Letta sulle tasse di successione: prelievo del 20% (ora è il 4%) sulle eredità superiori a 5 milioni «mantenendo la franchigia di 1 milione per ogni beneficiario». Il gettito finanzierebbe una dote di 10 mila euro per i 18enni di famiglie «a reddito basso e medio».

All’estremo opposto troviamo Forza Italia che chiede l’«eliminazione delle tasse di successione e donazione». Mentre il Pd si dice contrario alla patrimoniale.

 

luigi marattin maria elena boschi

Leu propone invece «un’imposta progressiva sui beni patrimoniali mobiliari e immobiliari», al netto dei mutui e della prima casa, con «un’aliquota massima dell’1% o poco più», abolendo però tutti i prelievi che gravano sui patrimoni e capitali, Imu compresa.

 

La Lega invece «si oppone all’introduzione o all’inasprimento di qualsiasi forma di imposta patrimoniale» e propone di togliere l’Imu nei comuni con meno di 3 mila abitanti, sugli immobili commerciali sfitti, quelli inagibili e quelli occupati. Anche Forza Italia dice «no a patrimoniali sui capitali privati» e a «qualsiasi forma di reintroduzione dell’Imu sulla prima casa». Fratelli d’Italia propone di togliere le tasse sui canoni non percepiti per morosità.

 

Contro l’evasione premi ai contribuenti leali

daniele franco

Su lotta all’evasione e fisco semplice sono a parole tutti d’accordo. Ma le proposte sono molto diverse. Il Pd chiede un Codice tributario unico, l’abolizione delle microtasse che costano più di quanto incassano, e suggerisce l’istituzione di un sistema premiale per i contribuenti leali. Scontato il sostegno di tutti alle proposte internazionali di tassazione minima delle multinazionali e dei giganti del web. «L’Italia, come presidente del G20, dovrà sostenerle con forza», dice Leu.

 

I 5 Stelle insistono molto sulla digitalizzazione del fisco, sia per semplificare sia per incassare di più, rivendicando il successo della fatturazione elettronica.

fisco 32

 

La Lega, invece, chiede l’abolizione dello split payment e del reverse charge (meccanismi per contrastare l’evasione Iva). Italia viva è per la cancellazione delle cartelle ormai inesigibili per concentrarsi meglio sui crediti esigibili. Leu chiede di generalizzare l’obbligo dei pagamenti tracciati e il pieno incrocio dell’anagrafe dei conti finanziari con le altre banche dati. Forza Italia e Lega sono d’accordo sul fatto che la lotta all’evasione si fa soprattutto con la semplificazione delle regole.

Ultimi Dagoreport

rocco eleonora andreatta fabrizio corona

FLASH! – COME SI CAMBIA, PER FATTURARE! - ELEONORA "TINNY" ANDREATTA, FIGLIA DEL DEMOCRISTIANO BENIAMINO, ERA CONSIDERATA UNA BIGOTTONA D’ALTRI TEMPI QUANDO ERA IN RAI - ALL'EPOCA, DA DIRETTRICE DI RAI FICTION, PROMUOVEVA SOLO SCENEGGIATI SU PRETI, SUORE E FORZE DELL'ORDINE, PER NON TURBARE IL SONNO DEGLI ANZIANI TELESPETTATORI - UNA VOLTA PASSATA A NETFLIX, HA ROTTO GLI INDUGI: È DIVENTATA AUDACE! SOLO SESSO, DROGA E STORIE “MALEDETTE”, COME LE SERIE SU ROCCO SIFFREDI, I FESTINI DI “TERRAZZA SENTIMENTO” E ORA IL DOCUMENTARIO SUL PREGIUDICATO FABRIZIO CORONA...

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone mps mediobanca

FLASH! - E SE SU MPS STESSE ANDANDO IN SCENA UN BEL TEATRINO? NON SARA' CHE LE LITI TRA LOVAGLIO E CALTAGIRONE, RACCONTATE IN QUESTI GIORNI DAI QUOTIDIANI, FANNO PARTE DI UNA "NARRAZIONE" UTILE A DIMOSTRARE CHE TRA L'AD DI MONTEPASCHI E IL COSTRUTTORE NON CI FU ALCUN "CONCERTO" PER L'ACQUISTO DI MEDIOBANCA? - A TAL PROPOSITO, VALE SEMPRE LA PENA RICORDARE LE GUSTOSE INTERCETTAZIONI TRA I DUE, IL 18 APRILE, ALL’INDOMANI DELL’ASSEMBLEA MPS CON CUI VENNERO SUPERATE LE RESISTENZE ALL’AUMENTO DI CAPITALE DELLA BANCA AL SERVIZIO DELLA SCALATA DI MEDIOBANCA: “MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE? COME STA?”; “MOLTO BENE! ABBIAMO FATTO UNA BELLA OPERAZIONE. IL VERO INGEGNERE È STATO LEI, IO HO ESEGUITO SOLO L’INCARICO”

leonardis enrico marchi elkann la stampa marco gilli

FLASH! - LA TORINO CON I DANE' SI MOBILITA PER SALVARE "LA STAMPA": LE DUE CORDATE INTERESSATE AL QUOTIDIANO (GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS E GRUPPO NEM DI ENRICO MARCHI), HANNO BISOGNO DEL SUPPORTO DELLE FONDAZIONI CRT E SANPAOLO - NELLA CORSA A "LA STAMPA", AL MOMENTO E' IN VANTAGGIO ENRICO MARCHI, CHE HA GIA' RILEVATO DA GEDI I QUOTIDIANI DEL NORD-EST: "NEM" HA OTTENUTO LA BENEDIZIONE DI CRT E POTREBBE PRESTO AVERE ANCHE QUELLA DI SANPAOLO, GUIDATA DA MARCO GILLI, VICINISSIMO AL SINDACO LORUSSO...

fabrizio corona bloom media house

FLASH – COME HA FATTO UNA SCONOSCIUTA CASA DI PRODUZIONE MILANESE COME “BLOOM MEDIA HOUSE” A PRODURRE “IO SONO NOTIZIA”, LA DOCU-SERIE SU FABRIZIO CORONA? 800MILA EURO SONO ARRIVATI DAL MINISTERO DELLA CULTURA DI ALESSANDRO GIULI VIA TAX CREDIT, MA L'ALTRO MILIONE E 700MILA? GUIDATA DA MARCO CHIAPPA E ALESSANDRO CASATI, “BLOOM” MEDIA FINORA AVEVA PRODOTTO SOLO SPOT E UNA MANCIATA DI DOCUMENTARI “SOCIALI” IMPEGNATI TRA DROGA, FOTOGRAFIA E DISAGIO PSICHICO. COME HA OTTENUTO IL CONTRATTONE PER LA SERIE SUL PREGIUDICATO EX “RE DEI PAPARAZZI”? A PROPOSITO, DOVE SONO LE NUOVE SCOTTANTI “VERITÀ” CHE “FURBIZIO” AVEVA MINACCIATO DI RIVELARE? IL 29 DICEMBRE AVEVA PROMESSO: "CI VEDIAMO A GENNAIO". QUALCUNO HA SUE NOTIZIE?

roberto vannacci matteo salvini

FLASH – ROBERTO VANNACCI FINIRA' COME GIANFRANCO FINI, CON IL SUO “CHE FAI MI CACCI"? SEMBRA CHE IL GENERALE PUNTI A FORZARE LA MANO A SALVINI FINO A FARSI ESPELLERE - IL VICESEGRETARIO DELLA LEGA, IN QUOTA X MAS, NEI PROSSIMI GIORNI (FORSE GIÀ DOMANI) INCONTRERÀ IL SUO SEGRETARIO PER UN CHIARIMENTO DOPO GLI SCAZZI DELLE ULTIME SETTIMANE. CHE FARÀ L'EX TRUCE DEL PAPEETE? CACCERÀ IL MILITARE SCRIBA DEL “MONDO AL CONTRARIO”? SICURAMENTE CI SARÀ UNA "RESA DEI CONTI" - IL BAROMETRO DEL "VAFFA" DA' AL 50% L'IPOTESI DI UN ADDIO...

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…