generali leonardo del vecchio alberto nagel philippe donnet francesco gaetano caltagirone

GONG! CALTAGIRONE SALE SUL RING DI GENERALI TRA DOMANI E GIOVEDÌ SCODELLERÀ LA LISTA “LUNGA” PER INCROCIARE I GUANTONI CON NAGEL DI MEDIOBANCA - PER LA PRESIDENZA SI FA IL NOME DI CLAUDIO COSTAMAGNA. PER L'AD RESTA TRA I FAVORITI IL NOME DEL BANCHIERE DIEGO DE GIORGI, APPREZZATO ANCHE DA DEL VECCHIO – A CHI ANDRÀ IL VOTO DEI BENETTON CON IL LORO 3,97%?

Donnet Caltagirone Del Vecchio

Francesco Spini per “La Stampa”

 

La lista alternativa per le Generali, targata Francesco Gaetano Caltagirone, prende forma. Tra domani e giovedì verrà sciolta la riserva sull'ambizione della compagine organizzata dall'imprenditore romano. 

 

Si deciderà se essa punterà ad avere solo una ruolo di minoranza - e in tal caso ne sarà compilata una versione «corta» - o, come tutto lascia intendere, mirerà a sfidare apertamente con una lista «lunga» i nomi messi in campo dal cda uscente, che ricandiderà Philippe Donnet come amministratore delegato e proporrà l'ex rettore della Bocconi, Andrea Sironi, quale nuovo presidente. 

caltagironeLEONARDO DEL VECCHIO NAGEL

 

Sebbene, almeno sulla carta, tutto sia ancora in divenire, il lavoro procede per permettere a Caltagirone di chiudere il cantiere già entro il fine settimana. In anticipo, dunque, sulla scadenza del 2 aprile e in sostanziale concomitanza con il cda convocato dal Leone per lunedì, quando saranno messe in fila le «figurine» scelte dal cda. 

 

francesco gaetano caltagirone philippe donnet

Sul tavolo di Caltagirone ci sarebbero ancora 3-4 ipotesi, nulla è stato stabilito, ma - tra le possibilità che rimbalzano negli ambienti finanziari milanesi - per la presidenza si fa anche il nome di Claudio Costamagna, ex Goldman Sachs, ben noto ai mercati: ci starebbe pensando e non avrebbe ancora sciolto la riserva. Scendono le quotazioni, nel borsino delle indiscrezioni, di Patrizia Grieco, attuale presidentessa del Monte dei Paschi di Siena, che sarebbe comunque in lista. 

diego de giorgi

 

Anche per l'amministratore delegato ci sarebbero più alternative, sebbene resti tra i favoriti il nome di Diego De Giorgi, banchiere che nel 2013 aveva preso il testimone di Andrea Orcel, attuale ad di Unicredit, guidando per sei anni l'Investment banking globale di Bank of America - Merrill Lynch, per poi approdare tra il 2020 e il 2021 nel board di Unicredit e a occuparsi, più di recente, della Spac Pegasus Europe insieme con l'ex numero uno di piazza Gae Aulenti, Jean-Pierre Mustier. 

 

Se la scelta finale dovesse ricadere su di lui, banchiere da sempre apprezzato anche da Leonardo Del Vecchio (terzo azionista del Leone col 6,6%), vorrebbe dire che la strategia sarebbe votata a una campagna di fusioni e acquisizioni assai marcata. Sul fronte assicurativo, invece, qualcuno ritiene probabile l'affiancamento di un direttore generale, scelto tra gli attuali manager del Leone: non è un mistero che, dentro il gruppo, c'è chi da tempo ha scelto di schierarsi con l'imprenditore romano. 

costamagna da gruber

 

A sostenere la lista sarebbero pronti i componenti rimasti del patto di consultazione da cui Caltagirone è uscito, ovvero la Delfin di Del Vecchio e la Fondazione Crt. Tra le ipotesi al vaglio però c'è anche quella di tenere fuori i soci dalla lista, ma proporre solo consiglieri indipendenti. Se confermato, un atout da giocarsi col mercato, visto che nella lista del cda dove pure gli indipendenti sono in maggioranza resterà comunque un rappresentante di Mediobanca, prima azionista con poco meno del 13%, col 17,25% se si considera il prestito titoli. 

 

GIOVANNI QUAGLIA FONDAZIONE CRT

Dopotutto Crt, se pure avesse voluto candidare un suo esponente diretto, non avrebbe potuto: c'è un parere legale del 27 febbraio, infatti, che conferma l'applicabilità della normativa che vieta ai «soggetti che svolgono funzione di amministrazione, direzione o controllo presso la fondazione bancaria» di ricoprire «cariche nelle società concorrenti della banca conferitaria o di società del suo gruppo». 

FAMIGLIA BENETTON

 

E siccome Unicredit, tra l'altro, distribuisce polizze, «questo profilo è sufficiente a creare l'incompatibilità». Resta un punto di domanda e riguarda il voto dei Benetton con il loro 3,97%. Molti sono pronti a scommettere che convergeranno sui nomi di Caltagirone. Altri guardano altrove, alla lista dei fondi che Assogestioni si appresta a presentare. Viste le composite posizioni della famiglia, un voto ai fondi toglierebbe Treviso dall'imbarazzo.

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