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IL GOVERNO CALA UN GOLDEN POWER SU PIRELLI – PALAZZO CHIGI HA DECISO DI ESERCITARE I POTERI SPECIALI PER LIMITARE LE PREROGATIVE DEL SOCIO CINESE: NESSUNO STOP AL PATTO PARASOCIALE, NESSUN CONGELAMENTO DELLE AZIONI IN MANO A SINOCHEM MA MOLTI PALETTI STRINGENTI – PALAZZO CHIGI IMPONE LA MAGGIORANZA QUALIFICATA IN CDA PER I VOTI STRATEGICI E INTRODUCE STRUMENTI A TUTELA DELLA TECNOLOGIA, CONSIDERATA STRATEGICA, DEI SENSORI CYBER IMPIANTABILI NEGLI PNEUMATICI. INOLTRE SARA' CAMFIN A INDICARE L'AMMINISTRATORE DELEGATO – COME LA PRENDERÀ PECHINO?

Estratto dell'articolo di Giuseppe Colombo e Giovanni Pons per “la Repubblica”

 

PIRELLI CINA

Il Consiglio dei ministri di giovedì scorso ha preso in esame il caso Pirelli e ha deciso di intervenire con il golden power nella modalità “via libera con prescrizioni”. Dunque niente veti, niente congelamenti di azioni, ma una serie di paletti assai stringenti, contenuti in un Dpcm che Repubblica ha potuto consultare, volti a limitare il più possibile l’influenza di Sinochem (che ha il 37% di Pirelli) nella società milanese che produce pneumatici di alta gamma.

 

La prescrizione più significativa è quella che prevede che «l’amministratore delegato di Pirelli tratto dalla lista di maggioranza sia indicato dal socio Camfin», cioè la società italiana guidata da Marco Tronchetti Provera che controlla il 14% del capitale.

 

marco tronchetti provera

In pratica questa prescrizione modifica il patto di sindacato firmato nel maggio 2022 tra Sinochem e Camfin e che prevedeva che a partire dal 2026 l’indicazione dell’ad di Pirelli non spettasse più al socio italiano. Nella sostanza, invece, su «12 amministratori tratti dalla lista di maggioranza, 4 dovranno essere indicati da Camfin», lasciandone dunque solo 8 ai cinesi (e non 9 come previsto dalpatto).

 

Di più. I cinesi devono impegnarsi a reintrodurre la carica del direttore generale cui affidare l’implementazione del business plan, del budget e la gestione ordinaria di Pirelli. Tutte le figure con deleghe dell’azienda dovranno inoltre essere scelte tra gli amministratori di emanazione Camfin e tutti i direttori e vicedirettori dell’azienda dovranno essere scelti o dal vicepresidente esecutivo (oggi è Tronchetti) o dall’ad (che nel prossimo triennio dovrebbe essere Giorgio Bruno, indicato da Tronchetti).

 

MARCO TRONCHETTI PROVERA E I CINESI DI SINOCHEM

Molto stringenti sono anche le prescrizioni che riguardano i settori strategici nei quali opera la società (energia, telecomunicazioni, comunicazioni) riguardo i quali le decisioni devono essere prese con una maggioranza di 4/5 del cda. In pratica la maggioranza qualificata in queste materie richiede il consenso di 12 consiglieri su 15, dunque i cinesi non possono assolutamente agire senza il consenso dell’ad e di almeno altri tre consiglieri di Camfin o del mercato (lista Assogestioni).

 

[…] Inoltre, secondo il governo, Pirelli e i suoi manager devono poter agire in completa autonomia e rifiutare qualsiasi ingerenza nella gestione dell’azienda provenienti da forze esterne che fanno riferimento alla Cina e ai suoi organi politici, come il Sasac (State owned asset supervision and administration commission of the state council).

 

SINOCHEM

In particolare i rifiuti rispetto alle richieste esterne devono riguardare la condivisione di informazioni inerenti tecnologie coperte da proprietà intellettuale, l’accentramento della tesoreria gestita da Sinochem, l’accesso diretto ai sistemi informativi di Pirelli, il trasferimento di beni e servizi informatici da società Pirelli al di fuori della giurisdizione europea, il trasferimento o condivisione con soggetti riconducibili al governo cinese di qualsiasi dato rilevato o elaborato attraverso la tecnologia Cyber. […]

 

 

sinochempirelli

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