GATES DA PELARE - DOPO L’ADDIO DI WARREN BUFFETT E IL DIVORZIO TRA BILL E MELINDA, IL FUTURO DELLA "FONDAZIONE GATES" E’ SEMPRE PIU’ INCERTO - IL NUOVO AD MARK SUZMAN AMMETTE CHE L'USCITA DI SCENA DI BUFFETT “SOLLEVA SERI PROBLEMI DI GOVERNANCE” – CI SONO TRE GRANDI INTERROGATIVI SUL FUTURO DELL’ORGANIZZAZIONE…

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Massimo Gaggi per il "Corriere della Sera"

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Warren Buffett se ne va dalla guida della Gates Foundation e questo - dopo l' annuncio del divorzio tra Bill e Melinda French - rende ancor più incerto il futuro della maggiore istituzione filantropica del mondo: un organismo che ha dato contributi essenziali a cause come la lotta contro l' Aids e lo sradicamento di alcune malattie endemiche in Africa.

 

Negli anni Bill e Melinda hanno costruito una macchina poderosa che oggi ha un patrimonio di 50 miliardi di dollari e 1.600 dipendenti: un organismo capace di analizzare e selezionare progetti in tutto il mondo finanziati con l' erogazione di circa 5 miliardi di dollari l' anno. Questo motore della beneficenza faceva però capo solo a quattro persone: i tre fiduciari (« trustees »), cioè Bill, Melinda e Buffett, e il padre del fondatore di Microsoft, William Gates Senior che, da co-presidente della Fondazione, ne sorvegliava e, in parte, indirizzava, l' attività.

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La morte, l' anno scorso, di Bill Sr e il tempestoso divorzio dei coniugi Gates hanno creato un vuoto, reso ora ancora più grave dall' uscita di Buffett. Il vecchio Warren non ha fatto polemiche: ha attribuito la sua scelta all' età (compirà 91 anni ad agosto) e ha comunque versato altri 3,2 miliardi di dollari nelle casse dell' organismo filantropico. Ma nel suo comunicato non cita mai Melinda né Bill, per tanti anni suo grande amico, limitandosi a riconfermare la fiducia all' ad, Mark Suzman.

 

Il quale, dopo aver sostenuto ai tempi dell' annuncio del divorzio che per la Fondazione non sarebbe cambiato nulla, negli ultimi tempi ha mandato ai dipendenti messaggi sempre più allarmati fino ad ammettere, ora, che l' uscita di scena di Buffett «solleva seri problemi di governance».

 

bill e melinda gates bill e melinda gates

Qualche settimana fa il Wall Street Journal ha ipotizzato una riforma della Fondazione con l' adozione di un modello di gestione diverso: un consiglio d' amministrazione con la partecipazione di direttori autorevoli ed esperti di varie aree assunti dall' esterno. Per ora, però, non sembra esserci chiarezza su tre nodi essenziali: il reale interesse di Bill e Melinda, che ormai hanno le loro organizzazioni personali a continuare a gestire insieme la Fondazione facendo, al tempo stesso, un passo indietro; la fattibilità di questa trasformazione che renderebbe l' organismo di Seattle, costruito con la logica agile di una «start up», una fondazione simile alle grandi istituzioni della East Coast come la Ford e la Rockefeller Foundation: entità strutturate, costruite per durare secoli, mentre per statuto la Bill&Melinda Gates Foundation deve spendere tutte le sue risorse e sciogliersi entro i 20 anni successivi alla morte dei due fondatori; un mutamento che sia anche di «gender» e rappresentazione: tutti i leader della Fondazione - i Gates, il padre di Bill, Buffett, i principali dirigenti - sono bianchi e e la maggior parte uomini e questo, dopo un anno di battaglie razziali viene considerato da molti non più ammissibile, soprattutto in filantropia.

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