coronavirus supply shock recessione crisi economia mercati

IMPARATE QUESTA PAROLA: “SUPPLY SHOCK”. SARÀ QUELLA CHE CI RICORDEREMO QUANDO IL PANICO SARÀ SFUMATO E DOVREMO FARE I CONTI CON LE CONSEGUENZE ECONOMICHE DEL CORONAVIRUS – SARÀ UNA RECESSIONE DIVERSA DA TUTTE QUELLE CHE ABBIAMO GIÀ AFFRONTATO, CHE NASCEVANO DA UN CALO DELLA SPESA AL CONSUMO, CIOÈ DELLA DOMANDA. QUESTA INVECE RIGUARDA L’OFFERTA. E ANCHE LE BANCHE CENTRALI POTRANNO FARE POCO. CHE CE NE FAREMO DI TUTTI QUEI SOLDI GRATIS SE NON CI SARANNO PRODOTTI DA ACQUISTARE?

Ben Winck per www.businessinsider.com

 

coronavirus mercati 3

Le ricadute dell’epidemia di coronavirus in corso stanno spingendo diversi osservatori a lanciare nuovi avvertimenti su una possibile recessione globale a pieno titolo. E gli economisti temono che l’inversione di tendenza non somiglierà a quelle sperimentate negli ultimi tempi.

 

L’epidemia ha già portato le società a ridurre le proprie aspettative a breve termine riguardo al fatturato, e ha spinto gli analisti a rivedere al ribasso le stime relative alla crescita globale. Lo spettro di una contrazione economica è calato rapidamente su quella che molti, appena un mese fa, consideravano una sana espansione. Gli esperti adesso si stanno affrettando a formulare diagnosi sul rischio economico complessivo associato al coronavirus e a identificare le prime zone in cui si materializzerà.

 

coronavirus gli effetti sul mercato delle auto

Le recessioni del passato hanno avuto inizio a seguito di un drastico indebolimento della spesa al consumo, che ha costretto le aziende a far fronte a un calo del fatturato e ha innescato un pericoloso circolo vizioso a base di ridimensionamento del personale, rallentamento dell’attività di acquisto di beni e contrazione economica. Le pressioni che gravano sulla domanda e sull’offerta possono rafforzarsi a vicenda, mettendo le banche centrali nella difficile posizione di alleviare lo stress prima che si aggravi.

 

giuseppe conte a piazza affari 4

Ciò che rende unico il coronavirus è il fatto che sta iniziando ad avere ripercussioni sia sul fronte della domanda sia su quello dell’offerta. La cosiddetta “distruzione della domanda” dovuta agli ordini di quarantena relativi alla Cina rappresenta una grave minaccia a breve termine, hanno scritto gli analisti di Morgan Stanley in una nota venerdì scorso, aggiungendo che l’attività di consumo sarebbe calata nettamente nei settori del turismo, dell’intrattenimento e della vendita al dettaglio di oggetti fisici.

roma deserta per il coronavirus 1

 

Ma lo scombussolamento delle attività manifatturiere “avrà un impatto molto più ampio sull’economia globale tramite gli effetti di spillover sulle filiere globali”, ha affermato il team diretto da Chetan Ahya, chief economist di Morgan Stanley.

 

metodi alternativi per proteggersi dal coronavirus 13

Analisi del supply shock

Gli ultimi dati economici provenienti dalla Cina indicano che i problemi relativi all’offerta in questo Paese sono tutt’altro che finiti. L’indice Pmi manifatturiero in Cina è sceso a 35,7 punti a febbraio dai 50 punti del mese precedente, segnando il livello più basso dal 2004. L’attività manifatturiera è scesa ai minimi da quando si registra questo dato, lasciando alle aziende la cui attività produttiva è concentrata in Cina poche speranze di assistere a un rimbalzo dell’offerta.

coronavirus mercati 2

 

Un supply shock pone le banche centrali in una posizione difficile a mano a mano che l’epidemia si intensifica. La Federal Reserve può ridurre il suo tasso d’interesse di riferimento per incoraggiare la spesa, ma l’attività di acquisto stimolata in questo modo non contribuisce più di tanto a far riprendere un’economia quando non ci sono scorte a disposizione, ha scritto Ryan Avent, editorialista economico dell’Economist, in una newsletter inviata il 25 febbraio.

coronavirus

 

“Non importa quanti soldi appena stampati si mette in tasca alla gente se non ci sono negozi aperti e se, anche se ci fossero, non ci sarebbero camion disponibili per consegnare loro le merci” ha scritto Avent.

 

Ciò malgrado i mercati continuano a scontare un 100% di probabilità di un taglio dei tassi nel mese di marzo, in base al Cme FedWatch Tool. Il presidente della Fed Jerome Powell ha ricordato questo ragionamento in un comunicato di venerdì scorso, nel quale ha dichiarato che la banca centrale è aperta all’idea di ridurre i tassi qualora l’epidemia rappresenti una minaccia sufficientemente grave. Goldman Sachs è arrivata persino a prevedere un possibile taglio di 50 punti base da parte della Fed prima del suo prossimo incontro.

Lehman Brothers

 

 Un vaccino efficace potrebbe fare un’enorme differenza

Una riduzione dei tassi potrebbe indubbiamente far tirare un sospiro di sollievo ad alcuni investitori attivi sui mercati azionari, ma un vaccino contro il coronavirus è “l’unico elemento che potrebbe far migliorare il sentiment in modo sostenibile ed efficace” ha scritto Seema Shah, chief strategist di Principal Global Investors, in un post pubblicato sul blog della società giovedì scorso.

 

coronavirus e mercati

Diverse società biotech hanno fatto a gara per tutto il mese di febbraio per avviare dei trial su una serie di vaccini e farmaci che si sono dimostrati efficaci, e hanno visto lievitare il proprio corso azionario di conseguenza. Un funzionario della World Health Organization ha detto il 24 febbraio che il cocktail di farmaci di Gilead potrebbe essere il migliore trovato finora per combattere contro l’epidemia, ma non si prevede che i risultati dei test su esseri umani condotti in Cina arrivino prima di aprile.

richard fuld, lehman brothers 2008

 

Finché non verrà messa a disposizione una soluzione medica i mercati rimarranno bloccati in un “gioco altamente incerto del tipo ‘stiamo a vedere’”, con un aumento dei rischi di recessione in tutto il mondo, ha detto Shah.

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)