pietro labriola henry kravis open fiber

IL FONDO TI AFFONDA - KKR FRENA SULL’ACCORDO TRA TIM E OPEN FIBER: DOPO LA TENTATA OPA SU TELECOM ITALIA, IL FONDO AMERICANO STA ESERCITANDO I SUOI POTERI DI VETO, IN QUANTO AZIONISTA DI FIBERCOP. IL TEMA DI DISCUSSIONE È LA VALORIZZAZIONE DELLA SOCIETÀ DELLA RETE SECONDARIA, CHE USCIREBBE RIDIMENSIONATA DALL’ATTUALE ACCORDO. NON A CASO IL CDA DI FIBERCOP, CHE DOVEVA SOLTANTO RATIFICARE IL TUTTO, NON SI È NEMMENO OTTENUTO…

Rosario Dimito per “il Messaggero”

 

open fiber 3

Il fondo americano Kkr torna a incrociare le strategie di Tim, dopo essere stato per cinque mesi alla finestra per una possibile Opa. In questi giorni l'investitore estero sta esercitando il suo ruolo e relativi poteri di veto come azionista di Fibercop (37,5%), la società controllata da Tim con il 58% depositaria della rete secondaria.

 

Al centro delle discussioni c'è il tema dell'accordo commerciale Tim-Open Fiber (OF) in base al quale la società di fibra ottica controllata da Cdp al 60% e da Macquarie al 40%, prenderà in uso pali e cavidotti di Fibercop a fronte del pagamento di un canone. In più Tim si impegna a fornire clienti. Secondo l'accordo raggiunto fra Tim e OF, il prezzo dovrebbe attestarsi a 190 milioni da pagare in sei anni.

henry kravis

 

Ma gli ostacoli e le tensioni tra le parti si stanno riverberando sulla rete unica che dovrà essere realizzata attraverso l'ulteriore passaggio di un Mou fra Tim e Cdp da siglare indicativamente entro il 30 aprile, sostitutivo del Nda del 2 aprile. Quest' ultimo è propedeutico al secondo che dovrà definire perimetri e modalità di integrazione degli asset per sfociare nella rete unica: fusione, scissione, acquisto, scorporo. Oggi il cda di Tim sulla trimestrale, ne dovrebbe essere informato.

 

TUTTI I VINCOLI

open fiber 1

Le condizioni concordate fra Tim e OF e approvate dai rispettivi cda, per il fondo guidato da Alberto Signori non sono sostenibili perchè ritenute vantaggiose per OF e penalizzanti per Fibercop visto che ne ridimensionerebbe la valorizzazione.

 

PIETRO LABRIOLA

Per queste ragioni il cda della società della rete secondaria, che secondo le attese di Tim avrebbe dovuto ieri ratificare il tutto, non si è nemmeno tenuto, dopo la fumata nera della scorsa settimana. E fino a quando gli ostacoli non saranno rimossi, il board non verrà convocato.

 

alberto signori

Da Tim però arrivano segnali di fiducia e «di disponibilità a trovare una valorizzazione che soddisfi tutti». Il 31 agosto 2020 il cda di Tim accettò da Kkr un assegno di 1,8 miliardi sulla base di un enterprise value di 7,7 miliardi (equity value 4,7 miliardi). Riguardo al business plan, recitano gli accordi sottoscritti tra le parti, si prevede che FiberCop avrà un Ebitda di circa 0,9 miliardi ed Ebitda-capex positivi a partire dal 2025 e non richiederà iniezioni di capitale da parte degli azionisti.

 

Sempre le regole di governance attribuiscono a Kkr speciali poteri in alcune delibere strategiche che vanno a impattare sugli indici di redditività del business plan.

 

open fiber 5

L'accordo che coinvolge la società nella messa a disposizione delle proprie infrastrutture a Open Fiber rientra nelle fattispecie per le quali il voto dei rappresentanti del fondo Usa è vincolante.

 

LA VIA D'USCITA

Sulla valorizzazione Tim dà la disponibilità a trattare anche se poi a dover pagare è Open Fiber visto che la richiesta dall'azionista Usa è molto più alta: circa 310 milioni. Ma l'altro elemento di frizione riguarda le modalità di pagamento. Non sei anni come dal patto Tim-Open Fiber, ma subito. Insomma serve tanto oltre all'ottimismo. La vicenda è all'attenzione di Agcom: il nodo si scioglie solo con un confronto diretto tra Signori (Kkr) e Dario Scannapieco (Cdp).

open fiber pietro labriola henry kravis open fiber

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...