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GUERRA AD “AIRBNB” – FIRENZE E VENEZIA VOGLIONO CHIEDERE AL PARLAMENTO EUROPEO DI REGOLAMENTARE LA DIFFUSIONE INCONTROLLATA DEGLI AFFITTI BREVI: L’INIZIATIVA CONGIUNTA CON ALTRE DIECI CITTÀ EUROPEE – I SINDACI SONO IN ALLARME DOPO IL PARERE DELLA CORTE DI GIUSTIZIA, SECONDO CUI AIRBNB NON È UN AGENTE IMMOBILIARE E QUINDI NON DEVE RISPETTARE LE NORME SULLE LOCAZIONI BREVI…

Nicola Lillo per “la Stampa”

 

airbnb

Due città italiane sono pronte a firmare una lettera per chiedere al Parlamento europeo e alla Commissione di intervenire e regolamentare la diffusione incontrollata degli affitti brevi. In pratica di salvare i centri storici dall'invasione di Airbnb. Firenze e Venezia, centri turistici per eccellenza del nostro Paese, hanno infatti aderito all'iniziativa lanciata da dieci città europee: Amsterdam, Parigi, Berlino, Barcellona, Bruxelles, Bordeaux, Monaco, Cracovia, Valencia e Vienna. Sono in tutto dodici dunque le grandi città che chiedono a Bruxelles di mettere in agenda al più presto questo tema, per evitare così lo spopolamento dei centri storici e calmierare la «crescita esplosiva» degli appartamenti privati dati in affitto per pochi giorni ai turisti. Un boom che peraltro ha comportato in certi casi lo spopolamento del centro città, l'aumento dei prezzi per gli affitti tradizionali e la "fuga" delle famiglie verso la periferia.

 

FIRENZE

Il boom

La crescita di Airbnb nel nostro Paese è stata esponenziale. Nel 2018 c'erano 400 mila appartamenti sparsi da Nord a Sud: dal 2016 so-no aumentati del 78%. Tra le città più interessate dal fenomeno ci sono Roma (29.519 annunci), Milano (18.482), Firenze (11.341), Venezia (8.025) . Mentre le prime tre regioni sono Toscana, Sicilia e Lazio. Ad allarma-re i sindaci delle città turisti-che è stato un recente pare-re dell'avvocato generale della Corte di giustizia europea secondo cui Airbnb non è un agente immobiliare, ma una piattaforma di servizi digitali.

 

brugnaro e nardella al meeting di rimini 2

Di conseguenza non è tenuta a rispettare alcune norme, tra cui quelle fiscali (in Italia è stato introdotto un "bollino di qualità" contro i furbetti) e altre leggi che regolamentano le locazioni brevi. Da qui è nata l'idea di presentare una lettera a Bruxelles e chiedere in sostanza di obbligare le piattaforme web —come appunto Airbnb — a cooperare con le amministrazioni locali e far rispettare le norme. Inizialmente nessuna città ita-liana aveva aderito, poi dopo le richieste avanzate dal-le associazioni "Gruppo 25 Aprile" e "Progetto Firenze", i rispettivi Comuni han-no deciso di sottoscrivere la lettera. Nell'appello si legge : «C'è un urgente bisogno di regole per preserva-re il senso delle città ed è importante farne sentire lavo-ce anche al Parlamento e al-la Commissione UE».

 

VENEZIA 1

I comuni italiani interessati In particolare l'assessore di Venezia Michele Zuin ha confermato la partecipazione all'iniziativa, spiegando che «abbiamo aderito per-ché esiste un problema dif-fuso di trasparenza sulle transazioni e gli introiti di questi Airbnb». Stesso discorso vale per il capoluogo toscano. «Anche Firenze aderisce alla lettera. Da tempo - spiega l'assessore al Turismo, Cecilia Del Re -la nostra città chiede una regolamentazione in materia, e già con Barcellona e Atene aveva siglato un patto per chiedere un intervento europeo su un fenomeno che sta cambiando il volto dei centri storici delle principali città d'arte ad alta attrazione turistica. Senza voler demonizzare la sharing economy, occorre però arri-vare ad una disciplina che consenta agli enti locali di governare questo fenomeno sotto ogni profilo da quello pianificatorio a quello fiscale». Ora la palla passa a Bruxelles.

AIRBNBMICHELE ZUINDARIO NARDELLAle case costruite da airbnble case costruite da airbnbLuigi Brugnaro le case costruite da airbnbFIRENZE 1AIRBNBAIRBNBAIRBNBvilla agli hamptons su airbnbAIRBNBAIRBNB CONDHOTELle case costruite da airbnble case costruite da airbnbAIRBNBVENEZIADARIO NARDELLA 1

 

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